Viaggio dell’anno di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo

Vincitore…: Territorio. Esatto, il vero protagonista principale della mano “tartufo generale” La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è il territorio. Una parola che è diventata un vero e proprio concetto durante questo pomeriggio (sabato 20 novembre) che ha guardato Carlo Messina, tra i migliori banchieri internazionali e sostenitori dell’unione tra Intesa San Paolo (che ricopre la carica di Amministratore Delegato) e UBI Banca, per ricevere un ottimo campione di tartufo bianco, a testimonianza della gratitudine del Comune di Alba per quanto ha stato fatto per il territorio.
Queste due banche sono ben conosciute da privati ​​e famiglie, che da tempo considerano la regione come la base su cui poggiare la loro reciproca redditività.
E il tartufo 2021, prodotto d’eccellenza nato nella terra, radicato nel territorio albese, ne è il simbolo, l’anello della filiera che unisce l’economia reale alla tradizione dell’obesità e del lavoro e quella fiducia nelle istituzioni che da sempre caratterizzato la regione di Lange e Ruero.
I saluti dell’azienda ne hanno tracciato il contorno, a cominciare da Stefano Mosca Direttore della Galleria chi ha detto: “I tartufi di quest’anno sono una tradizione importante per la fiera, una storia che sottolinea il primato di Lange e Roero. E li abbiamo consegnati a Carlo Messina, una persona fidata che sa cosa significa rafforzare un territorio”.

conferma il pensiero Carlo Po, sindaco di Alba: “Onorare le persone che fanno cose importanti è un modo per ringraziarle, dice il sindaco. Dal 1939 lo regaliamo con passione e rispetto. Oggi lo regaliamo a uno dei più grandi banchieri italiani del mondo, e sono lieto di farlo a Alba, presso la Fondazione Ferrero fondata nel 1983, da Una famiglia che preferisce il lavoro all’apparenza. Lavoro, creatività e donazione sono sempre stati il ​​motto di Ferrero, e credo che Carlo Messina lo incarna appieno a beneficio delle diverse regioni in cui Intesa San Paolo è presente.

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Presenza in Lange e Roero puntando su progetti green, precisa Liliana Alina, Responsabile della Galleria: «La caratteristica più importante della mostra è la consegna dei “Tartufi dell’anno”. Siamo lieti di collaborare con Intesa San Paolo. Guardiamo al prossimo futuro per proteggere insieme i tartufi grazie a un’operazione di finanziamento dell’arteria coronaria per investire nelle tartufaie naturali. Il tema della mostra 2021 è “Siamo connessi con la natura”, ed è con questo spirito che vogliamo fare del territorio la prima meta in Italia del turismo enogastronomico sostenibile».

Dice che la cooperazione porta all’unione Alberto Sirio, Presidente della Regione Piemonte: “Per noi la Fondazione Ferrero è un posto fantastico. Questa è la seconda volta che facciamo festa qui, dopo la festa dedicata alla nuova Fiat 500 e la consegna del tartufo a Sergio Marchionne.

Il tartufo per noi è sinonimo di giardinaggio, uno stile di vita che seppur serio e concentrato sul fare per la terra, ha negli anni portato ad un’apertura verso nuove unioni a beneficio della regione stessa. In questo modo lo abbiamo fatto conoscere sempre di più, e continuiamo a farlo. Carlo Messina è colui che ha portato a un importante legame tra due grandi banche che avevano sempre creduto nelle terre d’Italia. Il tartufo è un segno di ringraziamento, distinzione e rispetto verso chi ha sempre aiutato il Piemonte. Un esempio su tutti: i fondi ottenuti in poche ore per l’ospedale provvisorio del Valentino durante la prima chiusura, grazie alla sinergia e alla sensibilità di Carlo Messina e Intesa San Paolo».

E nel dialogo tra Maurizio Molinari, direttore de La RepubblicaE Carlo Messina, fulcro del rapporto con il territorio, diventa protagonista nel quadro dell’autore apparso in serata. Ecco domande e risposte.

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Come vede la posizione della ripresa dell’Italia in questo periodo?

Dice Carlo Messina: “La ripartenza degli ultimi mesi porterà a una crescita più continua nel 2023, grazie a maggiori investimenti e potere d’acquisto degli italiani, con conseguente aumento del Pil e diminuzione del debito pubblico, per portarlo nel regno della disuguaglianza Accettabile Ricordate che la Banca Centrale Europea e gli investitori internazionali stanno finanziando il nostro debito pubblico di 750 miliardi di euro ciascuno.
Negli ultimi mesi gli italiani hanno guardato positivamente al futuro, ma stiamo attraversando un periodo delicato, in cui il PNRR deve essere ben sfruttato in progetti di fattibilità oggettiva, altrimenti i fondi non arriveranno.
La crescita è necessaria per un PIL superiore a 1,5, per riassorbire parte della povertà e ridurre il debito pubblico, che deve essere sostenibile.
Il nostro gruppo bancario si occupa di territori: basti pensare che gestiamo un trilione e 350 miliardi di euro, la maggior parte dei quali ha un forte radicamento in diverse regioni d’Italia, dai privati ​​alle aziende. “

Cosa ci può dire dell’aumento delle materie prime che tanto ci spaventa?

L’amministratore delegato di Intesa San Paolo afferma: “Gli elementi reali dell’inflazione ci sono, ma non da un punto di vista strutturale. Nel 2022 torneremo a livelli aggregati. Ad esempio, la Banca centrale europea non aumenterà i tassi di interesse, almeno fino al 2023. Non dovremmo. Stiamo rallentando sui progetti di investimento perché questo aumento dell’inflazione in Europa non rappresenta una forte minaccia, ma dobbiamo stare attenti e considerare la cooperazione con altri Paesi”.

Qual è la ricetta per le regioni?

Intesa e UBI insieme costituiscono una banca forte per l’Europa e per le regioni dove il fattore principale è la fiducia delle famiglie. Richiede una responsabilità sociale di restituire una parte del valore dei guadagni dell’azionista a beneficio del territorio. Questo è l’unico modo per creare una reputazione reciproca. Facciamo molto affidamento sulle risorse umane interne con i nostri dipendenti e clienti. Fiducia reciproca: penso che questa sia la ricetta giusta”.

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Qual è il valore economico del vaccino?

Serve un vaccino per tornare definitivamente all’economia reale. Dobbiamo spendere e non solo lasciare il capitale così com’è. Se non circola denaro, la povertà aumenta e il PIL diminuisce. Oggi abbiamo una soglia di povertà allarmante. È inaccettabile pensare che in Italia ci siano 5 milioni di persone che lottano per guadagnarsi da vivere. Dobbiamo fare tutti la nostra parte. E vaccinare significa non solo sconfiggere il Covid19, ma anche rendere l’economia globale più resiliente, per tornare a tempi migliori».

Capitolo sostenibilità. Cosa ne pensi del dopo Glasgow?

Credo che nonostante le difficoltà politiche di intesa tra le nazioni del mondo, si sia capito che la sostenibilità è diventata una priorità operativa e gestionale. Dobbiamo essere preparati ad accompagnare con finanziamenti i vari passi verso il verde. Siamo pronti, come l’Italia, a donare 400 miliardi di euro, di cui 70 miliardi alla trasformazione ambientale».

Elma Zito

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