Il governo della Sierra Leone impone un coprifuoco nazionale dopo un attacco armato a una base militare nella capitale Freetown

Il presidente Julius Maada Bio ha imposto un coprifuoco nazionale a seguito di un attacco armato a una base militare e a un carcere nella capitale Freetown. Nonostante il governo affermi di avere la situazione sotto controllo, ci sono testimonianze di esplosioni, spari e gruppi di uomini armati in città. Si è ancora incerto se gli attacchi facciano parte di un’operazione più ampia contro il governo. Alcune persone non identificate hanno cercato di entrare in un’armeria dell’esercito nel quartiere di Wilberforce, ma sono state respinte. Successivamente, si è verificato un attacco alla principale prigione della città, con diversi detenuti che sono riusciti a fuggire. Non si conosce ancora il numero esatto di detenuti evasi. Freetown ha una popolazione di circa un milione di persone, un ottavo della popolazione totale della Sierra Leone. Testimoni affermano di aver sentito spari anche dopo le prime dichiarazioni del governo, e non è chiaro chi stesse sparando. Bio è stato rieletto per un secondo mandato, ma le elezioni sono state criticate per la mancanza di trasparenza da parte delle autorità elettorali. Bio è un ex militare che ha partecipato a colpi di stato durante la guerra civile negli anni ’90 e nel 2002. Soldati sono stati arrestati ad agosto con l’accusa di aver organizzato un colpo di stato per deporre Bio.

Il presidente Julius Maada Bio ha preso la decisione di imporre un coprifuoco in tutta la nazione in risposta a un attacco armato che ha colpito una base militare e un carcere nella capitale Freetown. Nonostante le assicurazioni del governo sulla situazione sotto controllo, la città è stata teatro di esplosioni, spari e gruppi di uomini armati. Le autorità stanno ancora indagando per stabilire se gli attacchi facciano parte di un piano orchestrato contro il governo. L’accesso a un deposito di armi dell’esercito nel quartiere di Wilberforce è stato bloccato da individui non identificati.

In seguito, si è verificato un attacco alla prigione principale della città, con una serie di detenuti che sono riusciti a fuggire. Attualmente non si conosce ancora il numero esatto dei fuggitivi. Freetown, che ospita una popolazione di circa un milione di persone, corrispondente a un ottavo dell’intera popolazione della Sierra Leone, è stata scossa da queste violenze. Alcuni testimoni hanno dichiarato di aver udito spari anche dopo le prime dichiarazioni del governo, sollevando dubbi sulle responsabilità degli stessi.

Il presidente Bio, rieletto per un secondo mandato, si è trovato al centro di contestazioni riguardo alla trasparenza delle recenti elezioni da parte delle autorità elettorali. Importante sottolineare che Bio, un ex militare che ha partecipato a colpi di stato durante la guerra civile negli anni ’90 e nel 2002, ha subito un tentativo di deposizione ad agosto, con l’arresto di alcuni soldati accusati di aver orchestrato un colpo di stato.

La situazione è ancora instabile e i residenti di Freetown devono affrontare le conseguenze delle violenze che si sono verificate, mentre le autorità cercano di ripristinare la calma e di garantire la sicurezza della popolazione.

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Abelie Lombardi

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