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Snapchat vuole impedire che le sue funzioni vengano clonate (ma è troppo tardi)

Snapchat si vuole difendere, ma è troppo tardi

Snapchat è da tempo in conflitto con Instagram e tutte le applicazioni appartenenti a Facebook. Palesemente, a Snapchat sono state copiate diverse funzionalità: tra tutte quella che spicca di più, e che è diventata caratteristica centrale delle applicazioni Facebook – Instagram ma anche la stessa Facebook, Messenger e WhatsApp – è quella dei contenuti temporanei. Questi, nel mondo Facebook, si sono trasformati in Storie, Stories (QUI cosa sono le Instagram Stories e come crearne una), Status, Day, senza però concretamente cambiare più di tanto dal formato originale. Sono rimasti contenuti che durano 24 ore prima di sparire, con una grande attenzione per la personalizzazione degli stessi e una caratteristica informalità rispetto ai post permanenti.

Ora Snapchat sembra decisa a volersi difendere dalle clonazioni da parte dei servizi concorrenti, per impedire agli stessi di copiare, in futuro, le nuove funzionalità del fantasmino tanto amato dai suoi utenti – nonostante questi siano stati recentemente superati da quelli di Instagram Stories. La strategia sarebbe sostanzialmente quella di rendere più difficile ai concorrenti l’accesso al codice dell’applicazione, e questo sarebbe stato fatto, come riportato di recente da Engadget, con l’acquisizione in maniera molto discreta di Strong.Codes. Si tratta di un team specializzato nella protezione contro la reverse engineering, ovvero l’ingegneria inversa che, in ambito informatico, consente di smantellare un prodotto per comprendere il modo di replicarlo.

snapchat

Fonte immagine: Digitalpfade https://pixabay.com/it/users/Digitalpfade-5169674/

Ovviamente l’ingegneria inversa non è l’unico modo di copiare una funzionalità, in questo caso di Snapchat. Le varie aziende, proseguiamo con l’esempio di Facebook, possono infatti sviluppare le proprie feature senza pescare nel codice dei servizi concorrenti, ma la volontà di Snapchat di proteggere con maggiore efficacia il proprio codice mostra la volontà di difendere il proprio prodotto e, se proprio questo deve essere copiato, rendere questo processo il più difficile possibile.

Con ogni probabilità però, è troppo tardi per attuare una strategia del genere in modo efficace. Le funzionalità più accattivanti di Snapchat infatti sono già state copiate: direttamente con l’introduzione di funzionalità identiche o quasi (vedi Instagram Stories) o con l’acquisizione di servizi di terze parti che consentano di avere feature medesime (vedi l’acquisizione di MSQRD, app per i filtri facciali in realtà aumentata, da parte di Facebook). Gli utenti di Instagram Stories continuano ad aumentare, quelli di Snapchat invece hanno subito un – secondo me fisiologico – rallentamento, dovuto alla concorrenza inarrestabile di un colosso che divora tutto come è Facebook.

Dove finiscono gli utenti di Snapchat?

È legittimo però chiedersi, visto che sono in calo, dove finiscano gli utenti di Snapchat. Presumibilmente, su Instagram. È questo infatti il social che più somiglia a quello del fantasmino. O meglio, è questo quello che in maniera più completa e coerente ne ha inglobato le funzionalità, all’interno di un’area, se vogliamo, indipendente da Instagram e dal suo storico feed: le Instagram Stories.

Oltre ad essere praticamente identico il formato del contenuto, questo è a mio avviso integrato nella piattaforma in maniera ottimale. Su Instagram era già centrale il contenuto visuale, composto dalle immagini nel classico binomio feed/profili – successivamente dai video. Con le Stories, questa già apprezzata piattaforma viene arricchita di altri contenuti pertinenti, altri contenuti in cui il visuale è centrale, con il valore aggiunto dell’informalità. Questa, secondo me, è stata la chiave del successo di Instagram Stories (a spese di Snapchat).

Pubblicato il
4 settimane ago
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Web & Social Media
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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