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Louis Vuitton: al Louvre la FW18 tra ‘800 e Star Wars

Louis Vuitton FW18 chiude la Paris Fashion Week

Si chiude con la filata di Louis Vuitton la (lunga) settimana della moda a Parigi. La Ville Lumière ha ospitato le collezioni Autunno Inverno 2018-19 di marchi autoctoni come YSL, Chanel e Givenchy, nomi italiani come Miu Miu, Giambattista Valli e Valentino, brand d’oltremanica come Stella McCartney e Alexander McQueen, ma anche i grandi espatriati americani come Altuzarra e Thom Browne.

Nicolas Ghesquière chiude le sfilate parigine con la sua collezione Louis Vuitton FW18, che è andata in scena in un cortile del Louvre, che solitamente è chiuso al pubblico e che, dopo lo show, tornerà ad essere non praticabile per un progetto di restaurazione che durerà tre anni.

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Louis Vuitton FW18 a Cour Lefuel

Cour Lefuel è un cortile costruito negli anni ’50 del 1800 per Napoleone III. Lo spirito futuribile del designer ex Balenciaga, che ha portato un gusto hi-tech al brand di punta di LVMH, si è frenato un pochino, ed ha trovato un giusto equilibrio di tempi, unendo alle rievocazione del passato e alle immaginazioni del futuro, quella dose di presente che forse mancava un pochino nei granti mix and match scultorei che abbiamo visto nelle passate collezioni (come la spigolosa collezione Cruise 2018).

In una Galassia lontana lontana… recitava (e recita, purtroppo, ancora) un famoso intro. Da una Galassia lontana lontana tipo quella di Star Wars, è arrivato il set della sfilata Louis Vuitton FW18. La passerella si incastona perfettamente fra le due grandi rampe costruite per i cavalli di Napoleone III, e pare che ci si debba aspettare di vedere uscire degli Stormtrooper con parrucche da Marie Antoinette sul casco.

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Cour Lefuel per Louis Vuitton FW18

Invece…BANG! la collezione è più contemporanea che futuristica. Una dimensione che non fa storcere il naso, e non getta dei dubbi come, forse, poteva farlo la Spring Summer 18, con quelle giacche Luigi XVI che poi ricordavano una passata collezione Raf Simons per Dior.

C’è del giusto, c’è del gusto. Un guardaroba Luois Vuitton meno 3018 e più 2018.

Category is: casual bon-ton, cocktail for strong women. Il tema che emerge dalla sfilata, il mood della passerella Louis Vuitton è una celebrazione della donna moderna, donna impegnata, femmina e femminile. E allora ecco i tailleur, simbolo della donna in carriera, e i mini dress chemisier delle IT-girl social.

Tocchi di passato con bustier, tocchi di futuro nelle borse e negli elementi metallici, creano un presente perfettamente instagrammabile. La classe 2.0, senza esagerazioni, senza spigoli, senza impegno.

Di certo non si perde l’indole architettonica di Ghesquière, solo che è nascosta nei dettagli e negli accessori. Si scrolla un po’ di dosso quel gusto Geeg Robot d’acciaio, un po’ anime ’70 che abbiamo visto e apprezzato nel passato, e diventa un architetto upper class.

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Gran finale #LVFW18

Tagli, linee, colori, tutto diventa imborghesito, più gentile, la supereroina Ghesquière diventa una Mademoiselle Vuitton.

L’avevamo già vista nelle prime collezioni dello stilista, sbarcato a Vuitton nel 2014, poi questa “signorina Louis” era svanita, lasciando più spazio a un mondo al neon, fatto di geometrie e di futuri cinematografici tipo Blade Runner o Il quinto elemento.

Dopo le incursioni spazio-temporali, si torna al presente, senza tradire il DNA Ghesquière, né quello LV.

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dettaglio di una delle borse Louis Vuitton FW18

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2 mesi ago
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Lifestyle
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