L’uscita di Atlantia evidenzia la battaglia del Milan per il peso di mercato

Scritto da Elisa Anzulin

MILANO (Reuters) – L’acquisto di Atlantia taglierà altri 19 miliardi di euro (19,5 miliardi di dollari) dal valore della Borsa di Milano e porterà a 12 il numero di società che escono dalla Borsa quest’anno, sollevando preoccupazioni sulla sua posizione.

I legislatori e le autorità di regolamentazione vogliono invertire la tendenza e consolidare il ruolo della Borsa Italiana, che ha 200 anni, al centro del business italiano.

Barbara Longi, responsabile della quotazione delle azioni italiane presso il proprietario del mercato Euronext, sostiene che il controllo dell’essere una società quotata e la presenza di investitori esterni spingono le aziende a innovare e svilupparsi.

“Offre alle aziende attrezzature aggiuntive per favorire la crescita”, ha affermato Longi.

Ma il problema ha radici profonde, poiché molte aziende a conduzione familiare in Italia non sono disposte a cedere il controllo quotando le proprie società a meno che non abbiano bisogno di liquidità per fusioni e acquisizioni o altre strategie di espansione.

L’Osservatorio di mercato Consop ha approvato quest’anno misure per snellire le procedure di approvazione dei prospetti di quotazione, anche consentendone la presentazione in lingua inglese.

Sempre con l’obiettivo di accelerare il cambiamento, l’Italia quest’anno ha iniziato a esaminare come riformare la quotazione, il voto e altre regole per affrontare i problemi che paralizzano i mercati dei capitali del paese, sebbene tale processo sia stato sospeso da un cambio di governo dopo la vittoria di una coalizione di destra. Elezioni a fine settembre.

esodo milanese

Finora quest’anno 11 società hanno abbandonato Euronext Milano, inclusa la holding della famiglia Agnelli Exor, che si è trasferita alla Borsa di Amsterdam in linea con dove è legalmente registrata.

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Atlantia A/C se ne va dopo un buyout da parte della famiglia Benetton e Blackstone giovedì ha superato la soglia del 90% di supporto.

La società di servizi di viaggio Autogrill dovrebbe essere cancellata dalla quotazione dopo una fusione con la società svizzera Dufry, e il destino del calzolaio Tod’s rimane incerto dopo un’offerta di acquisto fallita da parte di un importante azionista.

CNH Industrial, le cui azioni sono quotate sia a Milano che a New York, sta valutando la possibilità di chiudere la doppia quotazione e puntare sulla Borsa di New York.

Prendere le società quotate private è una tendenza più ampia condivisa da molte borse europee, poiché i prezzi bassi e la disponibilità di fondi a buon mercato lo rendevano conveniente.

Capitalizzazione di mercato del Milan vs Parigi e Londra – https://fingfx.thomsonceiving.com/gfx/mkt/lgvdkwalqpo/Milan%20stock%20market%20size.PNG

Pochi nuovi arrivati

Tra i lati positivi, quest’anno quattro società hanno aderito al mercato principale di Euronext Milano, tra cui il produttore di autocarri Iveco, che è stato il risultato di una scissione. Altre due società sono state promosse dalla più piccola Euronext Growth Milan.

La situazione è ancora più vera per lo stesso Euronext Growth Milano, che è un marketplace dedicato alle piccole e medie imprese con requisiti di accesso minimi. Nel 2022 conta 18 nuove quotazioni, ma la capitalizzazione di mercato complessiva è molto bassa.

La carenza di IPO italiane è un problema perpetuo.

Negli ultimi 20 anni, il mercato primario ha perso 268 società quotate e ne ha guadagnate appena 185, secondo una ricerca di Intermonte pubblicata a marzo. Al contrario, il mercato delle piccole e medie imprese, meno regolamentato, ha attratto 263 società quotate e ha cancellato 68 società.

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questione culturale

Il fatto che ci siano relativamente poche società quotate è radicato nella storia del Paese, ha affermato Andrea Beltratti, professore di economia politica all’Università Bocconi di Milano.

Beltratti ha detto che l’Italia manca di una lunga tradizione di finanziamento azionario e che la sua economia è stata relativamente debole negli ultimi 20 anni.

La forte presenza di banche e altri intermediari finanziari in Italia ha sostituito il ruolo dei mercati, per cui spesso le aziende hanno preferito chiedere loro finanziamenti.

“I vantaggi della quotazione sono la facilità di raccogliere un capitale rispettabile (status), ma ci sono anche costi associati alla regolamentazione, alla necessità di trasparenza e alle numerose interazioni con gli investitori”, ha affermato Beltratti.

Beltratti ha aggiunto: “Non credo che queste questioni possano essere risolte in mesi o addirittura anni perché è una questione culturale”. ($ 1 = 0,9755 euro)

(Segnalazione di Elisa Anzolin; Illustrazione di Danilo Masoni; Montaggio di Keith Weir e David Holmes)

Elma Zito

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