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Cos’ha Vero in più di Instagram, Facebook e gli altri social

Vero – True Social: cos’è, come funziona

Vero – True Social. Questo è il nome completo di Vero, la piattaforma che negli ultimi giorni è stata centro di numerose analisi da parte della stampa internazionale, ma soprattutto ha attirato l’attenzione degli utenti, stanchi dei continui cambiamenti di algoritmo di Instagram e Facebook, e del materiale pubblicitario presente al loro interno. Si tratta di una piattaforma di social networking, focalizzata sulla componente visuale dei contenuti, che però va oltre. Non esiste in versione computer, si utilizza solo con l’app per smartphone iOS e Android.

Il funzionamento della piattaforma è molto semplice: ci si iscrive, si seguono altri amici, si condividono contenuti, si apprezzano e commentano quelli degli altri. La differenza rispetto a ciò che già esiste è in cosa si condivide, in come si condivide, in chi è il pubblico che vede i contenuti. Scopriamo quindi i punti forti e deboli della nuova applicazione, anche se non è proprio nuova, visto che esiste da diversi anni.

I punti forti

La prima cosa che apprezzo tanto di Vero è la mancanza totale di post solo testuali. Sì alle didascalie, no ai papiri solo testo, che non siano associati a nulla. È questione di gusti, ma per leggere contenuti in cui il testo è centrale ci sono le piattaforme di blogging e microblogging. Apprezzo l’attenzione concentrata su altri contenuti in cui comunque, ripeto, è possibile aggiungere le didascalie. I contenuti pubblicabili su Vero sono i tradizionali foto/video, i classici link esterni, e contenuti che, più che altro, servono per consigliare attività, contenuti, prodotti, luoghi: musica, film/serie TV, luoghi e libri. È presente anche una chat interna alla piattaforma. In questo modo il feed (simile a quello di Instagram anche se a tema dark) risulta più omogeneo e pulito: i post, come su Instagram, non possono essere condivisi, ma solo apprezzati e commentati.

Sembra strano dirlo ormai, visto che ormai dappertutto è solo un ricordo: il feed non è regolato da un algoritmo. Niente post che finiscono in cima al feed perché potrebbero piacere all’utente in base alle sue attività. Ciò che viene pubblicato è nel feed, dal più recente al meno recente. Chi più vuole vedere, più dovrà vedere.

vero true social

Fonte immagine: Vero

Altra cosa molto interessante è la presenza, sul sito di Vero, di un manifesto. Un manifesto che racconta il modello di business che vuole seguire la piattaforma, in modo anche molto dettagliato. Quale sia la mission e come questa si voglia compiere. Il sunto può essere di una frase presa dal manifesto, la cui traduzione è: “Il più grande social network è quello che già esiste tra le persone. La mission di Vero è di renderlo disponibile online.”. Può sembrare una frase fatta, ma leggendo nel dettaglio il manifesto e le precisazioni sotto lo stesso, si capisce che non è così, soprattutto per il motivo di seguito.

Il passo precedente relativo all’algoritmo si spiega facilmente anche con il fatto, e questo è l’altro elemento fondamentale di Vero, non è presente pubblicità di alcun tipo. Niente post sponsorizzati, niente consigli, niente. Solo post organici dei profili che si seguono e/o si hanno tra i collegamenti. Ciò significa che, sostanzialmente, non è necessario profilare gli utenti per rivedere le informazioni a servizi di terze parti. Le stesse informazioni infatti non vengono vendute. Se vi chiedete come guadagna la piattaforma è semplice: con il pagamento di un abbonamento da parte degli utenti (non ancora attivo, lo sarà superato 1 milione di iscrizioni), la cui entità non è ancora nota (CNBC parla di qualche dollaro), e tramite una percentuale sui prodotti acquistati al suo interno.

I punti deboli

Ci sono stati diversi dubbi in merito alla proprietà dei contenuti pubblicati all’interno di Vero, in base alle condizioni d’uso: si affermava in un passo che ogni contenuto sarebbe diventato di proprietà esclusiva e totale della piattaforma. Come riporta però Forbes, ogni dubbio è stato chiarito prontamente, sottolineando come sia necessario che Vero utilizzi la licenza di distribuzione dei contenuti, altrimenti questi non potrebbero essere passare per i server della piattaforma ed essere accessibili agli altri utenti. La licenza non verrà utilizzata da Vero per vendere i contenuti a terze parti.

vero true social

Fonte immagine: Vero

Il problema più grande di Vero in questi primi giorni di grande popolarità (ai primi posti nelle classifiche Top Gratuite e Social network su App Store nel momento in cui scrivo) è che nemmeno in Vero si aspettavano un picco di popolarità di questa entità. Attualmente, come riporta anche il profilo ufficiale Twitter del social, l’app ha problemi di scalabilità: sostanzialmente è molto difficile riuscire per la piattaforma a gestire un improvvisa crescita di utenti e di accessi. L’app è lenta e spesso non si riesce a pubblicare un post, aggiungere una persona e così via. Si lavora per riportare stabilità al servizio, e da quel momento si vedrà se veramente sarà in grado di affermarsi e accogliere il gradimento del pubblico sul lungo termine.

Qualora foste interessati, ho approfondito il funzionamento dell’app in questo post sul mio blog personale.

Pubblicato il
3 mesi ago
Categorie
Web & Social Media
Andrea Careddu

Andrea CaredduSono nato nel 1994 in una piccola città del centro Sardegna. Dopo il Diploma sono fuggito dall’Isola e ora, dopo la laurea in Informazione, Media e Pubblicità all’Università di Urbino, studio sempre ad Urbino Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Appassionato originariamente solo di videogames e console, mi occupo da ormai diversi anni di tecnologia, con particolare attenzione a smartphone e computer. Mi piace esprimermi però anche su tematiche più impegnate e vicine a cultura e società, con la speranza un giorno di scrivere per professione. Mi puoi leggere su ACareddu.it e News and Coffee.

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