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Auto d’epoca: le 5 più interessanti e più sognate

Automobili d’epoca: sogni ed emozioni su 4 ruote. Un amore immenso per la propria auto.

Le auto d’epoca, di interesse storico o quelle che sono entrate nel nostro cuore e lì sono rimaste, ancora oggi riescono a farci emozionare. Dalla ripresa economica dopo la Seconda Guerra Mondiale, di auto ne sono state realizzate tante e ogni casa automobilistica ha progettato e realizzato la sua idea pensando di creare la più bella e performante per attrarre più persone possibile e convincerle ad acquistare il loro prodotto. Le hanno pensate e realizzate non solo per la vendita nell’immediato, ma per far sì che rimanessero nella storia motoristica mondiale e in particolar modo che riuscissero ad entrare nella parte “irrazionale” del cervello delle persone.

Giulia 1600 Spider 1963 - Museo Fratelli Cozzi

L’amore per le auto storiche è senza tempo e senza confini, proprio come dovrebbe essere un Amore vero ed è qui che si entra nella sfera dell’irrazionalità e che scaturisce la fatidica frase “voglio quella macchina d’epoca” costi quel che costi. Quando ci si innamora di un’autovettura e si prova una vera e propria passione per le auto, tutti i bei discorsi sulla qualità costruttiva, sulle soluzioni tecniche adottate, il valore reale dell’automobile, passa in secondo piano.

Di macchine d’epoca che hanno fatto sognare gli appassionati di tutto il mondo, ce ne sono tante e metterle tutte in un articolo diventerebbe impossibile, così ora ne vediamo 5, quelle che secondo il mio cuore rappresentano maggiormente i desideri degli appassionati. Le auto selezionate sono tutte di grandi costruttori europei, due tedesche, una inglese e due italiane. Ognuna di queste auto storiche ha delle particolarità che la contraddistingue e che le rende unica.

Mercedes 300 SL Gullwing – 1954-1957

Mercedes 300 SL Gullwing

Una roadster prodotta dalla Mercedes-Benz dal 1954 al 1957, per riportare l’immagine dell’azienda ai fasti che aveva prima del periodo bellico. Una sportiva molto elegante che con la sigla SL ha dato inizio ad una serie di auto di prestigio che tutt’oggi conosciamo molto bene. La particolarità estetica di questa automobile è l’apertura delle portiere ad “Ali di gabbiano” da cui deriva il nome Gullwing; incernierate al tetto della vettura e collegate al telaio a tralicci di derivazione sportiva, donano alla macchina una linea molto particolare.

L’utilizzo di questa innovativa soluzione tecnica su un auto prodotta di serie, fece subito scalpore tra gli appassionati d’auto. La carrozzeria era realizzata in lamiera d’acciaio, e solo per per la versione destinata alle gare, era realizzata in alluminio. La scelta dei tecnici di utilizzare il telaio a traliccio era di avere un’elevata rigidità torsionale pur contenendo il peso complessivo dell’auto, in quanto questa vettura era motorizzata con il motore 6 cilindri W198 della Daimler-Benz, che erogava ben 215 cv, potenza che per l’epoca era al vertice nella produzione automobilistica. Altra soluzione tecnica utilizzata per la realizzazione di questa auto, era l’alimentazione ad iniezione che per l’epoca era una novità.

Oltre alle soluzioni tecniche, agli appassionati di automobili, erano piaciute notevolmente alcune scelte stilistiche come le nervature sui passaruote e le prese dell’aria poste dietro alle ruote anteriori.  Molto bello anche il frontale dell’auto con la calandra con al centro il logo della Mercedes-Benz.

La Gullwing è un auto d’epoca con un notevole valore storico e qualche anno fa ne è stato venduto un esemplare per 1.897.500 USD. Molti appassionati del marchio della stella a tre punte, sono alla ricerca di esemplari da portarsi a casa e poterle custodire gelosamente.

Porsche 356A – 1956-1961

Porsche 356

La Porsche 356, fu la prima autovettura prodotta in serie negli stabilimenti di Stoccarda e nel 1956 fu presentata al Salone di Francoforte la 356A, modello che era nato per sostituire e migliorare l’autovettura che fino a quell’anno era disponibile nelle concessionarie e che presentava alcuni difetti. La clientela molto esigente del marchio, lamentava il fatto che le guarnizioni non tenevano e che il motore, progettato da Ferdinand Porsche , che era posto nella parte posteriore a sbalzo dell’auto, si riscaldava tantissimo, trasmettendo il calore all’interno dell’abitacolo.

Motorizzata con un motore da 1.6 litri che erogava 60 cv nella versione standard e 75 cv nella versione Super, era una vettura presentata sia come coupé che roadster. Negli anni le potenze crescono ed arrivano a 110 cv nelle varie versioni Carrera, sempre conservando le ottime doti di maneggevolezza, leggerezza, affidabilità e tenuta di strada. Tutte queste caratteristiche sono sempre state migliorate, rinforzando il telaio e i freni; inoltre fu migliorata la guidabilità con l’adozione di un ammortizzatore di sterzo.

La Porsche 356A è una delle auto d’epoca più richiesta sul mercato e nei vari annunci di vendita di auto di interesse storico, non mancano mai delle ottime occasioni. In pochi anni l’interesse da parte delle persone che hanno la passione per le auto tedesche, è cresciuta a dismisura, al punto che la Porsche AG ha iniziato a produrre determinati particolari di questa splendida auto. L’interesse storico per questa auto è da attribuire alle soluzioni tecniche utilizzate su questa auto che daranno vita negli anni successivi alla mitica Porsche 911.

Jaguar E-type – 1961-1975

Jaguar-E-Type 1961

Progettata da Malcolm Sayer la Jaguar E-Type è una delle più belle auto prodotte nella storia dell’automobile. Conosciuta anche con il nome XKE, la casa britannica riuscì a realizzare una Istant car, cioè quelle auto che appena vengono realizzate si posso fregiare del titolo di “auto di interesse storico”.

La prima versione, quella realizzata nel 1961, presentava un telaio monoscocca e montava un motore da 3.8 litri che erogava 265 cv con un cambio meccanico MOSS. Negli anni successivi, le cilindrate e le potenze aumentano, così come le soluzioni tecniche utilizzate e nel biennio ’69/70 fu presentata la seconda versione. A parte la rivisitazione delle linee e dell’estetica, i tecnici britannici si focalizzarono in modo particolare sull’impianto frenante per migliorare i tempi di arresto. Fu poi nel 1971 che Jaguar realizzò la 3° versione di questa fantastica auto, dove montarono il V12 da 5300 cc che dagli appassionati venne chiamato “double six”.

Quest’ultima versione è probabilmente la più ricercata dai collezionisti d’auto d’epoca e per potersela portare nel proprio box, ci vogliono un bel po’ di soldini, ma ne vale la pena. Mi ricordo gli aneddoti di un mio conoscente che ne possedeva una e mi descriveva tutte le particolarità e che mi faceva sentire il rombo della sua “Double six” che amava immensamente. A vedere il rapporto che c’era tra i due, si vedeva proprio l’amore per le automobili storiche.

Una nota che rende ancora più famosa la E-type, è che un famosissimo personaggio dei fumetti, Diabolik e la sua compagna Eva Kent, utilizzavano questa macchina nelle loro mille avventure. Certo è che non è questo che ha reso famosa la Jaguar, ma che comunque è rimasta nei cuori di tutti quei bambini che leggevano il giornalino.

Ferrari 250 GTO – 1962-1964

Ferrari 250 GTO - 1962-1964

La Ferrari 250 GTO, Gran Turismo Omologata,  è considerata la Ferrari di tutti i tempi ed è l’auto d’epoca più costosa al mondo. Prodotta negli stabilimenti di Maranello progettata di Giotto Bizzarrini, fu pensata per competere nel Campionato Mondiale Marche e sconfiggere la Jaguar E-Type. La vettura era equipaggiata con il V12 3 litri progettato da Gioacchino Colombo con specifiche Testa Rossa, cioè con delle limitazioni per poter competere in determinate gare.

La potenza erogata era di 300 cv a 7500 giri/minuto e la potenza specifica era di 100 cv/l, che per l’era in cui nacque questa fantastica automobile, era una potenza mostruosa. Per l’alimentazione si erano utilizzati 6 carburatori Weber da 38 e lo scarico era completamente libero, donando alla 250 GTO un sound incredibile. Molte sono le soluzioni tecniche utilizzate per rendere questa autovettura insuperabile, come il telaio con longheroni rinforzati ed ammortizzatori Koni con molle coassiali. La linea della Ferrari 250 GTO è molto bella e pulita e quello che più fa impazzire è la lunghezza della parte anteriore, rispetto alla coda tronca.

Questa auto è considerata dagli esperti di macchine d’epoca, un vero gioiello, un capolavoro dell’ingegneria italiana ed è il sogno di molti collezionisti che desidererebbero acquistarla, ma chi ce l’ha, se la tiene ben stretta. Nel 2014 è stata battuta all’asta la Ferrari 250 GTO N° telaio 3851 GT per una cifra pari a 52 milioni di dollari.

Una particolarità di questa auto ? E’ l’unica GTO con targa originale di Maranello MO 80576

Alfa Romeo Spider Duetto – 1966-1994

Alfa Romeo Spider Duetto - Museo Fratelli Cozzi

L’Alfa Romeo Spider, conosciuta anche come “Duetto” è una cabriolet a due posti che può vantare il più lungo periodo di produzione per un’automobile, in quanto è rimasta in listino per ben 28 anni e fatto sognare tantissimi automobilisti. Prodotta in collaborazione con Pininfarina, ebbe subito molto riscontro da parte del pubblico, anche grazie alla buona campagna marketing impostata dall’ufficio delle relazioni con il cliente tramite un concorso dal titolo “Spider1600 : datele un nome. Diventerà famoso”, mettendo in palio un esemplare della Duetto.

L’Alfa Spider fu prodotta in 4 serie:

  • 1966-1969 : Osso di Seppia
  • 1969-1982 : Coda Tronca
  • 1983-1989 : Aerodinamica
  • 1989-1994 : Ultima

La prima prodotta, l’Osso di seppia, venne così soprannominata proprio per le sue forme tondeggianti ed era equipaggiata con il 4 cilindri bialbero da 1570 cc da 109 cv e nel 1968 le fu affiancata una versione più spinta con motore da 1750 cc che erogava 114 cv. Nel 1969, in occasione del Salone dell’Automobile di Torino, Alfa Romeo presentò la Coda Tronca.

La linea della macchina, fu decisa dopo svariati studi di aerodinamica e una volta definito che proprio questo stacco secco era in grado di dare una spinta in più alla Duetto. Questi studi proseguirono per diverso tempo e coinvolsero anche la versione Aerodinamica del 1983, ma si resero conto che le modifiche apportate avevano fatto perdere l’appel che le prime versioni avevano. E fu così che per la Ultima, in fase di progettazione, gli stilisti ed i tecnici decisero di tornare alle origini del progetto.

Di tutte le vetture, quelle che hanno un maggior riscontro tra chi ha la passione per le auto italiane, sono le prime due versioni che ad oggi sono richiestissime dal mercato del compra/vendita di auto di interesse storico.

Conservata, restaurata o da restaurare ?

La differenza tra le 2 classi di stato di conservazione delle auto d’epoca, a parte quelle da restaurare che è un discorso a parte, sta nel fatto che gli appassionati di questo genere di automobili si dividono in due categorie, quelli che sostengono che un’auto di interesse storico deve avere per forza tutti i pezzi originali e conservati e che non devono essere ritoccati a discapito anche di perdere un po’ di bellezza e quelli che invece sostengono che l’automobile d’epoca deve essere a tutti i costi perfetta e bellissima. Questa è una diatriba che da anni fa discutere amichevolmente le varie persone che frequentano il Club Auto D’epoca e che ad ogni raduno fanno sorridere i curiosi che vanno li ad ammirare questi capolavori su 4 ruote.

L’altro argomento che fa molto discutere gli appassionati è se è meglio acquistare un’auto già restaurata o da restaurare. Alcuni, quelli che amano sporcarsi le mani con il grasso e che si intendono di meccanica, preferiscono farsi da soli tutti i lavori o in parte, mentre altri preferiscono averle già a posto dopo aver messo le proprie “belle” nelle mani di uno specialista.

Io personalmente parlando preferisco un’auto d’epoca conservata, anche se mi rendo conto che non sempre è possibile, in quanto gli anni che queste automobili hanno sulle loro spalle, sono alle volte tanti. Se qualcuno è interessato ad un dibattito amichevole e rispettoso, può commentare l’articolo e sarò felice di condividere delle opinioni.

Pubblicato il
4 mesi ago
Categorie
Automotive
Roberto Valdemburg

Appassionato di auto e di tutto ciò che le riguarda, dopo diverse esperienze lavorative in questo settore in aziende che progettano e producono componentistica specifica, ho deciso di intraprendere la carriera di Automotive Web Author e Automotive Digital Manager. Sono convinto che il digitale sia l’arma migliore per dare innovazione al settore automobilistico. Passione e competenza mi accompagnano in ogni mio articolo.

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