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Del Piero compleanno: 10 meraviglie per dire auguri Alex

Del Piero compleanno: 10 perle per dire tanti auguri ad un grande numero 10!

Del Piero compleanno è l’evento che travolge il mondo del calcio nella giornata di oggi, motivo per cui le campane della parrocchia suonano a festa dalla mezzanotte di questo 9 novembre in cui si sta facendo la storia. Del resto, lasciamo agli altri il compito di analizzare la tornata presidenziale che è andata in scena negli States che noi preferiamo rifarci gli occhi con ben altra tornata ed è quella delle prodezze di un ragazzo che con il pallone sapeva sicuramente cosa fare. Semplicemente, un fabbricante di emozioni come pochi se ne sono visti e non è un caso che avesse quel numero sulle spalle.

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Un cognome, un numero, un’artista del gioco!

Già, nel calcio di oggi quella sacra maglia viene consegnata al primo Honda che passa, mentre una volta le cose erano diverse. Se eri degno di portare la numero dieci, allora, lo dovevi dimostrare ogni domenica e per fortuna di tutti gli esteti del gioco Alessandro Del Piero è sempre riuscito a mantenere fede a questa promessa. Sì, di numeri dieci come lui non ne nascono più e dunque nel Del Piero compleanno è quasi impossibile non farsi avvolgere da uno scialle di malinconia, perché aveva ragione il buon Maurizio Mosca. “Ah come gioca Del Piero” sono parole quasi sacre che nessuno ha il coraggio di mettere in discussione, in modo particolare dopo la visione di queste dieci perle per festeggiare nel migliore die modi il suo compleanno. Per la cronaca, non è un numero casuale. Buona visione!

DEL PIERO COMPLEANNO: COLPO GROSSO AL GIGLIO VIOLA!

Colpo grosso al drago rosso è una di quelle pellicole consegnate da Hollywood a questo pianeta con il puro scopo di lasciare tutti senza parole grazie alle movenze di Jackie Chan, perché è inutile negare come il ragazzo sappia come rapire l’attenzione di chi vi posa il proprio sguardo. Del resto, stiamo parlando di una figura che ha fatto delle arti marziali una nobile, appunto, arte e questi novanta minuti rappresentano numeri alla mano il film che ha fatto più cassa della storia di questo specifico settore. Bravi loro verrebbe da dire, ma, forse, bisognerebbe citarli per plagio in quanto appare fin troppo chiaro dove abbia avuto l’ispirazione il regista di questo prodotto. Già, il 4 dicembre 1994 un ragazzo di Conegliano mise a referto una rete che ha rappresentato un colpo grosso al giglio Viola. Sì, quel ragazzo era un certo Alessandro Del Piero e nel giorno del Del Piero compleanno non si può non aprire la galleria dei capolavori da questa prodezza, perché passano gli anni, eppure lascia tutti senza parole come la prima volta. Roba per cui qualche calcio volante del buon Jackie appare come qualcosa di ordinaria amministrazione.

DEL PIERO COMPLEANNO: UN TACCO D’ILLUSIONE!

Alessandro Del Piero è uno di quei nomi e cognomi che conoscono bene in quel lembo di terra chiamata Germania, perché il numero dieci ha spesso colpito in terra tedesca. Certo, facile pensare a quella notte di Dortmund, ma non è questo il momento, dato che Alex e quella città si sono già incrociati in passato. Sì, correva il lontano 1996, quando la Juventus di Marcello Lippi approdava per la seconda volta consecutiva all’ultimo atto della competizione più nobile ed emozionante che sia presente su questo pianeta. Dicesi, la finale di Champions League che in quell’occasione andò in scena, guarda a caso, a Monaco di Baviera con da una parte i blu di Torino e dall’altra i giallo-neri di Dortmund con un Karl-Heinz Riedle sugli scudi, dato che a fine primo tempo aveva già realizzato una doppietta. La Vecchia signora, però, di abdicare senza lottare “non s’ha da fare”, motivo per cui al minuto numero sessantaquattro accorcia le distanze, ma è il come che fa tutta la differenza di questo mondo. Peccato, però, che da lì a sette minuti Ricken spense i sogni di rimonta bianconeri, lasciando intatta l’aurea di Alessandro Del Piero. Prego, per la vendetta aspettare l’estate 2006, quando Del Piero e Dortmund si incontreranno di nuovo.

DEL PIERO COMPLEANNO: LA SPECIALITÀ DELLA CASA!

Tutti i devoti del pallone sanno bene cosa vuole dire segnare un gol alla Del Piero, in quanto di essere bocciati all’esame di storia non ne vogliono sapere, motivo per cui se interrogati, allora, sanno a perfezione la definizione. Dicesi, un tiro ad effetto realizzato dal vertice sinistro dell’area di rigore verso l’incrocio dei pali più lontano. Ecco, queste sono le parole che strapperebbero più di un applauso dall’inquilino del 221B di Baker Street, ma noi, però, preferiamo restare muti. Sì, molto meglio guardarlo un gol alla Del Piero che spiegarlo. Vedere per credere.

DEL PIERO COMPLEANNO: UN REGALO SPECIALE!

Il giorno in cui Alessandro Del Piero spegne quarantadue candeline è sicuramente qualcosa di speciale, ma siamo sicuri che dentro di sé ricorda con particolare piacere il 9 novembre 2008. No, non ha ricevuto nessun regalo e non ha alzato nessun trofeo, dato che si è limitato solamente a sistemare il pallone e il resto è arrivato di conseguenza. D’altronde, Alessandro Del Piero non è un calciatore, ma un’artista del gioco che gradisce posizionare il cavalletto di fronte alla porta per disegnare qualche capolavoro destinato a restare per sempre su questo pianeta. Per la cronaca, sarebbero calci di punizione, eppure sono talmente belli che andrebbero presi e conservati in qualche ala del Louvre. Del resto, di vedere una signora che sorride siamo anche abbastanza saturi, mentre non lo siamo minimamente di perderci nella pennellata di un destro a giro. Ecco, l’olio su tela dipinto in quel di Verona porta una data particolare, visto che era quella del suo compleanno.

DEL PIERO COMPLEANNO: “SONO IL RE DEL MONDO!”

“Sono il re del mondo” è una di quelle battute che ha fatto la storia del grande schermo, in quanto quel film che parla del naufragio del Titanic l’abbiamo decisamente visto tutti. Già, correva il lontano 1997, quando James Cameron decise di dare forma ai fatti del 1912 e lo fece talmente bene da trasformare la cerimonia degli Oscar del 1998 in un trionfo. Sì, quella volta toccò a lui dire “sono il re del mondo”, perché alla fine della serata le statuette portate a casa furono ben undici. Decisamente minori, invece, furono le coppe che la Juventus portò in Italia dal viaggio in Giappone, eppure anche in quell’occasione qualcuno sussurrò “sono il re del mondo”. D’altronde, a decidere Juventus-River Plate valevole per la Coppa Intercontinentale 1996 fu, tanto per cambiare, Alessandro Del Piero. Per la cronaca, anche dieci anni dopo userà nuovamente quelle parole.

DEL PIERO COMPLEANNO: ALEX IL TORERO!

Che Alessandro Del Piero non sia solamente un calciatore è una di quelle cose che sono chiare a chiunque abbia deciso di dedicare la propria vita al culto del pallone, perché con il suo numero dieci sulle spalle è andato in giro a predicare il verbo del gioco. Del resto, il grande regista lo ha mandato su questo pianeta con una missione ben precisa, inconsapevole, però, che Del Piero si è spinto oltre. No, non ha solo scritto pagine di storia destinate a durare nel tempo, ma ha aggiornato persino un altro libro ed è quello della tauromachia. D’altronde, laddove si narra delle tecniche usate dal torero per colpire, appunto, il toro si può trovare il suo nome. Già, Alessandro Del Piero ha fatto anche questo, perché come ha punito lui il Toro in occasione del derby del 17 novembre 2002 è un qualcosa degno di Joselito e Belmonte.

DEL PIERO COMPLEANNO: PROVA A PRENDERLO!

L’asse Torino-Roma è uno di quei binari che freddo non lo potrà mai essere, soprattutto quando la questione ruota attorno ad un pallone, perché tra bianconeri e giallorossi c’è più o meno lo stesso rapporto che ognuno ha con la rispettiva suocera. Anzi, in confronto quella “simpatica” signora è vostra amica. No, Juventus e Roma non lo sono di certo, motivo per cui ogni qual volta che si affrontano è battaglia vera. Aggiungete, poi, che in palio ci sia l’accesso alla semifinale di Tim Cup 2012 e si fa presto a capire l’importanza di quel Juventus-Roma. Sì, la cornice è quella delle grandi occasioni e non manca, dunque, la pennellata del grande campione che realizza un capolavoro in movimento. Roba per cui proviamo compassione per il malcapitato portiere avversario che non può far altro che raccogliere la sacra sfera dal fondo della rete.

DEL PIERO COMPLEANNO: IL 4 LUGLIO ITALIANO!

Il 4 luglio è una di quelle date che in un angolo di mondo dove batte la bandiera a stelle e strisce ha un certo impatto, ma le cose non sono poi molto diverse nemmeno laddove sventola il tricolore. Del resto, il 4 luglio 2006 è una di quelle date scolpite nella storia di questo Paese, perché è quella nella quale si conquista il biglietto buono per andare a giocarsi la finale della coppa del mondo. Ecco, dovrebbe bastare questo per capire quanto sia magico quel giorno, ma il meglio deve ancora venire. Sì, l’Italia di Lippi accede all’ultimo atto battendo i padroni di casa e lo fanno laddove non era mai uscito il segno due, perché a Dortmund la Germania era imbattuta. Il 4 luglio 2006, però, è quella prima volta che non si può scordare, perché Fabio Grosso ha un disegno divino da compiere e Alessandro Del Piero una vendetta da compiere. Per la cronaca, da lì a cinque giorni metterà completerà il tutto con il calcio di rigore più importante della sua vita, ma lui ancora non lo sapeva in quella notte del 4 luglio. No, lui sapeva solo che doveva farsi tutto il campo per accompagnare quell’azione, chiamare la palla a Gilardino e scrivere la storia. Il Del Piero compleanno passa da Dortmund ed è un qualcosa che fa correre i brividi ancora oggi e che crea una strana patina sugli occhi di tutti noi, perché il 4 luglio è festa anche in Italia.

DEL PIERO COMPLEANNO: L’ULTIMO SALUTO!

Il 13 maggio 2012 è una di quelle date scolpite sul Monte Rushmore del mondo del pallone, perché è quello nella quale hanno detto basta uomini che sono leggende del gioco. Sì, a Milano uno ad uno andavano sotto la curva i vari Gattuso, Nesta, Inzaghi e Zambrotta, mentre a Torino c’era solo una persona da salutare. Peccato, però, che si trattava di Alessandro Del Piero che ha lasciato il suo pubblico alla sua maniera. No, non poteva non finire a referto per il gol numero 290 in maglia bianconera prima di inchinarsi per l’ultima volta e volare in quel di Sydney. Insomma, Del Piero ha lasciato alla Alessandro Del Piero e non poteva essere altrimenti.

DEL PIERO COMPLEANNO: STANDING OVATION PER TE!

Nel giorno in cui la parola d’ordine è Del Piero compleanno non si può non passare da quello che è successo il 5 novembre 2008, quando Alex ha vissuto una di quelle notti che non si possono dimenticare. Del resto, c’è la cornice del Bernabeu travolta dalla musica di Zadok the Priest per un Real Madrid-Juventus che è materia di studi ancor prima del fischio d’inizio, ma è quello che accadrà da quel momento in poi ad essere appunto storia con tutte le lettere maiuscole. Già, Del Piero ne mette due con tanto di gemma su punizione, eppure la giocata più bella è quella che arriva al momento della sua sostituzione, quando il pubblico dei Los Blancos si alza in piedi per applaudire quell’avversario che li ha appena castigati. Dicesi, l’omaggio di una delle platee più esigenti della terra che si leva il cappello di fronte ad un grande numero 10. Sì, nel giorno del Del Piero compleanno ci piace chiudere così con quell’applauso che la dice lunga su cosa e soprattutto chi sia stato Alessandro Del Piero.

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1 anno ago
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Sport
Paolo Nicoli

paolo-nicoliIl pallone è uno dei miei migliori amici, proprio come per il grande Oliver Hutton. Solo che a lui gli ha salvato la vita, mentre a me l’ha resa più emozionante.
Allevato nella periferia di Bergamo a pane e calcio, ho imparato a leggere non sui libri o sulle favole, ma sul rosa della Gazzetta. Mia madre, per tenermi fermo, mi parcheggiava davanti al televisore con la cassetta della finale Milan- Steaua Bucarest del 1989. Ho cullato il sogno di diventar giornalista sportivo fin dai banchi di scuola, dove riempivo le pareti con “La Gazzetta di Paolino”, un simpatico foglio di commento alla giornata di campionato. Venero Federico Buffa. La domenica consumo il sacro rito: salamella e partita. In America direbbero che ho contratto la “disease” da soccer.

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