Pioli Inter: ripercorriamo la sua carriera in 7 momenti chiave!

Pioli Inter è roba per cui appare cosa buona e giusta rispolverare un titolo che tutti i devoti del pallone hanno ben stampato nella loro mente, perché il 10 luglio 2006 tutti abbiamo allungato le mani sulla Bibbia colorata di rosa. Sì, era tutto vero allora ed è maledettamente tutto vero anche oggi nel giorno in cui Pioli Inter diventa, appunto, realtà. Per la cronaca, decisamente meno reale e alquanto particolari sono stati i giorni che hanno preceduto questa decisione, dato che di allenatori ne sono stati presi in considerazione dai piani alti nerazzurri. No, non si sono visti solamente i due liocorni, ma è risaputo che non gradiscano le apparizioni in pubblico, mentre sono stati di dominio pubblico i vari nomi accostati alla panchina che fu di Roberto Mancini prima e Frank de Boer dopo.

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La reazione di Pioli quando ha scoperto di aver vinto lui il casting per la panchina dell’Inter!

Vincenzo Guidolin, Stefano Pioli, Gianfranco Zola, Leonardo, Hiddink e Marcelino sono solamente alcuni dei nomi che hanno preso parte ai provini di chi vuol essere l’allenatore dell’Inter. D’altronde, la sensazione che si percepiva era quella di un vero e proprio casting con tanto di chiara presa di posizione dei tifosi che hanno sprecato decine di metri di stoffa per far capire quali siano le loro idee. “C’è un inglese, un cinese e un indonesiano” non è l’inizio di una barzelletta, eppure per la parte calda del tifo interista sono gli artefici di un tentativo di un ritorno al passato di quando l’Inter lo era per davvero una barzelletta. Pioli Inter, però, è il tentativo di rimettere le cose al proprio posto, affidando la panchina ad una persone che fa della serietà e della professionalità uno stile di vita. Certo, non possiamo sapere se basteranno questi ingredienti a riportare l’ordine all’intero di Appiano Gentile dove sembra essere scomparso il tappo al vaso di Pandora con il caos che regna sovrano. No, non è una missione facile quella di Stefano Pioli, eppure se credi nella filosofia del lavoro, allora, prima o poi si uscirà da questa galleria fatta di tante ombre e poche luci. Le prime luci a San Siro, inoltre, si accenderanno in un’occasione alquanto speciale, dato che il debutto di Pioli sulla sua nuova panchina andrà in scena domenica 20 novembre con il derby della Madonnina. No, Pioli Inter non avrebbe potuto iniziare con una partita diversa, dato che l’ultima volta che il buon Stefano si è messo in panchina era in occasione di un altro derby. Da Roma era stato cacciato proprio dopo una sconfitta contro la Roma, mentre spera di ricominciare diversamente in quel di Milano. Aspettando di scoprire il futuro, ripercorriamo la carriera di Stefano Pioli in sette tappe.

PIOLI INTER: UN INIZIO VINCENTE!

Una volta appesi gli scarpini al chiodo nel lontano 1998, il buon Stefano Pioli non ha perso tempo, perché di stare lontano da quel rettangolo verde “non s’ha da fare”. No, il calcio occupa un ruolo troppo importante nella sua vita, motivo per cui non riesce a starci troppo lontano e così inizia subito la carriera da allenatore. Ecco, roba per cui il richiamo delle sirene per Ulisse era poca roba in confronto, dato che già nella stagione 1999 Pioli ha il fischietto al collo e i lustrini d’allenatore sulla divisa. I colori, inoltre, sono quelli rossoblù del Bologna, perché gli viene affidata la panchina degli Allievi Nazionali e non è una mossa poi così sbagliata, dato che nell’annata 2000/01 li porterà al trionfo nazionale. Dicesi, l’unico trofeo vinto in carriera, ma tutti i devoti del Biscione sperano che Pioli Inter possa anche portare a sistemare nuovi trofei sul caminetto di casa sua. Per la cronaca, la parentesi all’ombra della Torre degli asinelli si interrompe per il passaggio alla Primavera del Chievoverona, inconsapevole che tornerà da quelle parti e si toglierà ben altre soddisfazioni.

I primi passi a Bologna!

I primi passi a Bologna!

PIOLI INTER: LE OSSA IN CADETTERIA! 

Stefano Pioli non impiega poi molto tempo a fare il passo importante, perché c’è una leggera differenza tra allenare i ragazzi della Primavera e quelli della Prima Squadra, eppure se credi nelle tue idee è tutto più facile. Credono in Pioli in quel di Salerno, affidandogli nel 2003 la guida della Salernitana per affrontare il campionato di Serie C1, ma il Caso Catania ha cambiato la storia e Stefano Pioli si ritrova così in Serie B. Problemi? Zero. Anzi, arriva una salvezza che lo porta ad una chiamata a Modena, dove Pioli inizia a fare i primi “miracoli”, dato che sfiora i play-off per la massima serie. Dicesi, un appuntamento rimandato solamente di qualche mese.

Un giovane Stefano in quel di Modena!

Un giovane Stefano in quel di Modena!

PIOLI INTER: DAL DEBUTTO AMARO CROCIATO AL MIRACOLO DI GROSSETO!

La Serie A non tarda ad arrivare, perché il 5 giugno 2006 Stefano Pioli riceve una telefonata dal Parma alla quale non può di certo dire di no, diventando così l’allenatore della squadra della sua città. Per la cronaca, non ha mai nascosto di avere un rapporto particolare con il gialloblù, motivo per cui sembra un sogno che diventa realtà. Peccato, però, che l’avventura si trasformerà presto in un incubo, poiché dopo 22 partite arriverà un’altra chiamata ed è quella nella quale lo si invitava a svuotare il proprio armadietto per lasciar spazio a Claudio Ranieri. Dicesi, un colpo non di poco conto, ma Stefano Pioli ha le spalle larghe e in Toscana vive il suo riscatto. Sì, il giorno 11 settembre 2007 diventa allenatore del Grosseto che è spiaggiato all’ultimo posto in Serie B, categoria che ha appena conquistato, ma sembra già destinato ad abbandonare. Pioli, però, salva i toscani con ben quattro giornate d’anticipo, motivo per cui si parla ancora oggi di miracolo di Grosseto. Ecco, anche i tifosi nerazzurri sperano che Pioli Inter sia il binomio adatto per uscire dalla crisi che attanaglia la loro squadra. Roba per cui il termine miracolo non è poi così fuori luogo.

Stefano muove le truppe al Tardini!

Stefano muove le truppe al Tardini!

PIOLI INTER: IL RITORNO DEL GRANDE CEO!

Le gesta compiute in quel di Grosseto hanno avuto un certo impatto, dato che replicherà questi ottimi risultati anche a Piacenza e Sassuolo, ma Stefano Pioli ha un conto aperto con la Serie A dove ci ritorna sempre con il gialloblù sullo sfondo. No, non è quello della sua città, in quanto sono le sfumature del Chievoverona che colorano la sua vita. Campedelli, infatti, gli affida la panchina con un contratto annuale per la stagione 2010/11 e Pioli non tradisce le aspettative. Del resto, salva il Ceo con la quarta miglior difesa del campionato e non è sicuramente una roba di poco conto. Dura invece poco la sua parentesi sulle rive dell’Adige, ma tanto basta per conquistarsi il rispetto della gente di Verona.

Pioli e la muraglia gialloblù!

Pioli e la muraglia gialloblù!

PIOLI INTER: LO SBARCO IN SICILIA!

Maurizio Zamparini è una di quelle figure che è su questo pianeta con una chiara missione da compiere ed è quella di mettere a libro paga più allenatori possibili. Dicesi, una missione non impossibile se si ha la media di tre tecnici a stagioni, motivo per cui c’è spazio per tutti anche per Stefano Pioli. Sì, lo sbarco in Sicilia va in scena il 2 giugno 2011 con tanto di signor contratto di due anni con opzione per il terzo, ma con Zamparini niente è al sicuro. Basta infatti il passo falso in Europa League per convincere il presidente Rosanero a cacciare Stefano Pioli con il campionato che ancora deve iniziare. “Il licenziamento di Pioli fu un mio errore” – esclamò qualche anno dopo il vulcanico Maurizio – “Mi sto ancora mangiando il cappello per non dire altro“. Parole di uno che di allenatori se ne intende eccome.

Una poltrona occupata per poco tempo!

Una poltrona occupata per poco tempo!

PIOLI INTER: IL RITORNO ALLE ORIGINI!

Stefano Pioli, però, non rimane a lungo senza panchina, dato che già alla quinta giornata della stagione 2011/12 ha una nuova squadra tra le mani. Sì, nuova compagine, ma vecchia cornice, dato che è il Bologna a chiamarlo per prendere il posto di Bisoli. Nono posto al primo anno, tredicesimo al secondo, mentre il terzo non lo porterà mai a termine, visto che viene esonerato il 7 gennaio 2014.

Passerella più che meritata!

Passerella più che meritata!

PIOLI INTER: STEFANO IL ROMANO!

Dopo la parentesi con Maurizio Zamparini, Stefano Pioli non ha potuto esimersi dal dire di sì ad un’altra figura alquanto particolare del nostro calcio come Claudio Lotito. Già, nell’estate del 2014 diventa allenatore della Lazio e il suo primo anno è un qualcosa che è materia di studio nel grande libro biancoceleste. D’altronde, il 20 maggio 2015 si gioca la finale di Tim Cup contro la Juventus e solamente un gol nei tempi supplementari gli nega la gioia del primo trofeo nel mondo dei grandi, eppure undici giorni più tardi si riscatterà alla grandissima. In quel di Napoli, infatti, strappa la qualificazione al preliminare di Champions League ed è un qualcosa che su quella sponda del Tevere non accadeva da ben otto anni. La magia, però, finisce lì, perché il Leverkusen darà una lezione di calcio, la Juventus si impone questa volta in Supercoppa e in campionato le cose non vanno come sperate, tanto che, dopo la debacle per quattro a uno nel derby, Lotito lo rimuoverà dal suo incarico. Insomma, beffardo fu un derby per Pioli, ma proprio da un altro derby che riparte la sua avventura in Serie A. Ecco, i tifosi dell’Inter sperano in un risultato diverso, ma questo lo scopriremo solamente il 20 di Novembre.

Cartolina da una Formello in festa!

Cartolina da una Formello in festa!

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Published
5 mesi ago
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Sport
Paolo Nicoli

paolo-nicoliIl pallone è uno dei miei migliori amici, proprio come per il grande Oliver Hutton. Solo che a lui gli ha salvato la vita, mentre a me l’ha resa più emozionante.
Allevato nella periferia di Bergamo a pane e calcio, ho imparato a leggere non sui libri o sulle favole, ma sul rosa della Gazzetta. Mia madre, per tenermi fermo, mi parcheggiava davanti al televisore con la cassetta della finale Milan- Steaua Bucarest del 1989. Ho cullato il sogno di diventar giornalista sportivo fin dai banchi di scuola, dove riempivo le pareti con “La Gazzetta di Paolino”, un simpatico foglio di commento alla giornata di campionato. Venero Federico Buffa. La domenica consumo il sacro rito: salamella e partita. In America direbbero che ho contratto la “disease” da soccer.

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