Indagine Banco de Italia sulle prospettive economiche al 2026: occupazione e investimenti previsti in forte aumento
L’ultimo trimestre del 2025 registrerà segnali positivi per l’economia italiana, con un miglioramento dei giudizi sulle condizioni generali, aspettative di aumento dell’occupazione e degli investimenti, sostenuti dagli incentivi “Transizione 4.0 e 5.0”.I prezzi di vendita crescono lentamente e le aspettative di crescita dei consumi restano moderate, tra l'1,6 e l'1,8%, confermando la stabilità dei prezzi come condizione centrale della politica economica.
Riflettendo l’incertezza associata al PNRR, l’unico settore con opinioni contrastanti sulla domanda e sugli investimenti è quello dell’edilizia.
L’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita pubblicata ieri dalla Banca d’Italia, condotta dal 20 novembre al 16 dicembre 2025, rivela che nel quarto trimestre dello scorso anno le imprese italiane hanno registrato un leggero ma costante miglioramento nella percezione della situazione economica generale, in continuità con il trend positivo iniziato nel secondo trimestre.
Il saldo tra giudizi in miglioramento e peggioramento, pur rimanendo negativo, è sceso da 17,7 a 15,2 punti percentuali, segnalando una maggiore fiducia tra le imprese più grandi.
L'andamento complessivo della domanda è migliore rispetto alle rilevazioni precedenti, con incrementi positivi a livello dell'industria in senso stretto e dei servizi.
In particolare, le aspettative di vendite per il primo trimestre del 2026 sono elevate nelle imprese con almeno mille dipendenti, mentre nelle costruzioni il saldo diminuisce, pur rimanendo su livelli relativamente elevati.Le esportazioni attese per i prossimi tre mesi mostrano un miglioramento, soprattutto nel settore dei servizi, riflettendo una ripresa della domanda internazionale.
Dal lato del lavoro, la società prevede di mantenere la crescita dei posti di lavoro nel settore industriale e dei servizi, e la capacità di costruire.
Si prevede che le aspettative salariali nominali si moderino leggermente, aumentando in media del 2,2% nei prossimi dodici mesi, mentre la quota di imprese che prevede una crescita superiore al 4% diminuirà.
Il clima degli investimenti mostra segnali di miglioramento nell'industria e nei servizi, mentre il quadro è ancora più incerto nel settore delle costruzioni.
Quasi un terzo delle imprese prevede un ampliamento della spesa per investimenti regolari nel 2026. Il 30% delle imprese edili legate al PNRR prevede invece una diminuzione della spesa.
Gli incentivi fiscali dei Piani Transizione 4.0 e 5.0 sono attualmente ampiamente utilizzati nell’industria manifatturiera, e gran parte è destinata ad investimenti programmati e nuovi progetti, indice del sostegno strutturale allo sviluppo tecnologico del settore.
Domanda positiva
La dinamica dei prezzi di vendita resta moderata: la crescita media annua nell'industria e nei servizi è stata dell'1,9% circa, mentre nell'edilizia è salita al 3,6%. I costi della manodopera e delle materie prime rimangono i fattori principali.
Il leggero calo delle aspettative di inflazione al consumo, tra l’1,6% in sei mesi e l’1,8% in 24 mesi, con una distribuzione simile tra settori e regioni, indica un quadro di stabilità dei prezzi che sostiene la politica monetaria.
Infine, l'ultimo periodo dello scorso anno evidenzia la lenta ma costante ripresa economica dell'Italia, caratterizzata dalla ripresa della domanda interna ed estera, dall'aumento degli investimenti e dalla dinamica dei prezzi contenuta.
Una combinazione di stimoli fiscali e sostegno alla trasformazione tecnologica continua a sostenere il settore industriale, mentre l’occupazione cresce a un ritmo costante e permangono pressioni di contenimento salariale, che portano a un’inflazione moderata.
Questo quadro suggerisce che l’economia italiana si sta avvicinando a una fase di consolidamento della crescita, dove ci sono segnali di resilienza nonostante l’incertezza globale.
