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È di Vivo il primo smartphone con lettore di impronte nel display

Vivo supera Apple e Samsung

Dalla sua introduzione nel 2012 con iPhone 5s la sua adozione è aumentata enormemente, arrivando sino ai dispositivi di fascia bassa. La scansione delle impronte digitali sugli smartphone, e l’utilizzo della stessa per diverse funzioni di sicurezza, è probabilmente una delle innovazioni più significative del decennio nel mondo della telefonia. Ci sono stati diversi passaggi però che ne hanno caratterizzato la diffusione: inizialmente lo scanner per la lettura delle impronte è stato posizionato frontalmente, nel tasto home, quello più semplice da raggiungere e più utilizzato. In seguito però, prendendo piede gli schermi bezel-less, ovvero senza cornici, che sfruttano tutta la superficie disponibile per il display, è stato necessario attuare delle modifiche.

 

Molte aziende hanno scelto di spostare il lettore di impronte nella parte esterna dello smartphone (Huawei e Samsung, per citarne qualcuna), ma molti utenti non sono stati proprio soddisfatti, trovando la posizione abbastanza scomoda da raggiungere – basti pensare all’impossibilità di sbloccare con impronta se il dispositivo è appoggiato da qualche parte. Altre, invece, come Apple lo scorso anno con iPhone X, hanno scelto di abbandonare questa tecnologia, passando alla scansione del volto come sistema di sicurezza. La strada più logica, però, è quella che porta all’integrazione dello scanner per le impronte all’interno del display. Lo scorso anno circolarono voci in merito ad una possibile introduzione di tale tecnologia da parte di Apple e Samsung nei rispettivi top gamma, ma così non è stato.

Alla fine, la prima azienda a mostrare uno smartphone con tale tecnologia pronto alla produzione di massa è stata nei giorni scorsi la cinese Vivo, in occasione del Consumer Electronics Show (CES 2018) di Las Vegas.

Vivo e il lettore di impronte nello schermo

Già lo scorso anno al Mobile World Congress di Shangai (MWC 2017) l’azienda presentò, come si legge nel recente comunicato stampa, un prototipo di smartphone dotato di tale tecnologia, basato su un sensore ultrasonico. Oggi invece siamo di fronte ad uno smartphone che presenta un lettore ottico, e che consente agli utenti di avere il lettore di impronte digitali nella parte frontale del proprio smartphone, senza però rinunciare all’innovazione di uno schermo senza cornici (una caratteristica che avrà una crescita di mercato del 50 % entro il 2020, sencondo UBI Research).

vivo smartphone

Fonte immagine: Vivo

La posizione del sensore (prodotto da Synaptics) nella parte sottostante al pannello in vetro dello schermo viene mostrata con un elemento grafico nello schermo stesso, suggerendo dove poggiare il proprio dito per accedere alle varie funzionalità collegate: sblocco del dispositivo, pagamenti, apertura di applicazioni protette. Il lettore si attiva solo al bisogno, rimanendo spento e graficamente invisibile all’utente durante ogni sua attività con lo smartphone.

Tecnicamente, come riportato da Mashable, lo schermo OLED emette una luce per illuminare l’impronta digitale, la cui immagine viene percepita dal sensore che la analizza e autorizza l’accesso alla funzionalità. Stando alla prova effettuata da Raymond Wong di Mashable, il sensore funziona molto rapidamente, esattamente come se fosse uno scanner tradizionale. L’unica differenza è nella necessità di un pochino più di tempo per la registrazione dell’impronta, che d’altra parte non è un’operazione quotidiana, rendendo il problema abbastanza marginale.

Non sappiamo ancora quando il dispositivo sarà acquistabile né i mercati in cui verrà commercializzato: tali informazioni arriveranno nei primi mesi dell’anno appena iniziato. La cosa più interessante però è sapere che la corsa allo smartphone con lettore di impronte integrato nel display è cominciata, ed è tanta la curiosità nel vedere come risponderanno le aziende concorrenti nei prossimi mesi. Apple, Samsung, Huawei: cosa avete in mente?

Pubblicato il
2 settimane ago
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Hi-Tech
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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