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Instagram Stories: i consigli per la storia perfetta

Mai sentito parlare delle Instagram Stories? Molto difficile che la risposta a questa domanda sia no, anche perché queste sono senza dubbio il formato di post del momento, quel tipo di formato che consente agli utenti di pubblicare le proprie azioni ed attività in maniera più leggera – sempre integrati nell’ecosistema di Instagram, ovviamente – rispetto ad un post permanente. I post temporanei sono da alcuni anni in continua crescita, da quando c’è stato il boom di Snapchat in pratica, e la tendenza poi è andata verso le Instagram Stories, al punto che sono già 200 i milioni di utenti ogni giorno. Qualcuno si sarà probabilmente chiesto come creare storie efficaci, che divertano senza annoiare, che però allo stesso tempo non siano niente di inventato o difficilmente credibile.

Vediamo quindi per coloro che si sono posti questa domanda alcuni consigli per creare una storia che non sia perfetta (non esiste niente di perfetto) ma più completa ed accattivante possibile. Per coloro che invece sono ancora un passo indietro potrebbe tornare utile il recente articolo su cosa sono le Instagram Stories e come si fa a crearne una.

Instagram Stories: più video e Boomerang, meno foto

Se siete appassionati o magari anche professionisti di Instagram saprete sicuramente come sul social media siano più performanti le immagini rispetto ai video – mi riferisco alla pubblicazione sul proprio profilo, quella di contenuti permanenti.

Ad ovviare a tale problema ci sono le Instagram Stories. Qui, infatti, una foto invece di un’immagine in movimento può essere percepita come noiosa, dare un’immagine di staticità non gradita, portando in pochi secondi allo swipe verso sinistra e, quindi, al passaggio al profilo successivo di Instagram Stories. Credo che questa tendenza a preferire i video nelle storie sia dovuto anche all’interfaccia della visualizzazione stessa delle storie, al fatto per esempio che nel passaggio dai contenuti di un utente a quelli dell’utente successivo assistiamo come al movimento di un cubo, in cui ogni faccia è occupata dalle Instagram Stories di una persona. Il movimento è sempre presente, ciò che è statico fa uno strano effetto all’interno di questa sezione dell’app.

Il contenuto fondamentale per la creazione di un post performante nelle Stories è quindi quello di pubblicare il più possibile video anziché foto. Ci sono diversi formati di immagini in movimento: video normali (con e senza tenere premuto il pulsante per la registrazione) ma soprattutto i più recenti video all’indietro e i Boomerang – che in pratica sono delle GIF.

instagram stories

Fonte immagine: Instagram

L’altro consiglio è quello di essere il più possibile coerenti nella pubblicazione delle vostre Instagram Stories, evitando di pubblicare nell’arco di 24 ore (cioè la durata di un post prima di sparire) troppi contenuti differenti e fuori contesto l’uno rispetto all’altro. Questo infatti potrebbe disorientare chi guarda e portare a passare al prossimo account – vedi sopra. Le storie non si chiamano così per caso, perciò bisognerebbe il più possibile creare delle vere e proprie narrazioni episodiche che, nel giro di poche ore, raccontino un avvenimento nelle sue varie tappe.

Volendo esemplificare, se pubblicate un selfie appena svegli e dopo 13 ore una foto in aereo, chi guarda potrebbe non capire il passaggio dalla prima alla seconda storia; tra questi due basterebbe, proseguendo l’esempio, un video in cui si chiude la valigia con l’emoji di un aereo, un collegamento semplice e chiaro. Se non avete niente da pubblicare è preferibile non pubblicare nulla, assicuratevi che ciò che finisce tra le vostre Instagram Stories sia un contenuto di qualità.

Proprio le emoji sono parte dell’ultimo consiglio per rendere una storia accattivante. Non solo le emoji però, anche gli effetti per il volto in realtà aumentata, a cui si accede con il tasto apposito prima di iniziare, sono elementi perfetti, insieme alle scritte manuali ed ai testi, per rendere uniche il più possibile le vostre storie, i vostri racconti.

Instagram Stories: perché possono aumentare la crescita di un profilo

Le storie sono interessanti e divertenti, ma hanno anche implicazioni concrete. Un utilizzo corretto può portare effettivamente ed in maniera molto efficace alla crescita di un profilo – sì, anche ad acquisire follower. In primo luogo ciò avviene perché, pubblicando una storia, il profilo che la pubblica finisce nell’apposita sezione in cima all’interfaccia dell’applicazione nella schermata home. Concretamente, pubblicare Instagram Stories con costanza permette ad un utente di essere in cima al feed (cosa non facile visto che, come saprete, il feed regolare è il frutto di un algoritmo e non di un ordine cronologico). Prima ho parlato di storie di qualità e lo ripeto, perché se visualizzate le Instagram Stories di un utente spesso, queste vi verranno riproposte all’inizio della serie: storie di qualità vi consentono di finire in cima al mini-feed degli altri utenti dedicato alle Stories.

Ci sono altri due elementi che, più recentemente, sono diventati fondamentali. Si tratta di localizzazione e hashtag. Geolocalizzando le vostre Instagram Stories queste potranno finire nelle storie della località in cui vi trovate. Se provate a cercare “Milano” su Instagram vedrete che in cima alla lista dei risultati è presente una storia generale del luogo, che raccoglie le migliori Instagram Stories pubblicate dagli utenti nella zona. Finire in questa selezione darà visibilità al vostro contenuto e, quindi, al vostro profilo (quando accadrà vedrete un avviso nella storia selezionata). Stessa cosa per gli hashtag, che non necessariamente sono legati a luoghi fisici: anche in questo caso ci sono storie in evidenza che possono portare visibilità.

Spero che questo post sia stato utile per la creazione delle vostre Instagram Stories, e che in qualche modo possa avervi dato qualche spunto per coltivare la qualità più importante oggi: la creatività.

Pubblicato il
3 mesi ago
Categorie
Web & Social Media
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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