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Giorno della memoria Perchè è il 27 gennaio?

Giorno della memoria. Cos’è?

É il giorno in cui si organizzano eventi per richiamare alla memoria l’orrore dei campi di concentramento e sterminio nazisti. In cui tutti i canali televisivi programmano film strazianti e commuoventi che ci aiutino a non dimenticare che cosa accadde sotto il potere di Hitler a sei milioni di ebrei. Ma anche a omosessuali, disabili, rom e sinti, prigionieri politici. Persone non gradite, che non corrispondevano all’immagine di razza ariana ed eletta che il nazismo propagandava. A loro è dedicato il Giorno della Memoria

Perché il Giorno della memoria è il 27 gennaio?

Quest’anno cade il 72 esimo anniversario di quella che chiamiamo giornata della memoria. Ma per quale motivo si celebra il 27 gennaio?
Si è scelta una data simbolica: il 27 gennaio 1945 infatti, soldati e carri armati abbattono i cancelli del campo più famoso, quello di Auschwitz-Birkenau, in Polonia. I nazisti hanno cercato di cancellare le tracce, e portare lontano i prigionieri ancora in grado di camminare. Eppure ciò che è accaduto in quei prati congelati e nelle baracche è drammaticamente chiaro. Ad entrare – nonostante il falso storico del film “La vita è bella” – sono i soldati dell’Armata Rossa russa. Trattandosi della liberazione del campo più famoso, si è deciso di dedicare quella data, ogni anno, al ricordo delle vittime della Shoah, o dell’Olocausto che dir si voglia.

Giorno della Memoria - le foto di alcune vittime

Giorno della Memoria – le foto di alcune vittime

Da quando esiste la ricorrenza?

Il “Giorno della Memoria”, definito così anche nei documenti ufficiali, esiste per volere del governo italiano: ma da quando e come è stato istituito?
Ufficialmente viene riconosciuto dalla Repubblica Italiana con una legge datata 20 lugli 2000. In quella legge si stabilisce di dedicare quella giornata alla memoria delle vittime dell’Olocausto, trasformandola nel simbolico anniversario della Shoah. L’anniversario dell’Olocausto è stato istituito per non dimenticare non solo i deportati ma anche
le leggi razziali e tutte le persone che in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio. Le persone che, rischiando la vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. La legge stessa suggerisce poi di organizzare eventi, soprattutto in tutte le scuole. Suggerisce di raccontare le storie dei deportati, perchè non dimenticare è il modo per evitare che orrori di questa portata non si ripetano

Shoah od Olocausto, diversi nomi per un significato

Questo tragico avvenimento ha molti nomi: i più noti riguardano la comunità ebraica. É chiamata soprattutto Olocausto. Una parola che spesso viene trasformata in Omo-causto dalle organizzazioni che ricordano le vittime omosessuali. Gli uomini, identificati dal triangolo rosa, e le donne, considerate genericamente asociali e marchiate da un triangolo nero. Ma qual è il significato di Olocausto? É una parola che deriva dal greco e si riferisce ai sacrifici – spesso di animali – comuni tra Greci e Romani. La traduzione letterale è “Tutto” (Olos) “Bruciato” (kaustos), perchè era appunto bruciando le carcasse che si compivano i sacrifici. Un’immagine forte, che però si riferisce a un gesto che si pensava gradito agli dei.

Per questo si preferisce usare il termine ebraico “Shoah”, che compare nella Bibbia. Ma quali differenze ha il significato di Shoah?
È una parola più cupa e definitiva, perchè letteralmente significa “catastrofe, distruzione”. Una parola senza appello per lo sterminio di un popolo.
Sapevate che anche la comunità Rom e Sinti hanno la loro parola per definire questa tragedia? É Porrajmos, e significa “devastazione, grande divoramento”. Il nazismo ha infatti cercato di divorare e cancellare anche le comunità zingare. A noi continuare a tenere viva la memoria, attraverso racconti, libri e film, per dimostrare il fallimento di una simile barbarie.

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7 mesi ago
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