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The OA: la serie di Netflix che ha diviso pubblico e critica

The OA è una delle serie televisive originali di Netflix. Dopo la sua comparsa sulla piattaforma però, ha diviso nettamente le opinioni di pubblico e critica

The OA ha fatto la sua comparsa sulla piattaforma di Netflix il 16 dicembre scorso. Da allora, la serie composta da 8 episodi e creata da Zal Batmanglij e Brit Marling si è sì guadagnata la nomea di “serie tv del momento”, ma se chiederete a qualcuno di consigliarvela o no, sarete destinati a rimanere nel dubbio. Questo perché sia la critica, sia lo stesso pubblico si è spaccato in metà: c’è chi vi dirà di averla amata alla follia, altri di averla odiata. Ma vediamo di saperne qualcosina di più di questo enigmatico telefilm, il cui trailer era uscito soltanto qualche giorno prima la messa in onda…

I Creatori

the OA creatori

Brit Marling (che interpreta anche la protagonista della serie) e Zal Batmanglij sono i giovani creatori di The OA. Sceneggiatori e registi del giro indipendente, i due si sono conosciuti ai tempi dell’università dove Batmanglij come tesi finale portò proprio un cortometraggio interpretato dalla Marling. Successivamente hanno lavorato ancora insieme a due progetti: nel 2011 per il lungometraggio Sound Of My Voice e poi ancora nel 2013 per The East, entrambi presentati al Sundace Festival. I due iniziarono a lavorare alla serie per la prima volta nel 2012, ognuno per conto proprio. Poi si incontrarono e cominciarono a sviluppare il tutto come una sorta di gioco: raccontandosi a voce la trama l’uno all’altro e modificandola di conseguenza alle reazioni positive o negative riscontrate. Anche quando la produzione iniziò a leggere lo script e chiese loro se la storia andasse da qualche parte, i due si misero a raccontare a voce la storia dall’inizio alla fine, interpretando tutti i personaggi e tenendoli impegnati diverse ore. Una vera e propria serie “indie” a partire dalle prime fasi, insomma.

La Trama

La trama di The OA si sviluppa attorno alla figura di Prairie Johnson, una trentenne che torna nella sua casa di Crestwood, nel Michigan dopo essere sparita per 7 anni. Attorno ai 20 anni infatti, era stata rapita ed era scomparsa nel nulla senza lasciare nessuna traccia. In più la ragazza che prima era cieca, adesso ci vede benissimo. Non sappiamo dove sia stata, chi l’abbia rapita, insomma non sappiamo niente di quello che le è successo in questo lasso di tempo in cui è rimasta lontana, perché lei non lo racconta. O almeno non ai suoi genitori, mentre darà queste informazioni, più la rivelazione di una misteriosa missione, ad alcuni studenti e una professoressa…

Perché ti piacerà

The OA è una serie come non se ne vedevano da tempo. È una storia complessa, a tratti assurda, surreale e piena zeppa di simbologie e metafore. Non si può ricondurre ad un genere solo perché non è un fantasy, non è un thriller, e non è nemmeno un telefilm di fantascienza. The OA è anche una serie metafisica, eterea e che ti spingerà a farti un sacco di domande, soprattutto sulla vita e sull’aldilà. Può ricordati un milione di cose, ma allo stesso tempo rimanere unica. Un unico e lunghissimo viaggio, come se fosse quasi un trip. Ed è proprio questa sua unicità che dovrebbe spingere anche solo a dargli una possibilità.

Perché non ti piacerà

Se ami i telefilm d’azione dove succede tutto e subito, allora è meglio che gli giri alla larga. The OA infatti, è una serie televisiva dai tempi molto dilatati. Gli stessi episodi, come i capitoli di un libro, sono di lunghezza disomogenea: alcuni durano 30 minuti, altri 50, altri 70. Inoltre, non aspettarti nemmeno di capire già qualcosa della storia dal primo episodio, anche perché probabilmente avrai ancora le idee poco chiare dopo l’ultimo. Per concludere, se non riesci ad andare oltre a quelle barriere metafisiche che la serie ti mette davanti, ancora una volta The OA non è la serie televisiva che fa per te. Passa oltre.

Il finale della serie composta da 8 episodi ovviamente è aperto, il che fa ben pensare in un possibile seguito. Staremo a vedere! Nel frattempo decidete voi se iniziarla o meno, noi non possiamo dire di non avervi dato degli spunti. Buona visione!

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6 mesi ago
Categorie
Cinema e Serie TV
Donata Bellan

Donata- l’età non si dice. Peter Pan al femminile. Laureata in scienze dei beni culturali prima e in visual cultures e pratiche curatoriali poi. Scrivo cose, faccio dolci, vado a concerti (troppi) e penso che i sabato sera più belli siano quelli passati con un buon vinile.

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