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Magna Carta: 63 articoli all’origine della moderna democrazia

Magna Carta compie oggi 800 anni. Il nome originale è Magna Charta Libertatum e fu redatta interamente in latino. Può essere considerato il primo documento che diede il via alla democrazia, anche se la strada verso le più attuali regole di legalità e giustizia è lunga e travagliata. La Magna Charta Libertatum fu redatta da re Giovanni Senza Terra, chiamato così perchè privo di possedimenti terrieri e divenuto re a seguito della morte del fratello, il più famoso re Riccardo Cuor di Leone. Il documento sancisce i diritti dei feudatari inglesi e della Chiesa nei confronti del sovrano d’Inghilterra.

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Magna Carta: come nasce

I nobili inglesi approfittarono della disfatta di re Giovanni nella battaglia contro la Francia, in cui gli inglesi dovettero cedere la Normandia, e ai ripetuti aumenti di tasse, per tentare ancora una volta di sottrarsi al potere assoluto dei sovrani inglesi. E ci riuscirono il 15 giugno del 1215, a Runnymede, nella contea di Surrey. Di fatto il re rinunciava ad alcuni privilegi per cederli ai baroni.

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Magna Carta: gli articoli significativi

Gli articoli della Magna Carta sono in tutto 63, come è stato prestabilito, dal momento che non sono stati numerati all’origine. Il primo riconosce “che la Chiesa d’Inghilterra sia libera, abbia integri i suoi diritti…”, principi messi in discussione da re Enrico II, in una disputa con l’arcivescovo di Canterbury. Nel terzo articolo viene stabilito che “un erede, raggiunta la maggior età, riceve l’eredità che gli spetta, senza il pagamento di alcun riscatto”, che ai giorni nostri si chiama “tassa di successione”. Interessante spunto per le fondamenta della democrazia moderna, invece, viene dato dall’articolo 39, in cui si afferma che “nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato,…esiliato o molestato in alcun modo,…se non per giudizio legale dei suoi pari e per la legge del regno”. Insomma, più nessun abuso di potere! Nell’articolo 40, invece, si legge “a nessun uomo venderemo, negheremo, differiremo o rifiuteremo il diritto o la giustizia“, che sembra preludere alla moderna “la legge è uguale per tutti”. Una parte degli articoli viene dedicata alle attività commerciali, per porre dei limiti, ma anche per concedere libertà. Nell’articolo 33 viene ribadito con fermezza che “tutte le reti di sbarramento per catturare i pesci, che si trovino nel Tamigi, nel Medway e in qualsiasi altra parte dell’Inghilterra, fuorchè lungo le coste marine, saranno rimosse”, mentre negli articoli 41 e 42 “tutti i mercanti siano salvi e sicuri di uscire dall’Inghilterra e di entrare in Inghilterra, soggiornare e viaggiare in Inghilterra sia per terra che per acqua per comprare o vendere, liberi da ingiusta tassa secondo le antiche e buone consuetudini”. La Magna Charta Libertatum si conclude così “Dato per nostra mano nel prato chiamato Runnymede, tra Windsor e Staines, il quindicesimo giorno di Giugno, diciassettesimo anno del nostro regno”.

Pubblicato il
2 anni ago
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Laura Brioschi

laura-brioschiSono nata e vivo a Milano. Ho conseguito la maturità classica nel 1994. Dal 1996 al 2003 ho lavorato presso l’Ufficio Iconografico della Mondadori Electa, occupandomi di reperire materiale fotografico tramite agenzie e campagne fotografiche ad hoc.  La passione per le mostre mi ha portato  dal 2003 al 2005 a lavorare presso l’Ufficio organizzativo mostre Skira, in cui mi sono occupata delle richieste di prestito, gestione trasporto e allestimento opere in mostra. Per meglio gestire gli impegni famigliari e lavorativi dal 2005 mi occupo autonomamente della redazione dei siti aziendali, Mail e Social Marketing, per una Società di sistemi di sicurezza.

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