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Emozioni e Facebook, l’espressione dello stato emotivo

Emozioni e Facebook sono ormai dimensioni “intimamente” incatenate: Facebook è diventato, infatti, uno dei principali mezzi di espressione e di condivisione delle emozioni per i giovani, assumendo, in questo modo, un ruolo rilevante nella quotidiana interazione sociale.

Facebook e le interazioni sociali

La bacheca del social permette, da una “parte dello schermo”, di interessarsi o curiosare nelle vite degli altri, con una particolare attenzione a cosa stanno facendo e a come si sentono. Dall’altra parte, invece, esso permette di scegliere cosa e come comunicare e condividere con gli amici “facebookiani”.
Per aiutarci in questo arduo compito e per rendere il tutto più immediato, il social ha ben pensato di inserire con un semplice clic già la dicitura “Mi sento” e metterci a disposizione una lista personalizzabile di emozioni (felicissima, divertita, arrabbiata, triste, soddisfatta, perplessa, amata, infastidita, innamorata, pensierosa, su tutte le furie… chi più ne ha più ne metta!), già accostate ad accattivanti emoticons. In questo modo Facebook viene troppo spesso a sostituirsi alla vecchia interazione sociale “faccia a faccia”. Gli stati pubblicati, infatti, innescano una serie di “Mi piace” o di commenti da parte degli amici che condividono in qualche modo le emozioni o i pensieri divulgati, o che comunicano, in un certo senso, vicinanza, sostegno o, addirittura, “empatia”. Addirittura, qualche volta, gli amici più “impavidi”, per approfondire lo stato pubblicato, scrivono in chat privata.
Questo è ciò che spesso ormai si sostituisce alle tradizionali “chiacchiere” tra amici, alle interminabili chiamate al telefono per aggiornarsi sugli ultimi avvenimenti, agli sguardi, ai gesti e alle parole dell’amica fidata che dava conforto, sostegno, incoraggiamento. Tutto questo viene, oggi, spesso racchiuso in un unico e semplice pollice alzato.

Regolazione emotiva su Facebook

Emozioni e Facebook sono collegati, oltre che dal ruolo “sociale” che, per l’appunto, il social ricopre, anche da un fattore più “personale”. È stato dimostrato, infatti (da una ricerca condotta da Johnson, B.K., Knobloch-Westerwick, S., 2014), che mentre curiosiamo tra le “strade” di Facebook siamo attirati da quei post che ci aiutano a mantenere alta l’autostima e a sentirci meglio in relazione all’umore che abbiamo in quel momento. In particolare, scegliamo su chi focalizzare la nostra attenzione sulla base delle emozioni che stiamo sperimentando.
Se si è, quindi, di buon umore si passerà più tempo a visitare profili positivi, di persone che si mostrano forti, felici, appagate, piene di amicizie, per connettersi con chi appare “di successo” ed aumentare le emozioni positive esperite.
Se, invece, l’umore è basso si tende di più a curiosare tra i profili di persone che si presentano meno positivi, con meno successo, meno attraenti, meno felici. Questo accade perché quando si sta male, per cercare di sentirsi un po’ meglio, si tende a guardare chi sta peggio, in quanto profili positivi tendono a farci sentire inadeguati e ad innescare confronti svantaggiosi per l’autostima. Quante volte ve lo sarete sentito ripetere da parenti e amici: – “di cosa ti lamenti, pensa a chi sta peggio di te!”. Sembra sciocco, ma in parte funziona: pensare a chi sta peggio, tutto sommato, ci dà una botta d’autostima!

Si innesta, quindi, un relazione di influenza reciproca tra le emozioni e Facebook: il social, infatti, non solo è diventato uno dei principali veicoli di espressione dei propri stati emotivi, ma sta assumendo sempre di più anche un ruolo di regolazione ed influenzamento di questi. Al contempo, le emozioni regolano l’attività che quotidianamente si effettua sul “mondo Facebookiano”.
Emozioni e Facebook stanno via via diventando, nell’economia delle interazioni quotidiane dei giovani di oggi, dimensioni sempre più imprescindibili.
Ragazze, il nostro consiglio è: se siete giù di morale evitate di rifugiarvi nel social, ma rifugiatevi nel Sociale, vedetevi per un caffè con un’amica, fatele una chiamata, oppure uscite a fare due passi; godetevi il mondo direttamente, non dietro la schermata di un computer!

Published
3 anni ago
Categories
BuzzStyle
Ilaria Barbetti

ilaria-barbettiNasce in un piccolo paesino immerso tra le colline marchigiane, in una famiglia chiassosa e frizzante. A 13 anni decide di voler “salvare il mondo” e di voler, quindi, studiare Psicologia (non del tutto consapevole del lungo cammino da percorrere!). Così si laurea a Padova; successivamente, non ancora soddisfatta, inizia la scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia. Prova un’irresistibile attrazione per il mondo del volley, per la quale decide di frequentare un master sulla Psicologia dello Sport. Riporta orgogliosamente una sana passione per la lettura e per i cavalli e una meno sana, che sfiora la dipendenza patologica, per le serie tv. Ha uno spiccato interesse per l’arte, ama i cinema di animazione e il “cibo spazzatura”. Niente però è per lei più importante della sua famiglia e delle sue amicizie.

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