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Istanbul da vedere: 7 cose imperdibili

Istanbul da vedere: 7 imperdibili posti da visitare per immergersi nella cultura turca.

Istanbul

Istanbul. Panoramica dalla torre di Galata

Istanbul da vedere. Afrodisiaca storicità. Istanbul è la vostra città se vi piacciono atmosfere magiche e coinvolgenti. Offre un perfetto sincretismo architettonico-storico-culturale, oltre che religioso. Il suo fascino si regge sull’equilibrio tra occidente ed oriente, tra atavismo e sviluppo moderno.

Cominciamo! Entrate nella macchina del tempo passeggiando nel cuore della città veccia: il quartiere di Sultanahmet. Qui, tra stradine caratteristiche e zampillanti fontane, toccherete con mano la potenza monumentale dell’Impero Romano e la maestosità lussureggiante dell’impero Ottomano il cui simbolo iconico è il:

1. Istanbul da vedere: Il Complesso di Topkapi ( o palazzo del sultano con harem)

Istanbul-Palazzo-Topkapi

Palazzo-Topkapi

Stigmatizzazione visivo-architetonica della cultura turca. E’ il palazzo più bello della Turchia, nel quale hanno dimorato i sultani ottomani per ben quattro secoli.
Fu Maometto il Conquistatore ad ordinare nel 1466 la costruzione poi, nel tempo, è stato modificato dai sultani che lo hanno abitato. E’ un complesso costituito da quattro grandi cortili (protetti da monumentali porte) intorno ai quali si ramifica un labirinto di costruzioni.

Attraversando il primo cortile (Corte degli Alabardier) si accede alla seconda corte dove si trovano le cucine e la splendida sala del Consiglio Imperiale dove si sviluppava la vita pubblica del palazzo. Da qui accediamo alla Sala del Tesoro con un’incredibile collezione di gioielli imperiali, e all’Harem, circa 300 lussuosi appartamenti riservati al sultano regnante, alle mogli, ai figli, alla madre e alle concubine. Oltrepassando la porta della felicità si arriva alla terza corte dove si trovano la Sala delle Udienze, la Biblioteca di Ahmet III, la Scuola del palazzo e il Padiglione del Sacro Mantello, contenente il manto e diverse reliquie del Profeta Maometto. Il quarto cortile è il rigoglioso giardino privato del sultano.

Il fascino dell’oriente stimola l’immaginario in questo luogo senza tempo.

2. La Basilica Cisterna

Ancora nel quartiere Sultanahmet. La Cisterna, chiamata così ai tempi di Bisanzio proprio perchè era un serbatoio sotterraneo per il deposito di acqua, fu costruita nel 532 d.C dall’imperatore Giustiniano per l’approvvigionamento idrico della città, e per realizzarla furono impiegati colonne, capitelli e basamenti recuperati da edifici in rovina. Abbandonata e ridotta a discarica, nel 1987 dopo molti restauri è stata aperta al pubblico.

L’atmosfera è molto suggestiva grazie all’acqua che dà vita a giochi di luce.

3. Istanbul da vedere: La moschea di Solimano

Istanbul-moschea di Solimano

Moschea di Solimano

Sempre nella città vecchia, ma situata nel quartiere di Eminönü, si trova un’ altro simbolo della cultura ottomana, stavolta religioso.

Fu Solimano il Magnifico, appunto, a desiderare una piccola acropoli, arroccata sull’altura che domina il Corno d’oro, un complesso monumentale formato da scuole, un ospizio per i viaggiatori, una mensa popolare, dei bagni pubblici, un ospedale e la grande moschea, visibile da ogni punto della città, dedicata al committente. Si trova al centro di un ampio piazzale cinto da mura, il cortile esterno con la fontana per le abluzioni, è circondato da splendidi portici con colonne di granito rosso e marmo rosa. All’interno l’immensa sala per la preghiera è sovrastata da una cupola di 53 m. Per entrare occorre togliere le scarpe e le donne, inoltre, devono coprire gambe, capo, e spalle.

Esperienza mistica.

4. Il Grand Bazaar di Istanbul

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Il Grand Bazaar di Istanbul

Come il palazzo del sultano anche il Grand Bazaar è un altro imperdibile simbolo iconico della società turca. Punto nevralgico della vita sociale ed economica della città è un reticolato di stradine brulicante di persone, merci, colori e profumi: è uno dei posti più caratteristici di Istanbul. Tuffatevi tra le bancarelle che offrono merci di ogni tipo: libri antichi, tappeti, gioielli, vestiti tradizionali, stoffe, spezie, vasellame, prodotti in cuoio, manufatti in rame e ottone. Kapalı Çarşı è il mercato coperto più grande al mondo e anche uno dei più antichi, immergetevi in questa confusione, lasciatevi incantare dagli esuberanti negozianti e non dimenticate di provare l’esperienza di assistere al rito delle contrattazioni!

 

Dopo questo giro nella Istanbul antica vi meritate un break. Bene. Uscite dalla macchina del tempo e rifocillatevi!

5. Istanbul da vedere: ecco dove e cosa mangiare

Sappiamo che non vi cibate solo di cultura ma amate anche i piaceri della vita! Anche quella culinaria è cultura, e i buongustai saranno felici di aver scelto Istanbul. La caratteristica fondamentale di questa cucina, molto variegata e naturale, è la fusione tra Asia e mediterraneo con forte utilizzo di verdure, spezie, carne e pesce.

I posti migliori di Istanbul da vedere per assaporare la vera cucina autoctona, come sempre, sono le bettole, come le chiamo io, o lokanta come le chiamano loro, cioè ristoranti modesti che propongono pietanze semplici e porzioni abbondanti; i kebapci e i köfteci, specializzati  nella preparazione di kebab e dei köfte, polpette di agnello con spezie; oppure le meyhane, taverne dove servono i meze (antipasti freddi e caldi) sorseggiando raki (liquore all’anice). La cucina di strada non è da meno, se volete solo uno spuntino veloce dagli ambulanti vi consigliamo: boreck (tortino di pasta sfoglia ripieno di formaggio o carne), al balik ekmek (panino con pesce cotto alla griglia), e  lahmacun (pizza condita con agnello, cipolla e salsa di pomodoro).

I dolci tipici: baklava, pasticcini di pasta filo conditi con noci tritate o pistacchi, cotti al forno e dolcificati con sciroppo o miele; muhallebi, budino di latte addensato con farina di riso ed eventualmente profumato con acqua di fiori d’arancio e lentisco. Da assaggiare il tè alla mela, elma cay, profumato e rilassante, e il caffè turco (kahve),che va sorseggiato con calma e a piccoli sorsi per lasciare i sedimenti di caffè nella tazza…fatevi predire il futuro!

Istanbul-Baklava

Istanbul-dolci-tipici-baklava

E’ ora di visitare la zona nuova: basta superare il ponte di Galata per passare dalla Istanbul tradizionale a quella più moderna, frenetica e alla moda..andiamo!

6. Istanbul da vedere: Torre di Galata

Ammirare la città dalla torre di Galata quando dai minareti si alzano le voci che chiamano alla preghiera è uno dei ricordi più rimbombanti che Istanbul vi lascerà.

La torre nasce come piccola colonia geneovese e il suo nome era “torre di cristo“. Costruita nel nel 1348, poi con la conquista ottomana venne eliminata la croce sulla guglia più alta e la fortezza diventò una prigione prima, un osservatorio poi, per essere, infine, restaurata e aperta al pubblico con l’avvento della repubblica. Molto imponente la vista del profilo della torre che sembra vegliare sulla città.

7. La movida e shopping a Istanbul

Finiamo questo giro nel cuore della zona moderna: il quartiere di Beyoglu, che ha il suo fulcro nell’elegante piazza Taksim. Un quartiere molto raffinato con i suoi centri d’arte contemporanea, i locali notturni, i ristoranti trendy, e, come tutti i quartieri della grandi città, non manca il viale pedonale per lo shopping: Istiklal Caddesi.

Ultima imperdibile esperienza tra le cose di Istanbul da vedere prima di lasciare questa sorprendente città, è il giro in battello. Attraversare al tramonto lo Stretto del Bosforo, la striscia d’acqua che separa le sponde di Europa ed Asia, non vi farà dimenticare mai più di essere stati nella terra tra i due continenti, nella capitale dei tre imperi.

Il nostro giro è finito. Al prossimo viaggio.

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3 anni ago
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Viaggi
Maria Gionti

maria-giontiMaria Gionti nasce a Caserta il 20 aprile 1985. Dopo la maturità psico-pedagogica prende la laurea triennale in Scienze della Comunicazione a Napoli e  si iscrive alla laurea magistrale in Organizzazione e Marketing per la comunicazione d’impresa a Roma, inoltre frequenta un Master in Editoria e Comunicazione. Nel frattempo si trasferisce a Milano, dove lavora in un ufficio come responsabile della gestione del personale. A 17 anni vince un premio letterario indetto da “The International Association of Lions Club”. A 18 anni comincia a fare teatro, una delle sue grandi passioni insieme a cinema, arte,cucina e viaggi. Ama leggere e scrivere (a penna).

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