Instagram, WhatsApp, Messenger: quante novità per Facebook

Forse ci sono state aziende più impegnate nello sviluppo di nuovi servizi e funzionalità, ma trovo che sia opportuno effettuare un altra riflessione su Facebook, dopo che nei giorni scorsi abbiamo analizzato le ultime novità: live audio, post colorati, adesivi su Messenger. Più nello specifico però oggi voglio parlarvi di Instagram, e di come quello che inizialmente era un servizio di media sharing esclusivamente fotografico ed orientato alle immagini quadrate, oggi sia una piattaforma molto evoluta e differente, nonché a mio avviso il social Re del 2016, il più innovativo dell’anno, anche se spesso non nel modo migliore possibile.

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Fonte immagine: Instagram

Instagram, sei tu il social “Re” del 2016

Rispetto a come è partito, oggi Instagram è davvero rivoluzionato, rivisitato da cima a fondo. In origine erano solo le foto, poi i video, poi la possibilità di caricare contenuti con formati differenti dal classico quadrato, poi i messaggi diretti (Direct), poi le Instagram Stories, poi ancora i video in diretta nelle Instagram Stories stesse, i filtri, gli adesivi, e chi più ne ha più ne metta. Il servizio di oggi è molto evoluto rispetto a quello originario, su questo non ci piove. Ognuna delle funzionalità elencate – alcune più, alcune meno – ha creato scompiglio tra i più conservatori all’interno della community di Instagram, ma è evidente quale sia la direzione intrapresa. Da sito di media sharing, Instagram è ogni giorno di più un sito di social networking che ruota attorno ai contenuti visuali.

L’esempio chiave di questo concetto è rappresentato dalle Instagram Stories, ma ancora prima dai messaggi privati Direct. Si tratta di due modifiche che hanno completamente modificato la tipologia di contenuto della piattaforma: mentre i video e la possibilità di caricare contenuti in formato landscape e portrait (orizzontale e verticale) in alternativa al classico quadrato, sono come delle evoluzioni naturali rispetto all’offerta di contenuti iniziale, i Direct e le Stories sono ben diversi. Sono due formati, due nuovi strumenti che rendono molto più informale Instagram nel suo complesso. Le Stories di fatto consentono di raccontarsi nel dietro le quinte, nella vita di tutti i giorni, senza filtri ma con gli adesivi e le scritte, contenuti che spariscono dopo 24 ore. I direct invece dicono addio al concetto di Instagram come sola galleria, introducendo la possibilità di parlare one-to-one con altri utenti.

Credo però che la novità più importante sia stata nelle Instagram Stories. Personalmente sono stato anche io, inizialmente, tra gli scettici, così come lo ero nei confronti di Snapchat. Avere però questo tipo di strumento all’interno di una piattaforma che già si utilizza è molto stimolante, fa venire voglia di guardare le storie degli altri, e di conseguenza di crearne delle proprie. Credo che, in poche parole, se io seguo una persona con attenzione e puntualità nella sua galleria, mi interesserà quasi sicuramente guardare le sue storie, ciò che fa nel tempo libero, magari come scatta quelle bellissime foto che mi piacciono tanto. Non ho ancora ben chiaro il possibile sfruttamento dei video live nelle Stories, ma questo si vedrà quando la feature verrà distribuita.

Credo sia Instagram il Re dei social del 2016, non tanto per l’introduzione delle Stories (che sono spiccicate agli Snap, non nascondiamoci l’evidenza), ma per la sua capacità di catturare uno strumento dall’utenza inferiore alla propria ed integrarlo, come a dire “Ehi, lasciate stare gli Snap, se da me fate le Stories subito sotto avete le gallerie Instagram”. Ora la parte difficile è capire quale sarà la prossima mossa di Instagram, e quindi di Facebook. Per questo però c’è tempo, non ci resta che attendere e stare a vedere cosa succederà.


Pubblicato il
6 mesi ago
Categorie
Tecnologia
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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