Roma dal punto di vista artistico, lo sappiamo tutti, è affascinante e maestosa, difficile da visitare completamente, anche avendo a disposizione un’intera settimana. Le ricche gallerie e musei d’arte (Galleria di Villa Borghese, Galleria di Palazzo Barberini, Galleria di Palazzo Corsini, GNAM, MACRO, MAXXI), le piazze e i campi più famosi (Piazza Navona, Campo de’ Fiori, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna), le imponenti basiliche papali e le numerose chiese minori (San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, Santa Maria in Trastevere, San Pietro in Vincoli) rappresentano la testimonianza più visibile di quanto Roma sia stata nel corso dei secoli importante crocevia di potere, bellezza e conoscenza.

 

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Roma – Veduta da viale Gabriele D’Annunzio

Ma oggi vogliamo proporvi una suggestiva alternativa ai classici e più noti percorsi di Roma, attraverso alcuni esempi di “rappresentazioni” prospettiche di monumenti e opere della capitale che non tutti conoscono. Alcune ricercate e volute, altre più casuali e naturali. Ma entrambe suggestive e meritevoli di vedere.

Nel 500 e 600 le tecniche prospettiche e i “punti di vista” hanno assunto posizioni sempre più slegate dall’altezza dell’occhio umano, alla ricerca di nuovi effetti. Numerosi gli artisti dell’epoca che si sono cimentati in questo gioco visivo non solo nell’arte pittorica ma anche nei canoni architettonici.

Scopri con noi le 5 prospettive di Roma

1. Buco della serratura del Priorato di Malta (Priorato dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, 1765)

Nella magnifica cornice del colle Aventino, vicino al Giardino degli Aranci, si trova la Villa del Priorato di Malta. Osservando dal buco della serratura del portone della Villa è possibile ammirare la suggestiva prospettiva della cupola di San Pietro, che appare tra le fronde degli alberi. Opera di Giovanni Battista Piranesi che progettò la ristrutturazione dell’ingresso al Priorato e della piazzetta antistante dei Cavalieri di Malta nel 700.

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Roma – Buco della serratura del Priorato di Malta

2. Falsa prospettiva del Borromini (Palazzo Spada, 1652-53)

Situata tra Campo de’ Fiori e Trastevere, trova sede nell’androne dell’accesso al cortile di Palazzo Spada, il capolavoro di trompe-l’oeil della falsa prospettiva di Francesco Borromini. La sequenza delle colonne di altezza decrescente e insieme al pavimento che va alzandosi, generano l’illusione ottica di una galleria lunga 37m mentre in realtà è di 8m. In fondo alla galleria, una statua di guerriero d’epoca romana sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri.

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Roma – Falsa prospettiva del Borromini

3. Falsa cupola e Gloria di Sant’Ignazio del Pozzo (Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, 1685)

Nel cuore del centro storico, la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio ospita l’opera di Andrea Pozzo. Posizionandosi in precisi punti indicati da cerchi dorati sulla navata centrale, si possono ammirare la finta cupola della zona absidale che, grazie all’uso delle tecniche della prospettiva, permette di ampliare lo spazio reale della chiesa e l’affresco della Gloria di Sant’Ignazio, che idealmente prosegue le strutture architettoniche della chiesa, innalzandola fino al cielo dove viene ambientata la raffigurazione.

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Roma – Gloria di Sant’Ignazio

4. Piazza del Campidoglio di Michelangelo (Campidoglio, 1534-38)

Piazza del Campidoglio rappresenta un’opera di grande ingegno prospettico studiata e solo in parte realizzata da Michelangelo Buonarroti. Grazie alla pianta trapezoidale e alla disposizione dei palazzi circostanti (Palazzo Senatorio, Palazzo di Conservatori e Palazzo Nuovo), si può osservare un particolare effetto prospettico “rallentato”. Salendo la scalinata principale, anch’essa di forma trapezoidale, si ha la sensazione che il Palazzo Senatorio posizionato dinnanzi a noi, risulti molto più largo e più vicino del normale.

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Roma – Piazza Campidoglio

5. Cupola di San Pietro da via Niccolò Piccolomini

In via Niccolò Piccolomini, a due passi dall’Aurelia Antica, si può assistere un curioso effetto ottico, dovuto alla disposizione degli edifici e al punto di osservazione. Un insolito gioco di prospettiva con la cupola della Basilica di San Pietro. Infatti percorrendo la via e osservando il cupolone vi accorgerete che man mano che vi avvicinate questo sembrerà sempre più lontano. Se invece indietreggiate la cupola vi sembrerà più grande e sempre più vicina.

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Roma – San Pietro da via Niccolò Piccolomini


Andrea Veronese

andrea-veroneseVeronese sia di origini che di cognome. Laureato in Economia e Commercio, si occupa da oltre 10 anni di analisi quali-quanti in ambito TV e più in generale Digital Media Strategy, vivendo tra Roma e Milano. Negli anni passati e più recenti ha lavorato in Rai, Raisat, Studio Universal, Discovery Italia e collaborato con diversi istituti di ricerca. Grande onnivoro musicale da sempre, spaziando da Jobim ai Radiohead, e amante della cucina italiana ma con forti digressioni orientali. Negli anni universitari ha lavorato alla Mostra del Cinema di Venezia per diverse edizioni, appassionandosi sempre più al cinema e al suo mondo. Gli piacerebbe riuscire a coniugare meglio le necessità urbane e la tecnologia con il rispetto per la natura.

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