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Fuso orario in Spagna: ecco perché è sbagliato

Da più di mezzo secolo la Spagna segue il fuso orario sbagliato: com’è possibile?

Chiunque abbia visitato la Spagna ha potuto constatare come la sua popolazione abbia un modo di vivere totalmente diverso rispetto agli altri paesi, in particolar modo più “rilassato”. Uno dei motivi potrebbe riguardare il suo fuso orario.

Da 76 anni, infatti, la Spagna si trova in un fuso sbagliato. Nonostante sia collocata sulla stessa longitudine del Regno Unito e Portogallo (ovvero sotto il meridiano di Greenwich), infatti, la penisola iberica segue il fuso orario appartenente all’Europa Occidentale, in cui è compresa anche l’Italia. Per notarlo con i propri occhi basterebbe munirsi di una semplice cartina.

Un errore? No. La Spagna, infatti, segue il fuso orario dell’Europa Centrale (CTM) dalla Seconda Guerra Mondiale, quando si trovava sotto il regime di Francisco Franco.

Fuso Orario Spagna

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Tutta colpa di Francisco Franco

Correva l’anno 1940, il nazismo era già consolidato e la Seconda Guerra Mondiale in corso. Al di là della Francia, in Spagna, era in vigore la dittatura conservatrice e autoritaria (nonché anche di ispirazione fascista) di Francisco Franco. Dando uno sguardo alla carta geografica, infatti, è palese come la Spagna si trovi sotto lo stesso asse del Regno Unito.

Francisco Franco, però, decise di allinearsi con quello dell’Europa Centrale (CMT), con asse a Belgrado. Più di duemila chilometri a Est dal suo asse naturale: tutto, si dice, per compiacere il dittatore tedesco.

Una volta conclusa la Seconda Guerra Mondiale con la disfatta della Germania nazista, però, la Spagna non è più tornata al suo fuso orario “naturale”, il GMT (Greenwich Mean Time). Questo probabilmente perché il loro stile di vita, seppur con un’ora di differenza, non sembrava essere cambiato più di tanto.

Fuso orario in Spagna: cambiamenti in arrivo?

Nonostante la Spagna abbia passato più di mezzo secolo sotto il fuso orario sbagliato, spesso si è parlato di una svolta in arrivo. Con il trascorrere degli anni molti esponenti del governo propongono di tornare al GMT ma, fino ad ora, con risultati ben scarsi. Uno degli ultimi è il premier Mariano Rajoy il quale, nel 2016, ha ripreso nuovamente la proposta. Nel caso in cui dovesse andare a buon fine, potrebbero entrare in vigore dei cambiamenti nella vita giornaliera del popolo spagnolo.

La giornata lavorativa, in primis, potrebbe accorciarsi fino alle 18, come altri paesi d’Europa. Normalmente, infatti, la tipica giornata in un ufficio spagnolo inizia alle 9. Seguendo poi il tipico orario “spezzato”, tra il pranzo verso le 14 e le varie pause, si finisce di lavorare tra le 19 e le 20.

Così facendo, inoltre, la penisola risulterebbe finalmente in linea con i ritmi di luce degli altri paesi sotto lo stesso meridiano: niente più pranzo alle 14 e tramonti alle dieci di sera, ora in cui molti spagnoli sono soliti cenare. In questo modo si adotterebbe un ritmo di vita definito più sano.

I sostenitori di questo cambiamento del fuso, infatti, evidenziano come quello in vigore attualmente sia del tutto innaturale, in quanto le ore di luce e di buio sarebbero totalmente sballate. Generalmente, infatti, quando il sole raggiunge il suo punto più alto significa che siamo giunti a metà giornata, mentre in Spagna l’orologio segna le 13.30.

Fuso orario in Spagna: le voci contrarie

Ovviamente questo possibile cambiamento, nel corso degli anni in cui è stato proposto, ha causato non poche discussioni. Quelle più accese ovviamente riguardano l’economia del paese, specie per quanto riguarda il turismo. Inoltre, non tutti sarebbero propensi a cambiare le proprie abitudini, rinunciando soprattutto alla tanto amata siesta.

Se la Spagna dovesse mai tornare sotto l’asse di Greenwich gli spagnoli avrebbero un’ora in più di sonno, e questo potrebbe far si che il “riposino” pomeridiano possa non essere più necessario o, addirittura, abolito per chi lavoratori.

Pubblicato il
5 mesi ago
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Viaggi nel mondo
Jessica Rivadossi

Nata e cresciuta nel milanese, ama la musica di ogni genere, “basta che sia orecchiabile”. Appassionata di fotografia, è incuriosita da tutto quello che fa “buzz” e i fenomeni del web.

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