Covid, la variante JN.1 aumenta il rischio di contagio: la nota dell’Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha annunciato che la variante JN.1 è stata classificata come “variante di interesse”. Questa variante è emersa per la prima volta in Lussemburgo e presenta una mutazione aggiuntiva rispetto alla variante progenitrice Pirola. Gli esperti hanno scoperto che la variante JN.1 ha un’infettività più alta rispetto alla variante BA.2.86, il che indica un probabile aumento dei casi di infezione durante le festività natalizie.

Nonostante questa maggiore infettività, non sembrano esserci cambiamenti nei sintomi o nella gravità delle infezioni causate dalla variante JN.1 rispetto ad altre varianti. È incoraggiante sapere che i vaccini aggiornati per affrontare la variante Omicron XBB.1.5 sono efficaci anche contro la variante BA.2.86. Tuttavia, l’efficacia dei vaccini contro la variante JN.1 è ancora oggetto di monitoraggio.

È importante notare che al momento i vaccini continuano a proteggere dalle malattie gravi e dalla morte causate dalla variante JN.1 e dalle altre varianti in circolazione. Tuttavia, gli esperti raccomandano ancora l’adozione di misure preventive come l’uso della mascherina e il mantenimento della distanza di sicurezza per evitare l’infezione.

Attualmente, la variante JN.1 è quella che si diffonde più rapidamente negli Stati Uniti e rappresenta il 15-29% dei casi di infezione. Nel Regno Unito, invece, la variante JN.1 costituisce circa il 7% dei test Covid positivi analizzati in un laboratorio.

Nonostante la mutazione che rende la variante JN.1 immunoevasiva, gli esperti rassicurano che questa variante non è più aggressiva delle precedenti varianti Omicron. Tuttavia, si sottolinea l’importanza di proteggere i più fragili attraverso la vaccinazione, che dovrebbe essere ripetuta periodicamente per garantire una protezione continua.

In conclusione, la variante JN.1 è stata identificata come una “variante di interesse” dall’OMS. Sebbene sia più infettiva, non sembra causare cambiamenti nei sintomi o nella gravità delle infezioni. I vaccini aggiornati sembrano essere efficaci anche contro questa variante, ma l’efficacia è ancora in fase di monitoraggio. Gli esperti raccomandano l’adozione di misure preventive e la protezione dei più fragili attraverso la vaccinazione. JN.1 attualmente rappresenta una percentuale significativa dei casi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma non è considerata più aggressiva delle varianti precedenti.

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Abelie Lombardi

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