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Facebook studia le criptovalute: perché lo fa e perché dovrebbe

Decentralizzazione e criptovalute

Come già accaduto in passato, in occasione del nuovo anno Mark Zuckerberg (CEO e creatore di Facebook) ha condiviso con il pubblico i suoi buoni propositi (come, se non attraverso un post su Facebook?) in cui ha spiegato come la sua volontà per il prossimo futuro sia quella di rimediare alla perdita di fiducia, da parte delle persone, nella tecnologia. Perdita di fiducia che, come riportato da AGI, è dovuta ad un cambiamento di paradigma per cui inizialmente la rete sembrava essere strumento per raggiungere la decentralizzazione del potere nel controllo delle tecnologie, ma che invece negli ultimi anni assume sempre più le sembianze classiche di accentramento del potere stesso – si pensi a Google, Facebook, Amazon, Apple, Microsoft.

Interessante è anche un passaggio in cui Zuckerberg afferma di essere impegnato nello studio delle criptovalute, il cui meccanismo è qualcosa ancora in grado di distribuire il potere alle persone anziché a poche, potenti, aziende. L’utilità potenziale delle criptovalute per Facebook è nel loro protocollo, la blockchain. Questa catene permette, infatti, uno scambio di informazioni dalla certificata autenticità e non replicabilità, anche grazie alla crittografia dei dati. La fiducia, in questo sistema, è data dall’infinità di controlli (e controllori rispettivi) che sono spinti ad essere corretti e precisi in cambio di guadagno economico, non per il solo amore della causa.

facebook criptovalute

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La vera domanda riguarda però il modo in cui Zuckerberg potrebbe utilizzare le criptovalute ed il protocollo blockchain, seguendo l’esempio di Bitcoin, per migliorare e aggiustare Facebook. AGI ipotizza la possibilità di lanciare una moneta virtuale di proprietà, con la quale effettuare transazioni all’interno del social network, e magari anche negli altri servizi di proprietà, come Instagram e Messenger. L’adozione di criptovalute per una piattaforma che conta miliardi di utenti potrebbe essere sicuramente interessante anche per la rete in generale, visto che con un tale numero di utilizzatori presumibilmente sarebbero anche altri ecommerce, per esempio, ad utilizzarle.

Le criptovalute su Facebook

Volendo immaginare come Facebook potrebbe utilizzare la blockchain e le criptovalute basti pensare, anzitutto, che praticamente tutti i ricavi aziendali provengono dagli annunci pubblicitari online. In questo senso, è possibile immaginare senza troppa difficoltà, come già accennato, la creazione da parte di Facebook della propria moneta virtuale, da utilizzare per il pagamento di annunci pubblicitari ma non solo, per esempio per l’acquisto e la vendita di prodotti all’interno della piattaforma, sia B2C che C2C.

Per il momento, come riporta anche Mashable, non ci sono informazioni ufficiali sul come, e soprattutto sul se, Mark Zuckerberg e il management di Facebook siano intenzionati ad utilizzare le criptovalute ed il meccanismo blockchain sulle app e piattaforme di proprietà. Certamente possiamo dire che non sarebbe una sorpresa, considerando che sono già diversi gli esempi di questo tipo: Kik Messenger ha raggiunto 100 milioni di dollari di finanziamenti per il lancio di Kin, la propria moneta basata su ethereum. Anche in Cina ci sono stati tentativi di raccolta fondi tramite il lancio di una moneta virtuale (fonte CNBC), nonostante i contrasti del governo. Facebook, con una propria moneta, potrebbe cercare anche di contrastare i propri competitor asiatici, come WeChat.

Non abbiamo tempistiche precise, ma presumibilmente avremo nuove informazioni riguardo lo studio delle criptovalute da parte di Zuckerberg e Facebook. Non ci resta, quindi, che attendere, pronti per un’altra potenziale rivoluzione da parte della piattaforma di social networking più utilizzata al mondo.

Pubblicato il
3 mesi ago
Categorie
Web & Social Media
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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