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WhatsApp: 1 miliardo di utenti attivi al giorno

WhatsApp: un traguardo enorme

Ne abbiamo parlato più volte, e con ogni probabilità ne parleremo nello stesso modo ancora per diversi anni. WhatsApp è il servizio di messaggistica istantanea più utilizzato al mondo, con centinaia di milioni di utenti sparsi in tutto il mondo – anche se ovviamente in determinati mercati sono altri i servizi più usati, su tutti la Cina con WeChat. Nelle ultime ore il team di WhatsApp, attraverso un post sul proprio blog ufficiale, ha comunicato ufficialmente di aver raggiunto e superato un’importante traguardo nella propria crescita. Solo lo scorso anno è stato raggiunto l’obbiettivo di 1 miliardo di utenti attivi sulla piattaforma ogni mese, ma ora i numeri vanno molto oltre.

WhatsApp, ad oggi, può infatti contare su ben 1 miliardo di utenti attivi al giorno, un numero enorme. Come dire che ogni giorno, senza distinzione geografica, anagrafica, o di altro tipo, 1 persona su 7 in tutto il mondo utilizza il servizio di messaggistica – di proprietà Facebook dal 2014. Cifre impressionanti, che ci fanno capire quanto WhatsApp sia, concretamente, molto più di un semplice servizio per l’invio di messaggi. Che sia per inviare una foto, un video, o aggiornare indirettamente i propri contatti aggiornando la propria storia su WhatsApp con la funzione Status, sono tantissimi coloro che tutti i giorni si trovano all’interno all’app dall’icona verde.

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Fonte immagine: WhatsApp Blog

WhatsApp: dove la privacy è fondamentale

Quello che viene da chiedersi però è perché WhatsApp sia ad oggi l’applicazione di messaggistica più utilizzata al mondo. Cosa porti gli utenti a preferirla a servizi concorrenti e per alcuni versi più completi (Telegram) nonostante siano diverse le pecche della piattaforma. Primo degli elementi è sicuramente la sicurezza dell’applicazione, le cui conversazioni sono dotate di crittografia end-to-end, anche se approfondendo qualche settimana fa ho scoperto che, a quanto pare, la crittografia end-to-end non è efficace utilizzando WhatsApp desktop (si tratta di casi molto difficili per essere sfruttati da eventuali malintenzionati.

Oltre alla sicurezza un aspetto fondamentale per il successo di WhatsApp è la sua capacità di essere un social network senza essere un social network. Provo a spiegarmi meglio: l’utente di WhatsApp, utilizzando tutte le sue funzionalità (in particolare le recenti storie integrate nella schermata Status), può condividere contenuti personali e di interesse per e con i propri contatti. È un social network ma non è un social network, perché consente agli utenti di essere in contatto con un network ristretto, dato fondamentalmente dalle persone di cui si ha il contatto (con numero di telefono, ovviamente) salvato in rubrica. Niente sconosciuti, niente phishing e truffe, solo condivisione e messaggi. Credo che WhatsApp, magari anche inconsciamente, sia percepito come una versione molto potenziata dei vecchi SMS.

È gratis, ma non c’è pubblicità

La maggior parte delle aziende che offrono un servizio gratuitamente trovano il proprio guadagno economico nelle inserzioni pubblicitarie, oppure offrono una versione premium senza le stesse pubblicità. WhatsApp, sino allo scorso anno, è stato a pagamento con un abbonamento annuale, per poi tornare a inizio 2016 gratuito per tutti. Ma, soprattutto, senza pubblicità a bilanciare la rimozione del pagamento dell’abbonamento annuale.

Ecco che il mix è completo, anche se non si tratta del migliore al mondo. Il servizio è intuitivo, semplice, rapido da utilizzare per gli utenti. Non è l’app di messaggistica con più funzionalità al mondo, ma WhatsApp è user-friendly, consente di mantenere e potenziare la propria rete sociale con grande facilità, e non presenta alcun tipo di pubblicità. Ciò che però vedo all’orizzonte è che WhatsApp possa utilizzare i dati degli utenti in modo aggregato e portare le sponsorizzazioni, per esempio, all’interno della sezione Status.

Pubblicato il
4 settimane ago
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Web & Social Media
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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