Verratti compleanno: 7 perle per festeggiare il suo compleanno!

Verratti compleanno è la ricorrenza che casca in questo primo sabato di Novembre e fa suonare a festa tutte le campane delle diverse parrocchie del pallone sparse in giro per quel continente rotondo che ha un’altra cosa rotonda come motore per vivere. Del resto, potete toglierci tutto, ma non la magia che il gioco del calcio sa regalare e questo figlio di Pescara è uno di quelli a cui il creatore è stato alquanto generoso, fornendogli due piedi delicati ed educati come pochi altri in giro per il pianeta. D’altronde, ammirare Marco Verratti all’opera è più o meno la stessa sensazione che si prova quando il sole decide di spegnersi nelle onde della baia di San Francisco. Dicesi, la stessa magia, motivo per cui il Verratti compleanno non può passare inosservato.

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Dieci sul petto, mani sui capelli e una torta con 24 candeline: auguri Marco!

Gli invitati, inoltre, non mancano di certo a partire dal suo ex compagno di squadra svedese dal naso pronunciato che si era, appunto, pronunciato su di lui con parole alquanto importanti. “Tutti sanno quanto è talentuoso Marco Verratti, ha un potenziale straordinario” ha sentenziato l’uomo che ha chiesto di prendere il posto della Tour Eiffel, ma a Parigi non l’hanno accontentato e così ad illuminare lungo la riva della Senna ci pensa questo classe 1992 che poi tanto male non è. Insomma, giusto e doveroso sprigionare l’incenso per festeggiare la ricorrenza del Verratti compleanno, dato che di cose meravigliose ne ha fatte in campo, ma è forse davanti ai microfoni che ha strappato più di un sorriso. Nella speranza che i pop-corn siano pronti, buona visione!

VERRATTI COMPLEANNO: SENZA NUMERO!

Marco Verratti ci ha impiegato trentuno partite di Serie B ed una in Coppa Italia per stregare il mondo del pallone, in quanto correva l’anno 2011/12 quando il maestro boemo decise di affidare a lui le chiavi del centrocampo del suo Pescara e quello che è successo è storia nota. Per la cronaca, un applauso va anche ad Eusebio Di Francesco che ho lanciato nel campionato cadetto, ma è con Zeman che Marco da il meglio di se, arretrando dalla trequarti alla linea dei centrocampisti. Dicesi, un percorso che ha fatto anche un certo Andrea Pirlo prima con Mazzone e poi con Carlo Ancelotti. Già, proprio quest’ultimo è quello che dice agli sceicchi del PSG di scrivere qualsiasi cifra pur di portarlo a Parigi. Detto, fatto e nelle casse del Pescara arrivano 12 milioni di euro, ma quello che più conta è che sbarca in Francia un ragazzo che sa come trattare il pallone e i suoi compagni lo capiscono subito. Prego, vedere la reazione di Thiago Silva dopo una giocata del genere.

VERRATTI COMPLEANNO: LA PRIMA VOLTA IN AZZURRO!

Nel giorno del Verratti compleanno non si può non aprire la parentesi azzurra, perché il piccolo Marco è sul podio in una speciale classifica. Dicesi, il terzo giocatore più giovane nella storia dell’Italia del pallone ad esordire in Nazionale senza mai aver giocato in Serie A, dato che lui in quel campionato non ci ha mai messo piede. Per la cronaca, al primo posto troviamo un certo Raffaele Costantito del 1929, mentre al secondo posto c’è un Massimo Maccarone decisamente più noto. Sì, il 15 Agosto 2012 Cesare Prandelli lo getta nella mischia nel secondo tempo dell’amichevole Italia-Inghilterra e la carta d’identità recita che di anni Verretti ne ha diciannove. Semplicemente, un predestinato e lo si capisce ulteriormente quando alla terza presenza finisce per la prima volta sul referto arbitrale sotto la voce marcatori. Già, è il 6 Febbraio 2013, quando negli ultimi secondi del match tra Olanda ed Italia nella splendida cornice dell’AmesterdamArena decide di gonfiare la rete. Particolare non di poco conto poi quel numero due sulle spalle che ha portato sicuramente bene.

VERRATTI COMPLEANNO: ONESTÀ INTELLETTUALE!

La vita di ognuno di noi è fatta di tante date che fanno la storia, ma solo alcune sono quelle che restano incise sulla pelle, occupando un posto speciale nel cuore dei diretti interessati. Ecco, Marco Verratti ne ha diverse da quella del suo esordio con il Pescara o in maglia azzurra, passando dalla prima volta ai piedi della Tour Eiffel, motivo per cui il giorno in cui è stato ufficializzato il passaggio dall’Adriatico alla Senna non è uno come gli altri. No, il calendario recita 18 Luglio 2013 e il buon Marco commenta così quel momento in cui la sua vita ha preso una direzione ben precisa. Prego, applaudire all’onestà intellettuale del ragazzo.

VERRATTI COMPLEANNO: MARCO IL POLIGLOTTA!

Paese che vai usanze che trovi recita un antico proverbio che di passare di moda “non s’ha da fare”, eppure andrebbe aggiornato con una piccola sfumatura. Sì, decisamente più appropriato recitare Paese che vai e lingua che trovi per la gioia di Marco Verratti. Del resto, è interesse nazionale sapere come se la cavi questo italiano all’estero, motivo per cui è con immenso piacere che constatiamo come Marco abbia imparato alla perfezione la lingua tanto cara ad Alexandre Dumas. Certo, ogni tanto gli scappa qualche parola nell’antica favella, motivo per cui nel giorno del Verratti compleanno non possiamo non celebrare Marco il poliglotta!

VERRATTI COMPLEANNO: UN ITALIANO A PARIGI!

Marco Verratti gioca, si fa ammonire spesso, segna non tantissimo, ma soprattutto vince e rivince con la maglia del PSG con il numero 24 sulle spalle. Del resto, il suo palmarès parla chiaro con ben quattro campionati francesi portati a casa dal 2102 al 2016, due coppe di Francia, quattro supercoppe francesi e tre coppa di Lega francese che non fanno mai male. Insomma, l’esperienza a Parigi è vissuta sotto il segno del trionfo, motivo per cui Marco Verratti è spesso chiamato a commentare queste imprese che fanno la storia ed è senza ombra di dubbio questo il momento più temuto dal ragazzo di Pescara. Prego, ammirare il suo “lungo” monologo in occasione dei festeggiamenti per il titolo del 2014 con tanto di risata complessiva da parte dell’intero Parco dei Principi.

VERRATTI COMPLEANNO: DON’T TRY THIS AT HOME!

Nel giorno del Verratti compleanno, però, non è cosa buona e giusta guardare solo a quello che Marco dice, dato che di professione fa il calciatore ed andrebbe giudicato per quello che fa sul rettangolo di gioco. No, in quello spazio non ha nessun problema a lasciare tutti senza parole con le sue aperture, ma anche quando deve gonfiare la rete il risultato non cambia. Roba per cui don’t try this at home è il messaggio obbligatorio da ripetere all’infinito se non si vuole correre il rischio di rompersi qualche legamento o, peggio ancora, di fare la figura del cioccolataio. Insomma, lasciamole fare a chi è capace queste cose.

VERRATTI COMPLEANNO: UN PEZZO DI STORIA!

Il 24 giugno 2014 è senza ombra di dubbio il punto più basso della storia della nostra Nazionale, dato che in quel di Natal si consumava una sconfitta che voleva dire la fine dei mondiali brasiliani. Sì, un colpo di testa di Godin aveva fatto scorrere i titoli di coda ad un’avventura che non era stata in grado di far vivere notti magiche inseguendo un gol sotto il cielo di un’estate brasiliana. No, di magico nella spedizione di Prandelli c’è poco o nulla se non il luogo dove l’Italia ha deciso di trascorrere i suoi pochi giorni in quella terra dove il pallone è sacro. Per la cronaca, Mangaratiba più che un posto dove preparare un mondiale è sembrata la location adatta per un addio al celibato, ma questa è un’altra storia. Quella dell’Italia di Prandelli finisce in quel caldo pomeriggio dell’Arena das Dunas che ha visto consumarsi anche un episodio alquanto spiacevole come il morso di Suarez sul malcapitato Giorgio Chiellini. Dicesi, un qualcosa per cui Marco Verratti non ha potuto non dire la sua e lo ha fatto, appunto, alla sua maniera.

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5 mesi ago
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Sport
Paolo Nicoli

paolo-nicoliIl pallone è uno dei miei migliori amici, proprio come per il grande Oliver Hutton. Solo che a lui gli ha salvato la vita, mentre a me l’ha resa più emozionante.
Allevato nella periferia di Bergamo a pane e calcio, ho imparato a leggere non sui libri o sulle favole, ma sul rosa della Gazzetta. Mia madre, per tenermi fermo, mi parcheggiava davanti al televisore con la cassetta della finale Milan- Steaua Bucarest del 1989. Ho cullato il sogno di diventar giornalista sportivo fin dai banchi di scuola, dove riempivo le pareti con “La Gazzetta di Paolino”, un simpatico foglio di commento alla giornata di campionato. Venero Federico Buffa. La domenica consumo il sacro rito: salamella e partita. In America direbbero che ho contratto la “disease” da soccer.

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