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Napoleone Bonaparte: 5 maggio e curiosità

Napoleone Bonaparte. Il 5 maggio è l’anniversario della morte di Napoleone Bonaparte, destinato dalla nascita (15 agosto 1769 ad Ajaccio in Corsica) alla carriera militare. Il padre lo trasferisce nel collegio militare di Brienne a soli 10 anni. Nel 1784 viene poi ammesso alla scuola militare di Parigi. Siamo a pochi anni da un evento destinato a cambiare la storia della Francia, la Rivoluzione Francese, che segnerà anche la vita di Napoleone.

Napoleone Bonaparte: da militare a Imperatore

Dopo la caduta di Robespierre nel 1796, a Napoleone viene affidato dal Direttorio francesce il comando delle truppe per la Campagna d’Italia e successivamente per la Campagna d’Egitto. Ottenuti grandi risultati, Napoleone decide di tornare in Francia e per gestire la confusione e il disordine che ancora regnano dopo la Rivoluzione Francese. Dopo il colpo di stato, Napoleone si nomina Primo Console, fino ad ottenere la proclamazione di Imperatore dei Francesi e Re d’Italia. Nel giorno dell’anniversario della sua morte Napoleone Bonaparte va ricordato come stratega, dotato di singolare intelligenza e capacità organizzativa. Ottiene risultati eccellenti attivando riforme in campo giuridico, economico e urbanistico e ottenendo vittorie e conquiste per il suo grande Impero.

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Andrea Appiani, Ritratto di Napoleone Bonaparte. Milano, Pinacoteca Ambrosiana

Napoleone Bonaparte: non fu esilio all’Isola d’Elba

Con l’invasione della Russia nel 1812 comincia il declino di Napoleone. La guerra si rivela un fallimento totale e lo vedrà costretto a rinunciare a ogni suo potere. E’ il 6 aprile 1814. Costretto a lasciare la Francia, Napoleone sceglie di trasferirsi all’Isola d’Elba. Perchè proprio all’Elba? Molto probabilmente ancora prima di andarsene dalla Francia, ha già pianificato il ritorno e l’isola è sicuramente uno dei luoghi più vicini da cui ripartire. Nei dieci mesi di soggiorno, Napoleone si dedica all’ammodernamento dell’isola e fa costruire strade, riunifica i poli ospedalieri civile e militare, detta precise norme di pulizia e igiene per la popolazione. Ancora oggi, ogni 5 maggio, per celebrare la sua morte Napoleone Bonaparte viene ricordato con una messa presso la Chiesa della Reverenda Misericordia di Portoferraio.

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Leo von Klenze, Napoleone a Portoferraio. San Pietroburgo, Hermitage Museum

Napoleone Bonaparte: il ritorno al potere

Nel 1815, non sopportando l’idea di vedere il suo Impero smembrato e diviso tra i suoi nemici, rientra in Francia, sostenuto dai suoi fedelissimi seguaci. Il suo “Regno dei Cento Giorni” finirà il 18 giugno del 1815 con la disfatta nella Battaglia di Waterloo, a favore degli storici nemici inglesi. Questa volta verrà mandato in esilio nella lontana isola di Sant’Elena, ben sorvegliato dagli inglesi, dove morirà il 5 maggio 1821, ufficialmente di cancro allo stomaco, anche se qualcuno sostiene per avvelenamento da arsenico.

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La Battaglia di Waterloo in un dipinto di Denis Dighton

Napoleone Bonaparte: la sua strategia in guerra

Perchè Napoleone vinse tanto? Nessuna battaglia è uguale all’altra, ma Napoleone adotta alcune tecniche vincenti. Lo spirito patriottico della Rivoluzione Francese porta molti francesi ad arruolarsi liberamente e questo permette a Napoleone di avere un esercito numeroso e di schierare le truppe in punti diversi, per non fare capire al nemico da dove partirà l’attacco. Inoltre, i soldati napoleonici viaggiano molto leggeri e si procurano il necessario per la sopravvivenza al momento. Questo consente maggiore agilità e velocità negli spostamenti.

 

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 R.T. Berthon, Truppe francesi durante la battaglia di Montenotte. Chateaux de Versailles et de Trianon

Napoleone Bonaparte: il furto della Gioconda e la Stele di Rosetta

Sappiamo che Napoleone ha fatto razzia di molte opere d’arte durante le sue conquiste. Ma il mito del “Furto della Gioconda” è assolutamente da sfatare! Il dipinto infatti fu portato in Francia dallo stesso Leonardo da Vinci nel 1516, e acquistato da re Francesco I, insieme ad altri lavori dell’artista. Di sicuro a Napoleone piaceva molto “La Gioconda”, tanto che la portò nel 1800 nella sua residenza a Palazzo delle Tuileries, per appenderlo nelle stanze della moglie Joséphine. Successivamente il quadro entrò a far parte delle collezioni del Musée Napoléon, l’odierno Louvre. A Napoleone invece si deve la scoperta della Stele di Rosetta, una lastra che riporta un testo scritto in tre lingue (geroglifico, demotico e greco) e che fu ritrovata a Rashid, antica città sul delta del Nilo, durante la Campagna d’Egitto nel 1799. La Stele ha permesso di decifrare i geroglifici, partendo dalla traduzione della conosciuta lingua greca.

 

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2 anni ago
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Laura Brioschi

laura-brioschiSono nata e vivo a Milano. Ho conseguito la maturità classica nel 1994. Dal 1996 al 2003 ho lavorato presso l’Ufficio Iconografico della Mondadori Electa, occupandomi di reperire materiale fotografico tramite agenzie e campagne fotografiche ad hoc.  La passione per le mostre mi ha portato  dal 2003 al 2005 a lavorare presso l’Ufficio organizzativo mostre Skira, in cui mi sono occupata delle richieste di prestito, gestione trasporto e allestimento opere in mostra. Per meglio gestire gli impegni famigliari e lavorativi dal 2005 mi occupo autonomamente della redazione dei siti aziendali, Mail e Social Marketing, per una Società di sistemi di sicurezza.