Non perdonano al maestro di aver detto che, contro la candidatura alla Fenice, si dovrebbe affidare la regia a Beatrice Venezia.Piovono accuse sulla canna italiana più famosa
Il maestro Riccardo Muti era l'ultimo dei pensieri dei detrattori di Beatrice Venezia.In un primo momento chiesero un lungo intervento sul caso che avrebbe scosso il mondo della lirica, e non gli piacque.
Il discorso di Muti
Giovedì il grande regista italiano, invitato a parlare al termine del convegno di presentazione della nuova produzione di Macbeth portata in scena al Teatro Regio di Torino dalla figlia Chiara, non ha voluto dare "giudizi su chi fa il suo stesso mestiere", aggiungendo di non conoscere il personaggio di Venezi."Se lo vedessi bene non lo direi perché mi sentirei a disagio", ha detto Muti.Infine, il maestro ha detto: "Dirigerà lui e poi decideranno i musicisti e le altre orchestre, visto che ci sono nella storia registi che lavorano meglio in teatro, con un'orchestra, e non con altri".Una dichiarazione “liberale” che ha suscitato rabbia e risentimento davanti agli anti-Venezia, risulta molto offensiva sui social.
La notizia, espressa nei commenti di pagine come il Comitato nazionale delle Fondazioni dell'Opera sinfonica e di altri esponenti specifici dei mesi scorsi per la loro estrema contrarietà alla nomina di Venezi a direttore musicale della Fenice di Venezia, è stata accolta da un fiume di critiche e accuse contro Muti.Gli utenti che hanno esibito con orgoglio la spilla gialla di protesta hanno bollato l'intervento del maestro come “ipocrita e inappropriato”.Abbondano poi le accuse di “opportunità” e i parallelismi che non soddisfano Ponzio Pilato e don Abbondio.Nei commenti contro Muti con pagine anti-Venezi sono arrivati addirittura dubbi che dietro la sua posizione ci sia la volontà di non compromettere il lavoro della figlia Chiara.Insomma, la vittoria del complotto e di tanti “avrebbero dovuto dirlo” che lascia intendere come sia abituato a ragionare chi vuole fingere di decidere se un mostro sacro come Muti può dirlo o no.
Sempre visibile
Nei giorni scorsi Muti non è stato l'unico a ricevere critiche da parte dei manifestanti.L'attenzione principale rimane sempre focalizzata sulla protagonista, suo malgrado, della storia.Nelle ultime ore Beatrice Venezi è stata duramente attaccata per alcune risposte date in un'intervista rilasciata al quotidiano argentino "El Clarin" recentemente pubblicata e in particolare per aver affermato che "Venezia deve attrarre nuovo pubblico che arriva con il turismo" perché "gli attuali abbonati hanno più di 80 anni". Gli ha risposto il Comitato Fenice Viva di Venezia.Tuttavia, lo spirito di resistenza che domina il racconto non permette di soffermarsi sul fatto che il ricambio generazionale del pubblico teatrale è un tema di vitale importanza e non un tabù.Ad esempio, i risultati dell’Ufficio del pubblico, che da un decennio lancia l’allarme sull’invecchiamento demografico degli spettatori, non possono certo essere accusati di essere offensivi.
In un'intervista per "El Clarin", Venezi è stato accusato di voler attaccare nuovamente i musicisti in protesta dopo le dichiarazioni rilasciate durante la rappresentazione della Carmen di gennaio a Pisa.Basta però leggerla con attenzione e senza pregiudizi per capire che si tratta di un'intervista realizzata prima del convegno di Pisa.Il regista parla infatti del futuro delle rappresentazioni di Carmen e Mahagonny a Trieste, che si sono svolte da gennaio a inizio febbraio.L'intervista è accompagnata da foto "in posa" scattate al teatro Colòn di Buenos Aires, città dalla quale Venezi scomparve dallo scorso dicembre, mentre era impegnato in Italia.A marzo, invece, sarà a Montevideo per la nuova produzione di Carmen.Non si può quindi parlare di volontà di ravvivare le tensioni con nuove dichiarazioni.
Infatti: il consiglio di amministrazione della Fondazione ha deciso questa settimana di versare la prima rata del contributo welfare ai lavoratori della Fenice dopo una lunga discussione, e il direttore Nicola Colabianchi ha detto di sperare che "torni a un confronto sereno e costruttivo, basato sul rispetto reciproco per il bene della comunità e del teatro".Un percorso da percorrere senza opposizioni.
