Coppa d'Africa 2017

Coppa d’Africa 2017: locandina di un evento storico!

Coppa d’Africa 2017: curiosità, protagonisti e non solo sul torneo africano

Se vi state domandano il perché i vari Benatia, Ghoulam o Salah non saranno protagonisti nella canonica domenica del pallone, allora, sarete ben felici di scoprire che avete trovato la luce fuori dal tunnel e finalmente potete dare una risposta a tale quesito. Dicesi, la Coppa d’Africa 2017 e tutto, ora, è decisamente più chiaro, in quanto nel continente nero si è alzato il sipario sulla edizione numero trentuno di un torneo che di fascino ne ha parecchio. Per la cronaca, la prima Coppa d’Africa è andata in scena nel 1957 con l’Egitto nei panni del leone di turno, perché ad Il Cairo la coppa è sfilata per ben sette volte. Nozione che potrebbe aver trovato impreparati molti dei parrocchiani del pallone, ma quest’ultimi si riprendono prontamente in quanto l’ultimo ad averla alzata lo conoscono bene. Del resto, la fascia da capitano della Costa d’Avorio campione nella Coppa d’Africa 2015 era sul braccio di Yaya Touré per la gioia di Roberto Mancini che ha nel centrocampista del City una sorta di venerazione. No, il sogno poi non tanto misterioso dell’ex allenatore dell’Inter non ha messo piede in Gabon, poiché è proprio nella Repubblica Gabonese che il calcio è destinato ad essere protagonista da qui al 5 di Febbraio. Ecco, voliamo proprio in quell’angolo di Africa, in quanto non siamo degli eretici e qualche curiosità da sfoggiare al bar la vogliamo pur avere.

Quattro stadi per le quattro città della Coppa d’Africa 2017

Sette spose per sette fratelli è una di quelle pellicole che non si possono non conoscere, in quanto è dal lontano 1957 che ne sentiamo parlare, perché a Stanley Donen quel testo è uscito particolarmente bene. No, di passare di moda “non s’ha da fare”, motivo per cui anche in Gabon quel titolo calza a pannello. Dicesi, quattro stadi per quattro città, in quanto la Coppa d’Africa 2017 andrà in scena, guarda a caso, in quattro strutture tirate a lucido per l’occasione. Scontato che il primo ed ultimo atto avranno come cornice quella dello Stade d’Angondjé, perché situato nella capitale del Gabon, cioè Libreville. Per la cronaca, è un catino da quarantamila posti, mentre decisamente più piccoli sono gli altri tre. A Franceville nell’omonimo stadio di posti se ne contano 22.000, mentre entrambi da 20.000 sono le arene di Oyem e Port-Gentil. Sì, quattro stadi per trentadue partite della Coppa d’Africa 2017 che è partita questo sabato e vedrà l’ultimo atto il prossimo 5 Febbraio. Il tutto, ovviamente, a portata di telecomando, perché in Gabon non mancano le telecamere di Fox Sports che riprenderanno le partite sia delle 17.00 che delle 20.00. Sì, gli orari sono quelli, motivo per cui per chi fosse ancorato in ufficio avvisiamo che su Twitter #CoppadAfrica è una tendenza assicurata, mentre per i più coraggiosi ci si può avventurare nel sito della CAF. Avviso ai naviganti, due su quattro sono stati costruiti da imprese cinesi che hanno “regalato” questi impianti al Gabon per la Coppa d’Africa 2017 con i cambio dei favori sull’estrazioni di alcune materie prime che brillano assai.

Cartolina dallo stadio della finale!

Welcome to Gabon!

In principio la Coppa d’Africa 2017 con il Gabon non aveva nulla a che fare, perché la scelta della CAF era ricaduta su un altro angolo del vasto continente nero. Anzi, a dirla tutta il come si sia arrivati in Gabon è un qualcosa di assai particolare. Nel lontano 29 Gennaio 2011, infatti, la CAF aveva annunciato che sarebbe stato il Sud Africa ad avere questo privilegio, ma è stata costretta a rivedere tale decisione per via dello scoppio della guerra civile in Libia dello stesso anno. Per la cronaca, la Libia avrebbe dovuto organizzare quella del 2013, eppure l’instabilità politica ha portato i piani alti della CAF ad optare per il più classico degli scambi. Al Sud Africa l’edizione del 2013 ed alla Libia quella del 2017. Peccato, però, che nel 2014 in Libia la situazione era tutt’altro che lineare e dunque la CAF si è ritrovata nuovamente a cambiare i propri piani, così l’8 Ottobre 2015 dalla busta è uscito il nuovo nome vincente. Già, il Gabon si è legato alla Coppa d’Africa 2017, eppure nemmeno lui è esente dal caos.

La mascotte di questa Coppa d’Africa 2017!

Il Gabon, la Coppa d’Africa 2017 e un paese poco tranquillo!

No, non è passato inosservato che nella partita di inaugurazione della manifestazione si poteva ammirare più di un posto vuoto, eppure in campo c’erano i ragazzi di Camacho, cioè Les Panthères. Dicesi, un qualcosa di strano, ma nella Coppa d’Africa tutto può succedere. Peccato, però, che l’assenteismo di sabato con il calcio abbia poco a che fare ed è così quando nel mondo incantato del pallone entra a gamba tesa la politica. D’altronde, in Gabon a settembre hanno votato per eleggere il presidente della Repubblica e l’esito non è stato alquanto lineare con 5.594 voti che hanno fatto la differenza a favore di Ali Bongo. Per la cronaca, è il figlio di Omar Bongo che ha governato sul Gabon dal 1967 al 2009, motivo per cui la parola brogli accanto alle elezioni 2016 non stava poi così male. Proteste se ne sono viste con l’opposizione che ha ordinato di boicottare la Coppa d’Africa 2017. Radio Libreville parla di una capitale senza bandiere sui terrazzi o sui taxi, eppure di calcio se ne parla eccome.

Ali Bongo controlla i lavori di un particolare operaio…

Un cocktail, un preparatore dei portieri e la magia della Coppa d’Africa 2017!

Sì, di calcio se ne parla e anche parecchio per le vie della capitale della Repubblica Gabonese, ma non sono. No, il pallone è protagonista anche nei bar, perché se siete da quelle parti, allora, potete trovare il nome di un calciatore sulla lista dei cocktail. Già, Didier Ibrahim N’Dong ha questo privilegio anche se per sicurezza è sempre meglio ordinare una birra, eppure non è questa la curiosità più interessante legata a questa Coppa d’Africa 2017. No, il premio è tutto per Papa Massé Mbaye Fall. Dicesi, il secondo portiere della Guinea-Bissau, perché lui con il calcio professionistico non ha nulla a che vedere. Del resto, non è un professionista, in quanto non è altro che l’allenatore dei portieri del Polideportivo Aguadulce. Per la cronaca, è la squadra di Roquetas de Mar, centro di circa novanta mila anime in provincia di Almeria che è balzato alla cronaca di tutto il mondo grazie ad un ragazzo di trentuno anni. Bravo lui!

Look sobrio per il giocatore del Gabon!

In Gabon si parla italiano, ma non troppo!

La Coppa d’Africa 2017 è una manifestazione che fa sorridere tutti i devoti del pallone, perché avere partite tutti i giorni è sicuramente un motivo per cui gioire. La pensano diversamente, invece, tutti gli allenatori dei principali campionati europei, in quanto hanno visto salpare per il Gabon diversi dei loro elementi. Già, a farla da padrona è soprattutto la Premier League, visto che ha “prestato” alla manifestazione ben ventuno giocatori, mentre in Germania il peso della Coppa d’Africa 2017 è quasi nullo. Del resto, sono solo sette gli elementi che hanno salutato il freddo teutonico per abbracciare il caldo africano, ma tra questi c’è una figura di spicco. Dicesi, quel Pierre-Emerick Aubameyang che sicuramente rimpiangeranno sotto il muro giallo in quel di Dortmund. Piange meno la Liga con i suoi dieci calciatori, mentre la Serie A ne ha forniti alla causa ben tredici. Sì, il nostro campionato è il secondo alle spalle dei maestri inglesi con Juventus, Udinese e Napoli con due giocatori a testa. Sarri, infatti, perde due pilastri della sua difesa come Koulibaly e Ghoulam, mentre Benatia e Lemina sono coloro a cui deve rinunciare Allegri. Badu e Wague, invece, faranno a meno dell’italiano particolare di Delneri. Nella capitale non ci saranno Salah e Keita, mentre a Bergamo non si vedrà Kessié. Acquah non avrà Mihajlovic come allenatore per qualche settimana, così come Taider non vedrà i riccioli brizzolati di Roberto Donadoni, mentre chiudono il conto degli “italiani” Mesbah e Gakpe. Nota a parte merita Hector Cuper, perché l’Hombre vertical sarà alla guida dell’Egitto nel tentativo di regale l’ottava meraviglia a I Faraoni. Insomma, staremo a vedere, in quanto questa Coppa d’Africa 2017 è assai intrigante.

Cuper nell’atto di predicare calcio agli egiziani!

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2 mesi ago
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Sport
Paolo Nicoli

paolo-nicoliIl pallone è uno dei miei migliori amici, proprio come per il grande Oliver Hutton. Solo che a lui gli ha salvato la vita, mentre a me l’ha resa più emozionante.
Allevato nella periferia di Bergamo a pane e calcio, ho imparato a leggere non sui libri o sulle favole, ma sul rosa della Gazzetta. Mia madre, per tenermi fermo, mi parcheggiava davanti al televisore con la cassetta della finale Milan- Steaua Bucarest del 1989. Ho cullato il sogno di diventar giornalista sportivo fin dai banchi di scuola, dove riempivo le pareti con “La Gazzetta di Paolino”, un simpatico foglio di commento alla giornata di campionato. Venero Federico Buffa. La domenica consumo il sacro rito: salamella e partita. In America direbbero che ho contratto la “disease” da soccer.

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