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Diaz-Non pulire quel sangue (2012) stasera su Rai 3 alle 21

Scuola Diaz di Genova, 21 luglio 2001. Notte. 93 persone. Età, nazionalità e condizioni sociali differenti. Ma tutte si trovano nella scuola Diaz a Genova, città sede del G8 2001. Perché, vi chiederete? Be’, perché durante la giornata del 20 luglio gli scontri tra no-global e forze armate sono stati violenti e numerosi. E così la mattina del 21 un gruppo di no-global ha circondato per qualche istante un automezzo della polizia, passato più volte di fronte alla scuola Diaz. E ha tentato di colpirlo, senza riuscirci, con una bottiglia di vetro.

1. Diaz-Non pulire quel sangue: trama

Capiremo cosa c’entra tutto ciò coi nostri 93 personaggi. Andiamo subito a conoscerne alcuni: uno si chiama Luca, è un giornalista della Gazzetta di Bologna (politicamente di destra) e dopo l’arrivo in redazione della notizia della morte di Carlo Giuliani, in seguito agli scontri per il G8 del 20 luglio, decide di andare a Genova per documentare i fatti. Alma è un’anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri ed è rimasta sconvolta dalla loro violenza; insieme a Marco, membro dell’organizzazione Social Forum, e Franci, avvocato del Genoa Legal forum, si mette a cercare i dispersi. Nick è invece un manager che si occupa di economia solidale e si trova a Genova per un seminario. Poi c’è Anselmo, un anziano membro del Sindacato Pensionati della CGIL, che ha partecipato alle manifestazioni contro il G8. E tanti, tanti altri. Dopo le undici di quella sera alla Scuola Diaz, 350 poliziotti fanno irruzione per giustificare all’opinione pubblica un fatto che ha suscitato scalpore: da un furgone, filmato da un elicottero, sono state distribuite da soggetti mai identificati spranghe e altri oggetti contundenti ai manifestanti.

L’irruzione è rapida e violenta, nonostante alla Diaz non si trovi nessun black bloc: gli agenti di polizia aggrediscono con inaudita violenza e sadismo le persone nella scuola Diaz, le feriscono gravemente e le arrestano. Senza nessun motivo.

2. Diaz: curiosità

Il regista, Daniele Vicari, ha lavorato per Diaz in coproduzione con Francia e Romania, dove sono state girate numerose scene. Il film è del 2012; ha movimentato qualcosa come 10000 comparse, 120 attori e 200 persone della troupe. Diaz è stato considerato un film contro la polizia; Vicari ha quindi riferito che basta leggere le carte processuali per capire che non è così. Dai documenti si ha infatti l’impressione che la polizia sentisse la necessità di riequilibrare la situazione a suo favore. Pare che fosse addirittura disposta a redigere verbali falsi e prove costruite a tavolino, come il ritrovamento di armi improprie e due bombe molotov che furono portate nella scuola Diaz dagli stessi agenti. Fatti simili non dovrebbero mai più accadere: Diaz vuole documentare una violenza che non può essere giustificata. Con l’intento, come sempre, di ricordare il passato per non commettere più gli stessi errori.

Mentre Genova cerca di riprendersi dalla recente alluvione (leggi articoli al riguardo), ricordiamo con Diaz questo episodio della sua storia che ha lasciato tutti a bocca aperta ben 13 anni fa.

Buona visione. E buona riflessione stasera, con Diaz su Rai 3 alle 21.00. Cominciate a sbirciare il trailer:

Published
2 anni ago
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Intrattenimento
Roberta Scimè

roberta-scime25 anni, di sangue siciliano, vive a Oggiono (Lecco), circondata da laghi e montagne che fotografa e racconta con passione sul web. È diplomata al liceo linguistico e laureata in Lettere, quindi fa parte della schiera di quelli che devono inventarsi il lavoro. E allora da due anni collabora alla promozione turistica del proprio territorio, accompagnando i visitatori sul lago di Pusiano (Como). Insegnante di lingue e musicista part-time, ama viaggiare in Italia e all’estero, dove ha lavorato con la EF Education First a Portsmouth (Inghilterra). Ora progetta pacchetti turistici per riscoprire le bellezze italiane e non vede l’ora di cantarle per voi su Buzznews.

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