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Sfilate: i 10 migliori show delle collezioni Fall Winter 2018

Si sono concluse le sfilate principali della moda Autunno Inverno 2018-19

Con Parigi, si sono chiuse le principali sfilate di moda per le collezioni Autunno Inverno 2018-19.

New York ha visto sbarcare sulle sue passerelle Bottega Veneta, ma questo è stato forse l’unico colpo di coda, visto che la situazione è un po’ statica.

Londra se la cava con i suoi nomi giovani, esuberanti, e deve fare i conti con una Katrantzou che va via via spegnendosi e omologandosi, bilanciata da un J.W. Anderson in grande forma.

A Milano tengono banco le polemiche sulla sfilata di Gucci, i colori di Prada e Versace, la solita eleganza di Armani.sfilate fw18 instagram

Parigi è quella con il calendario più folto, la più attesa, con Altuzarra emigrato in terra europea dalle Americhe, la tranquilla conferma dello stile Chanel sempre in bilico fra ieri e oggi, Louis Vuitton che smussa gli angoli e i grandi estremismi giapponesi di Comme des Garçons e Yamamoto.

Estro e creatività? Forse è cosa che ormai è relegata alla Couture, all’Alta Moda. Le main collection parlano sempre più spesso il linguaggio del soldino, che in certi casi va a discapito della sorpresa. Non si resta più a bocca aperta, abbiamo già visto tutto. O quasi.

Sfilate Fall Winter 2018-19: la top 10 delle collezioni

Da New York a Parigi, i nomi della moda, grandi e piccoli, hanno detto la propria per le sfilate FW18. Il prossimo Autunno Inverno parla la moda degli anni ’80, ancora, oppure si adagia sul classico, sul bello ma già visto, su un’elegante comfort zone.

Ci sono delle eccezioni, certo, vuoi per l’allestimento spettacolare o per la collezione in sé, qualcuno ha stupito più di altri, ha incantato e ha fatto parlare di sé. Ma chi?

Top 10 sfilate FW18

10- Calvin Klein

You better work! diceva così la canzone di RuPaul Supermodel. Tagliati i capelli e trovati un lavoro, dicevano le nonne. E Raf Simons deve aver preso spunto da qui per la collezione FW18 di Calvin Kelin. Working class, giubbotti catarifrangenti, passamontagna. Protagonisti dei lavori, non solo anziani che guardano i cantieri con le mani dietro la schiena.

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9- Oscar de la Renta

Comfort zone dell’eleganza. Il due di Monse mette a segno un altro colpo con la collezione per Oscar de la Renta. Certo fa loro gioco il fatto di aver lavorato col grande maestro dell’eleganza americana. Ci sono colpi di scena.

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8- Balmain

Neon giungla, glitter in the sky. Oliver Roustaing si diverte con PVC, latex, plastica, colori fluorescenti, metallici, cangianti. Tutto è un sexy sexy circo dei colori, le modelle diventano insegne luminose in una notte di città. Tokyo o New York, non importa: she brings the light!

7- Chanel

Altra comfort zone. Non cambia lo stile passato-futuro di Karl Lagerfeld, che non cambia nulla nelle linee di Chanel, ma stupisce sempre. Se non altro per gli allestimenti scenografici.

6- Versace

Dopo la collezione Tribute dove Donatella ha riportato alla luce gli archivi della maison, si continua con un mood Versace 90s. A farla da padrone è il tartan Versace, che ricorda una Alicia Silverstone in Ragazze a Beverly Hills. E tutto questo è davvero magnifico.

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5- Tom Ford

L’eleganza del patchwork. Animalier e total black, donna felina, elegante, espressione del lusso. Non delude, non stravolge nulla, e resta in una fascia comfort altissima, fatta di cristalli, mini abiti, pellicce maculate e pantaloni che sono una seconda pelle. Il sesso glamour di Tom Ford, insomma.

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4- Jacquemus

L’homme du jour. Simon Porte Jacuqemus è l’uomo della stagione, è il nome che tutti vogliono dire. La sua collezione invernale è qualcosa di meraviglioso. Dopo gli esordi stile Picasso, con volumi squadrati, il giovanotto che adora Marsiglia e che per la SS18 ci aveva riportato sulle Riviere anni ’70, ci porta in un Souk invernale, dove i tessuti pesanti sono leggeri come quelli estivi e i volumi lasciano spazio a fluidità e tanta, tantissima sensualità.

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3- Valentino

Flower Power. Piccioli non sbaglia mai. Ma davvero mai! Prendendo spunto da una Audrey Hepburn in Givenchy, porta in passerella uan donna romantica come i fiori, che però non è fragile, ma con la forza di osare e che non ha paura di essere se stessa. Black and white, il senape, il menta, il pink is punk e, naturalmente, il rosso valentino.

2- Marc Jacobs

Parla anni 80 la sfilata di Marc Jacobs. Sempre attratto dai volumi esagerati, cosa c’è di meglio che un ritorno alle spalline, alle giacche maschili, ai pantaloni over…ma più in grande? I colori sgargianti che si mescolano ad un mistero dato da un cappello a tesa larga, i vestiti da sera che sembrano usciti da una puntata di un telefilm dell’87, il vestito finale che stupisce tutti. Marc vince, alla faccia di chi lo voleva verso il viale del tramonto.

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1- Gucci

Perfetto. Alessandro Michele è l’emblema della moda che fa arte, anche se non sempre comprensibile. In due mesi di sfilate, di certo ricorderemo lo show di Gucci, con i suoi draghi, le teste mozzate, le polemiche e gli eccessi. Chi vuol stupire, Alessandro Michele sia.

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Pubblicato il
3 mesi ago
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