In Europa la “Via della Seta” cinese non ha avuto successo – Buzznews

In Europa la “Via della Seta” cinese non ha avuto successo – Buzznews

L’Italia sta per diventare il primo paese a uscire dalla Belt and Road Initiative (BRI), un’iniziativa economica e infrastrutturale promossa dalla Cina che mira a rafforzare le relazioni commerciali tra il gigante asiatico e il resto del mondo. La decisione di lasciare la BRI è motivata da cambiamenti politici interni e dalle crescenti preoccupazioni riguardo ai benefici economici ottenuti dagli altri paesi europei che hanno aderito all’iniziativa.

Infatti, molti paesi europei che si erano uniti alla BRI non hanno ottenuto i vantaggi economici e commerciali sperati. L’Italia stessa ha tratto pochi vantaggi dalla sua partecipazione alla BRI e gli investimenti cinesi nel paese sono diminuiti. Al contrario, le principali nazioni europee che hanno beneficiato degli investimenti cinesi, come Germania e Francia, non hanno aderito alla BRI.

La Cina sta inoltre perdendo consenso nell’Europa orientale a causa del suo sostegno all’invasione russa in Ucraina. Alcuni paesi europei temono che gli investimenti cinesi possano essere un modo per ottenere tecnologie sviluppate da aziende europee, mettendo in pericolo la sicurezza e l’autonomia tecnologica dell’Europa.

Tuttavia, c’è un paese europeo che sembra aver tratto significativi benefici dalla sua partecipazione alla BRI: l’Ungheria. Grazie a una solida relazione politica con la Cina, l’Ungheria ha ottenuto importanti investimenti cinesi nel settore infrastrutturale e commerciale.

Nonostante ciò, l’Italia ha deciso di prendere le distanze dalla Belt and Road Initiative, diventando il primo paese europeo a farlo. Questa decisione potrebbe aprire la strada a un ripensamento della partecipazione di altri paesi europei alla BRI, mettendo in discussione l’iniziativa stessa promossa dalla Cina.

È ancora da vedere quale sarà l’impatto di questa decisione sull’economia italiana e sulle relazioni tra Italia e Cina, ma è certo che l’Italia sta inviando un segnale forte riguardo alle sue priorità economiche e politiche.

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