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Gucci SS18: “The act of creation as an act of resistance”

Alessandro Michele per Gucci Spring Summer 2018 mette in scena uno show oltre l’incredibile

L’atto creativo è un atto di resistenza“. Così si presenta la collezione, e il pensiero, di Alessandro Michele, il nuovo “santone” alla guida di Gucci.

“Santone” perché Michele non è solo uno stilista che crea collezioni di anno in anno, di stagione in stagione. No, lui crea un mondo, un mood, e questo gli ha garantito un successo planetario sin dagli esordi, da quella collezione anni ’70 che ha messo in piedi in fretta e furia in qualche settimana, dopo l’addio improvviso di Frida Giannini dalla maison fiorentina.

gucci spring 18 instagram

Alessandro Michele non cambia e non cambierà nulla del suo Gucci.

Lo dichiara apertamente, senza lasciare spazio a dubbi e domande: il Gucci di Alessandro Michele non cambierà. Lo stilista ha tutta l’intenzione di “rimanere nella sua estetica“. “È tempo di non parlare solo di vestiti” dice Michele, che ormai dal gennaio 2015 ci mostra come si rivoluzione la visione di un brand che ha sempre contato su un certo heritage.

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Alessandro Michele, il rivoluzionario di Gucci

Prima di lui, Tom Ford aveva riportato all’apice la fama di Gucci, con il suo mood erotico-chic dei primi anni 2000.

Ora è Alessandro Michele a rivoluzionare il brand fiorentino, creando un mondo a sè, lontano dalla moda solita e che è fuori moda dopo 6 mesi.

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“L’atto rivoluzionario produce smottamenti. Scardina le incrostazioni depositate dalla tradizione. Denaturalizza ciò che appare consolidato. Produce spostamenti e interrogazioni. In questo senso l’atto di creazione, direbbe Deleuze, è anche e soprattutto un atto di resistenza” dice il testo che accompagna gli spettatori nel mondo, e nel mood, della sfilata.

I rivoluzionari sono il popolo di clienti facoltosi, asiatici per lo più, e celebrità che costituiscono il parterre della sfilata, il pubblico a cui Alessandro Michele parla, i nuovi ricchi che diventano rivoluzionari antimodaioli alla moda.gucci spring 18 instagram

Gucci Spring 2018: dall’arte greco-romana al glamrock di Bowie e Elton John

Non solo moda, non solo abiti dice Alessandro Michele. La collezione di Gucci Spring 2018 ci porta in un mondo al di fuori del tempo: come gli abiti sono al di fuori delle tendenze e dei dettami della moda stagionale, così anche la location scelta (il Gucci Hub di via Mecenate) è atemporale, con una scenografia onirica che mescola le strade di Londra 1960 a templi aztechi, statue del dio egizio Horus e “reperti” di arte greca e romana. Su tutti gli invitati, gli occhi vigili di un enorme busto romano di un imperatore.

Fuori dal tempo, fuori moda. E gli abiti raccontano ognuno la sua storia, il proprio pensiero, la propria filosofia.

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Ci sono gli ani ’70 nelle pettinature alla Farrah Fawcett, ci sono le maxi spalle egli anni ’80 e il marsupio riportato alla moda dagli anni ’90 e trasformato da reietto ad accessorio indispensabile e luxury.

C’è Bowie nel lurex e nello slim fit, Elton John negli occhiali esagerati e la signora da Sciuragram nelle pellicce vintage con borsetta a tracolla. Il mondo di Alessandro Michele è fatto di trash e cash, di baseball e oriente, di opulenza nobile e streetwear.

Gucci by Alessandro Michele non è moda, è un modo di essere.

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foto Instagram @gucci
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1 mese ago
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Lifestyle
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