Stasera su Iris Tutti gli uomini del presidente: la trama e 3 focus sui fatti realmente accaduti raccontati nel film.

Stasera su Iris, un classico del cinema, sempre drammaticamente attuale: Tutti gli uomini del Presidente. La trama, arcinota, racconta dell’inchiesta Watergate condotta da due giovani cronisti del Washington Post, Bob Woodward e Carl Bernstein, che portò alle dimissioni nel 1974 del Presidente Nixon, svelando una fitta e oscura trama di spionaggio per pilotare le elezioni presidenziali.

Potremmo discutere a lungo su quanto realmente il clamore di certe inchieste sia frutto della democrazia di un Paese o sia piuttosto la faccia pulita mostrata dal sistema per rassicurare coloro che non sanno e per continuare ad alimentare l’illusione di una società libera. Al di là di qualunque considerazione, Tutti gli uomini del Presidente rimane un film cult, vincitore di 4 Premi Oscar, che ha il merito di aver portato sullo schermo uno dei casi giornalistici più importanti del secolo scorso, in cui il coraggio di due giovani professionisti ha smascherato l’inganno perpetrato a danno della buona fede dei cittadini americani.

Il film di Alan J. Pakula (stasera su Iris alle 20:55) è tratto dall’omonimo libro di Woodward e Bernstein, sollecitati a scrivere dallo stesso Robert Redford che già pensava a un film per il cinema.

Qui vi proponiamo in 3 focus i fatti e i protagonisti reali su cui si basa il film.

1.  TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE – L’INCHIESTA WATERGATE

Cinque uomini furono sorpresi nel giugno del 1972 mentre si introducevano nella sede del Partito Democratico, un palazzo del complesso residenziale Watergate. Durante il processo per effrazione, si scoprì che uno di quegli uomini era un agente della CIA e questo particolare insospettì i due cronisti del Post Bob Woodward e Carl Bernstein, interpretati nel film da Robert Redford e Dastin Hoffman, che cominciarono a indagare sulla vicenda. Le ricerche di Woodward e Bernstein rivelarono una complessa rete di corruzione, che coinvolgeva dirigenti del Partito Repubblicano, CIA e FBI, al fine di pilotare le elezioni presidenziali svoltesi nel novembre del 1972 e che videro la rielezione di Nixon. I due cronisti del Washington Post, anche grazie al misterioso informatore, Gola Profonda, riuscirono a scoprire il meccanismo di spionaggio che sabotò la campagna elettore dei Democratici a vantaggio della rielezione di Nixon. Quest’ultimo fu costretto alle dimissioni nell’agosto del 1974, tre mesi dopo l’avvio della procedura di impeachment, seguita all’esplosione del Watergate.

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Tutti gli uomini del Presidente – Robert Redford e Dastin Hoffman in una scena del film

2.  TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE – IL WASHINGTON POST

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Tutti gli uomini del Presidente – da sinistra: Katharine Mayer, Carl Bernstein, Bob Woodward, Howard Simons, Ben Bradlee

Il Washington Post, fondato nel 1877, è il più antico e più diffuso giornale della città di Washington, che raggiunse la fama internazionale a seguito della pubblicazione del Caso Watergate. Il rischio che tutta quella storia si rivelasse un boomerang non solo per Woodward e Bernstein, ma per l’intero giornale, era piuttosto reale. Si trattava di un’inchiesta che fin dall’inizio si era capito che li avrebbe portati dritti alla Casa Bianca e della quale nessuna testata sembrava volersi occupare, neppure l’autorevole New York Times. Katharine Mayer era l’editrice del quotidiano, all’epoca dei fatti raccontati dal film Tutti gli uomini del Presidente e Howard Simons il caporedattore. Inizialmente Simons non voleva affidare a Woodward e Bernstein, inesperti di giornalismo politico, una vicenda così delicata, ma il responsabile della cronaca locale Harry M. Rosenfeld sostenne i due intrepidi giornalisti. Grazie all’inchiesta Watergate, nel 1974 il Washington Post vinse il Premio Pulitzer.

3.  TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE – BENJIAMIN BRADLEE

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Tutti gli uomini del Presidente – Benjiamin C. Bradlee, direttore del Washington Post dal 1968 al 1991

Ben Bradlee era il direttore del Washington Post durante il caso Watergate e fu lui ad assumersi la responsabilità di pubblicare le prove di una cospirazione ai danni del candidato democratico alle elezioni presidenziali. Dopo il terremoto politico provocato dall’inchiesta, Bradlee rimase alla direzione del WP per altri diciassette anni fino al 1991. Scomparso lo scorso 21 ottobre, all’età di 93 anni, Barak Obama lo ha ricordato così: «Lo standard che ha fissato per onestà, obiettività e il racconto meticoloso, ha incoraggiato molti altri a intraprendere la professione». Lo stesso Presidente Obama gli aveva consegnato nel 2013 la medaglia della libertà, per aver aiutato gli Americani a capire il mondo in cui vivevano attraverso il giornalismo. Nel film Tutti gli uomini del Presidente, il Direttore Bradlee è interpretato da Jason Robards che vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista.


Chiara Marcelli

chiara-marcelliConvinta di essere stata assegnata a questo secolo (che per lei parte dal 1980) per punizione divina, combatte la nostalgia per il suo vero tempo con il dixieland e i cappellini cloche. Impiegata per condanna e blogger per passione, trascorre il suo tempo libero leggendo e divorando serie TV. I mercatini sono il suo parco giochi e si indebiterebbe per acquistare saponi naturali e scatole di latta. Se comincia a straparlare, narcotizzatela con nachos, liquirizia e un brano di Benny Goodman. Il suo colore amuleto è il verde.

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