Il successo di qualunque corridore non può prescindere dall’aspetto mentale. Vediamo insieme come allenare la nostra testa a trovare sempre le giuste motivazioni

 

Cosa serve per andare forte nella corsa? Di sicuro gambe allenate, le scarpe giuste, un allenamento personalizzato ed efficace, un’alimentazione e uno stile di vita corretti. Eppure tutto questo può non bastare se l’aspetto mentale della corsa non accompagna le nostre prestazioni. Ci sono ostacoli e crisi che in gara si superano solo con la testa e anche nell’allenamento quotidiano avere motivazione e concentrazione giuste può davvero fare la differenza. Ma la mente si può allenare? In un certo senso sì. Ecco a voi 6 piccoli trucchi per fare in modo che corsa e testa procedano sempre alla stessa andatura. Perché quando la testa molla, le gambe le vanno subito dietro.

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  1. Corsa e testa: sentire il proprio corpo

Il modo più semplice e naturale per restare in contatto col proprio corpo è sentirlo. Durante la corsa, soprattutto nei momenti di più intensa fatica, si ha la tendenza a cercare distrazioni, a pensare alla lista della spesa o piuttosto  a guardarsi intorno, nel tentativo di portare la testa il più lontano possibile dalla corsa e continuare meccanicamente nell’esercizio, come se il corpo fosse altro da noi e la consapevolezza di quanto stiamo facendo appesantisse lo sforzo. È vero il contrario: la consapevolezza può alleggerirlo. E non solo perché restare concentrati sulla tecnica di corsa, sui movimenti di gambe e braccia, perfino sul dolore della fatica è comunque un modo per distrarsi da pensieri malsani (“il traguardo è lontanissimo”, “non ce la farò mai”, “ora mi fermo”), ma anche perché essere in contatto col proprio corpo permette di ascoltarne le richieste e modificare qualcosa (che siano ritmi o movimenti) al fine di aiutarlo.

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  1. Corsa e testa: correre senza tempo

Un ottimo modo per imparare a stare in contatto col nostro corpo è uscire ogni tanto a correre senza orologio e quindi senza l’assillo del tempo da fare o del ritmo da tenere. In questo modo è più facile godere della corsa (e non del risultato che si vuole ottenere) e concentrarsi sulle proprie sensazioni. Perché a volte, più che chiedersi quanto veloce stiamo correndo, è più importante domandarsi se lo stiamo facendo bene.

  1. Corsa e testa: correre con la musica

D’accordo, per atleti professionisti è considerato doping; infatti esiste il divieto di partecipare alle più importanti competizioni usando le cuffiette e ci sono state qualifiche (anche in Italia) per chi non ha rispettato questa regola. Questo perché è dimostrato che la musica fornisce un vantaggio competitivo a chi la ascolta, non solo perché, aiutando a rilassarsi, riduce il consumo di calorie, ma anche perché permette di coordinare i propri passi con le battute al minuto di canzoni selezionate ad hoc. Siamo dell’idea che le regole vadano rispettate e che, tutto sommato, la rinuncia all’isolamento dell’i-pod durante una competizione permetta di godere di ben altri suoni (il rumore dei passi, il respiro del gruppo, l’incitamento del pubblico). Ma durante l’allenamento la musica può essere un valido aiuto per chi, come noi, non deve vincere la maratona di New York. Ma non aspettatevi altre deroghe su questioni di doping…

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  1. Corsa e testa: dividere la corsa in più parti

Questo è un vero e proprio inganno mentale, perfetto per le gare dal chilometraggio importante ma anche per i lunghi di preparazione ad una maratona. Consiste nel suddividere i chilometri totali del nostro percorso in parti mentalmente più gestibili e magari di associare ad ogni tratto un diverso obiettivo. Ad esempio, una maratona può essere divisa in sei tratti da 7 chilometri, ognuno dei quali da percorrere in un determinato tempo o con un determinato atteggiamento (rimanendo in un gruppetto, alimentandosi, aumentando l’andatura), pianificati anche in base alle esperienze precedenti. Si potrà obiettare che alla fine sempre 42 chilometri dovremo correre, ma possiamo garantirvi che, finché sarete in gara, il totale non sarà affatto uguale alla somma delle sue parti.

  1. Corsa e testa: tenere un diario di corsa

Abbiamo già parlato di come tenere un diario di corsa possa essere d’aiuto per la motivazione di un principiante. Ma anche per corridori esperti e ambiziosi, registrare i dati dei propri allenamenti e tenere memoria degli obiettivi raggiunti è un’abitudine che può rivelarsi decisiva a livello motivazionale. Trovare stimoli in una gara è facile, ma nell’allenarsi per esempio su un percorso abituale, può fare la differenza, prima di mettersi in movimento, controllare i tempi realizzati in passato e prepararsi a correre con l’intento di migliorarsi. Non c’è miglior modo per trasformare un lungo logorante o delle monotone ripetute nella più stimolante tra le sfide: quella con noi stessi.

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  1. Corsa e testa: partecipare a una gara

In gara si va più forte. E hai voglia a parlare di attrito con l’aria o di restare in scia… nella corsa questo vale assai meno che, ad esempio, nelle gare di ciclismo. È l’adrenalina a fare la differenza, ad alzare la soglia della fatica, a facilitare il rilascio di endorfine, a portarci a fare cose che nemmeno immaginavamo e che da soli, in allenamento, difficilmente riusciremo a fare. Ecco perché la gara è un’esperienza quasi irrinunciabile per chi ha scelto la corsa come stile di vita: permette di capire che con la forza di volontà si può andare oltre i propri limiti e che la competizione è sana nel vero senso della parola.

Published
4 settimane ago
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