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Iran, continuano i colloqui con i mediatori turchi (sotto mandato Usa): Erdogan vuole credito per la questione curda

Iran, continuano i colloqui con i mediatori turchi (sotto mandato Usa): Erdogan vuole credito per la questione curda

Sembra che l'esercito di Donald Trump sia pronto ad attaccare l'Iran, ma il tycoon farebbe a meno di segnali di "buona volontà" da parte di Teheran,... Iran, in corso colloqui con negoziatori turchi (su richiesta Usa): Erdogan vuole l'approvazione sulla...

Iran continuano i colloqui con i mediatori turchi sotto mandato Usa Erdogan vuole credito per la questione curda

Sembra che l'esercito di Donald Trump sia pronto ad attaccare l'Iran, ma il tycoon farebbe a meno di segnali di "buona volontà" da parte di Teheran,...

Iran, in corso colloqui con negoziatori turchi (su richiesta Usa): Erdogan vuole l'approvazione sulla questione curda

L'armata di Donald Trump sembra pronta ad attaccare l'Iran, ma il tycoon potrebbe fare a meno di qualche segnale di “buona volontà” da parte di Teheran, soprattutto sulla questione nucleare.Un segnale che potrebbe arrivare oggi dalla Turchia.Il confinante paese arabo-musulmano con una popolazione di oltre 80 milioni di abitanti non ha dovuto aspettare e ha accettato immediatamente l'incarico.Lo ha fatto, da un lato, per ricambiare il favore di Trump, che sostiene l’ex jihadista al-Julan, ora presidente ad interim della Siria, il cui nome originale è Ahmed al-Shaara, di fatto un burattino nelle mani dell’autocrate turco Recep Tayyip Erdogan, dall’altro, per dimostrare il suo ruolo di potenza regionale, e non ultimo sulla questione dei curdi.

Ieri il ministro degli Esteri Hakan Fadden ha incontrato l'ambasciatore americano in Turchia e l'ambasciatore americano in Siria, Tom Barrick, che hanno annunciato pubblicamente il desiderio di Trump di consegnare fino a metà gennaio ai curdi la Roja, l'amministrazione democratica autonoma, comunitaria e confederale della Siria settentrionale, partner degli Stati Uniti contro gli Stati Uniti.Sono state assediate le fonti, che hanno osservato in modo molto crudo, per usare un eufemismo, il cessate il fuoco, che ha ormai ridotto il Rojava a una regione molto ristretta e ha costretto i suoi difensori, la Vitri Democratic Force, alla resa.

Secondo fonti diplomatiche citate dall'agenzia statale Anadolu (AA), l'incontro si è concentrato sugli ultimi sviluppi in Siria e sugli sforzi per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Fidan ospiterà oggi il suo omologo iraniano Abbas Araqchi.Fonti ministeriali citate da AA affermano che Fidan intende sottolineare che le relazioni turco-iraniane sono essenziali per la sicurezza, la stabilità e la prosperità.Tuttavia, durante la conversazione, Fidan metterà in evidenza il presunto ruolo del Partito della Vita Libera del Kurdistan (PJAK) nelle recenti proteste in Iran, che hanno scatenato forse la risposta più sanguinosa finora da parte del regime teocratico.trentamila morti, molti dei quali nel Kurdistan iraniano.

Dopo aver distrutto l'esperimento sociale della democrazia, del socialismo e dei conservatori in Rojava, secondo la visione di Abdullah Ocalan, la Turchia ora vuole "totalmente moderato", come ha sottolineato Fidan, il PJAK, ed è legato al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) fondato da Ocalan.Secondo Fidan si tratta di una questione urgente per la sicurezza dell'Iran.Il sultano Erdogan, secondo le sue proverbiali parole, questa volta usa la carta del compromesso per sbarazzarsi dei curdi iraniani che hanno guadagnato la fiducia del PKK.E per fortuna, il re di Turchia insiste per firmare un accordo di pace con Öcalan, che ha trascorso più di vent'anni in prigione.Anche se il PKK è nella lista delle organizzazioni terroristiche.

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