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Corsa e falsi miti: 6 credenze da sfatare una volta per sempre

Non tutto ciò che sappiamo sul running corrisponde a verità. Corsa e falsi miti: proviamo a fare chiarezza su alcune credenze da sfatare una volta per tutte

 

Il boom della corsa degli ultimi anni non ha solo portato a un incremento di marketing e competizioni, ma anche allo sviluppo di dibattiti. Sono molti i libri qualificati o gli spazi online che parlano di corsa con grande competenza. Ma, come per ogni argomento di successo, anche il running è diventato argomento da bar. E, si sa, quale miglior luogo di un bar per dar vita a dicerie strampalate? Cerchiamo allora di capire dove corsa e falsi miti hanno incrociato le loro strade e proviamo a far chiarezza su alcune credenze che meritano di essere sfatate una volta per sempre.

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  1. Corsa e falsi miti: dolorini e acido lattico

Chi non ha sperimentato quei dolori diffusi a tutti i muscoli delle gambe con cui ci si sveglia all’indomani di un allenamento particolarmente severo? E quante volte l’abbiamo sentito dire che responsabile di quel fastidio è l’accumulo di acido lattico? Niente di più falso. L’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (DOMS, l’acronimo) è la conseguenza dei microtraumi e delle piccole infiammazioni che l’organismo subisce a causa di una sollecitazione a cui non è abituato. Il giorno dopo lo sforzo l’acido lattico è ormai smaltito da un pezzo: bastano due ore per assorbirne anche le più alte concentrazioni.

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  1. Corsa e falsi miti: per dimagrire, meglio camminare

Quando il nostro cuore è sottoposto a uno sforzo importante, come nel caso della corsa, trae prima dai carboidrati (più veloci all’utilizzo) che dai grassi l’energia per sostenere lo sforzo. Quando lo sforzo è facilmente sopportabile, invece, il metabolismo ha tutto il tempo per concentrarsi sui grassi. Ma allora perché correre per dimagrire, se camminando fatico meno e riesco a consumare più grassi? Semplice: perché non è solo consumando grassi che si dimagrisce. Il modo per perdere peso è bruciare più calorie di quante se ne assumono. E, a parità di tempo, chi corre consuma quasi il triplo delle calorie di chi cammina.

  1. Corsa e falsi miti: perdere peso sudando

Chissà se è un retaggio del secolo scorso, quando in tv imperversava la pubblicità di tute trasparenti che, grazie alla sudorazione, promettevano un dimagrimento strabiliante. Sta di fatto che non è raro vedere sportivi, anche in piena estate, sfoggiare tenute che anche in Alaska risulterebbero soffocanti. Questo perché per alcuni vale ancora l’equazione: più mi copro, più sudo, più dimagrisco. È vero il contrario: mentre coprendosi non si dimagrisce affatto, poiché non vi è alcuna componente grassa nel sudore, è semmai scoprendosi che si induce l’organismo a bruciare un maggior numero di calorie al fine di mantenere l’equilibrio termico.

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  1. Corsa per principianti: lo stretching anti-infortunio

Ne abbiamo già parlato a proposito dell’allenamento, consigliando quando è bene praticarlo. Ma non si può non annoverare tra le credenze più diffuse quella che considera lo stretching in grado di prevenire gli infortuni. Purtroppo non è confermato da alcuno studio che esercizi pure specifici prima della corsa mettano al sicuro muscoli e articolazioni. È invece assai utile lo stretching rieducativo, da praticare durante uno stop forzato prima di riprendere l’attività.

  1. Corsa per principianti: bere, bere, bere!

L’idratazione è uno dei pensieri più comuni per un runner (soprattutto in gara), perché restare a corto di liquidi può compromettere seriamente la propria prestazione. Ma la soluzione al problema non è quella di bere senza criterio, perché un consumo eccessivo di liquidi porta dritti all’inconveniente opposto, persino più limitante. L’iponatermia, ovvero la riduzione del livello di sodio nel sangue, si manifesta infatti con crampi, nausea, emicrania, perfino confusione mentale. Il consiglio è pertanto di non esagerare: bere circa 500-600 millilitri ogni ora di corsa, preferibilmente a piccoli sorsi, basta a garantire la giusta idratazione.

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  1. Corsa per principianti: la maratona può uccidere

Certo, il fatto che Filippide, il messaggero che per primo corse i 42 chilometri, sia morto subito dopo aver comunicato agli ateniesi la vittoria nella battaglia di Maratona, non gioca a nostro favore. Ma Filippide corse indossando una pesante armatura e non era certo preparato a questo tipo di sforzo. Intendiamoci, correre una maratona non è uno scherzo ed è bene che chi intende affrontarla sia sottoposto a rigorosi controlli medici. Ma non esiste studio che dimostri che correre per 42 chilometri sia tanto pericoloso. Il gran numero di infortuni, ritiri, malori che si registrano durante le maratone hanno più a che fare con la statistica che con la medicina. È come sconsigliare lunghi viaggi in auto perché in molte ore e chilometri di cammino la possibilità di guasti o incidenti è di gran lunga più alta. Basterebbe a convincervi a guidare solamente per il vostro quartiere?

Pubblicato il
10 mesi ago
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Lifestyle
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