BuzzNews > Lifestyle > Con ruoli e impegni diversi, donne protagoniste nel 2016

Con ruoli e impegni diversi, donne protagoniste nel 2016

Diverse le generazioni, le provenienze, le professioni: sono le donne protagoniste nel 2016.

Audaci e fragili, coraggiose e tenere ma sempre protagoniste, combattenti ogni giorno: Donne, ogni volta.

Purtroppo, in queste ultime ore, tra queste donne protagoniste nel 2016 ve n’è una che mai avremmo voluto ricordare, per tali motivi, è la giovane Fabrizia Di Lorenzo, 31enne vittima dell’attentato ai mercatini di Natale a Berlino avvenuto lunedì scorso, 19 dicembre. Fabrizia si è aggiunta nelle ultime 24 ore – la conferma della sua morte è stata annunciata ieri mattina (22 dicembre), dal ministro Alfano – nella lista delle vittime. Ricordiamo Fabrizia Di Lorenzo  – e in lei tutte le vittime di quest’anno – nel cordoglio espresso dal premier Gentiloni in un tweet: «L’Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia».

tweet-premier-gentiloni-cordoglio-morte-fabrizia-di-lorenzo-vittima-attentato-berlino-19-dicembre-2016

tweet-premier-gentiloni-cordoglio-morte-fabrizia-di-lorenzo-vittima-attentato-berlino-19-dicembre-2016

Le donne protagoniste di questo anno che volge al termine: da Bebe Vio a Hillary Clinton, da una parte all’altra dell’Atlantico, vincitrici o vinte queste donne hanno fatto la differenza nel 2016. Sono state protagoniste nel loro ruolo. Non è una classifica, né una lista di buone e cattive. Sono donne con età diverse tra loro e con altrettante esperienze professionali diverse. Possiamo immedesimarci o prenderne le distanze, perché se ci sono piaciute in un modo o in un altro ci ispirano, al contrario sappiamo trarne una lezione.

«Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione» – A tutte le donne, Alda Merini

Donne sempre al centro della scena: in un ruolo di comando o su un podio da trionfo. O un barcone di migranti. Donne soldato, donne in politica, nella scienza, nella cultura, nell’arte, nello sport: donne, mamme, mogli, figlie: donne stupende perché non importa cosa facciano per vivere e quanto guadagnino, restano sempre in piedi dopo ogni battaglia.

Bebe Vio, la campionessa  – Oro Paraolimpiadi di Rio

bebe-vio-oro-paraolimpiadi-rio

bebe-vio-oro-paraolimpiadi-rio

Università, lavoro e una casa tutta per sé, sono gli obiettivi della campionessa paraolimpica di scherma, Beatrice – Bebe Vio – per l’anno che verrà. Appena 18 anni – oro olimpico al fioretto femminile, categoria B a Rio – piccola quanto uno scricciolo ma potente quanto un gigante: un vortice travolgente la sua grinta, uno squillo di campane a festa la sua voce e la luce dei suoi occhi che traboccano entusiasmo oltre ogni ostacolo. Bebe Vio per noi è certamente tra le donne protagoniste del 2016 perché il suo podio – che vale Oro – ci da orgoglio ma soprattutto ci insegna – e teniamolo a mente ogni giorno – che niente e nessuno ci può e ci deve mettere al tappeto. Nessuno può dirci fin dove arrivare e Bebe Vio lo ha dimostrato gettando non solo il cuore oltre l’ostacolo ma sfidando i limiti della sua disabilità fisica causati da una meningite contratta da bambina – nel 2008 – e costringendola inizialmente su una sedia a rotelle per la malattia fulminante le aveva colpito gli arti, in seguito amputati. Ma si è rialzata – protesi, terapie, interventi – ha lottato e vinto. «Il 2016 è stato bellissimo e mi ha regalato emozioni straordinarie come quelle vissute a Rio. Ma il prossimo anno non sarà assolutamente noioso, perché l’obiettivo per me sarà crearmi una vita oltre lo sport», ha detto la campionessa in una sua recente dichiarazione, al termine della cerimonia di consegna dei Collari d’Oro al Salone del Coni. «L’anno post-olimpico è sempre l’anno delle sorprese – ha proseguito Bebe  – ed a livello personale non vedo l’ora di cominciare a fare una vita più normale. Vado a vivere da sola e inizierò a lavorare». Intanto risuona ancora forte la eco del suo urlo liberatorio lanciato dopo la conquista dell’Oro di Rio, la scorsa estate. Fragile, certo ma potente e perseverante Bebe Vio, imbattibile – podio ai Mondiali 2015 e gli Europei 2016 – è ‘Oro’ vivo. Ah, si, non trascurabile il selfie ‘rubato‘ con il presidente americano uscente – 20 gennaio 2017 – Barack Obama.

 

Hillary Clinton, la sconfitta alle Presidenziali Usa 2016

hillary-clinton

hillary-clinton

Anche l’ex Segretario di Stato ed ex candidata alla Casa Bianca, Hillary Clinton è di certo una delle maggiori donne protagoniste del 2016. Sconfitta dopo aver condotto la lunga ed estenuante campagna elettorale contro lo sfidante, l’attuale presidente Usa, Donald Trump, la Clinton ha saputo con tenacia ed entusiasmo – sebbene quest’ultimo si sia poi spento del tutto dopo i risultati elettorali – tener testa ad ogni dibattito. Vincente ai tre infuocati faccia a faccia contro Trump, ha resistito e sembrava avere oramai la vittoria per sé – nonostante qualche scaldalo, vedi il ‘mailgate‘ e le inchieste dell’Fbi – ma alla verità dei fatti sanciti dal voto dell’8 novembre – Elezioni Usa – Hillary Clinton ha perso le elezioni Usa.

Ci auguriamo che la Clinton continui a condurre tutte le sue battaglie per far valere i diritti dei più deboli, i diritti di donne e bambini. Anche da avvocato, infatti, la democratica Hillary Clinton è sempre stata a favore di una politica che puntasse soprattutto ad estendere il diritto dell’istruzione e della salute a favore di una sempre più ampia fascia di popolazione. Ha perso le Elezioni Usa 2016 ma auspichiamo non abbia perso lo spirito che l’ha sempre fatta combattere a favore degli altri: Hillary Clinton resta, dunque, sul podio delle donne che sono state sulla scena politica internazionale di questo 2016 che volge al termine.

Maria Elena Boschi, Meb da ministro a sottosegretario

maria-elena-boschi

maria-elena-boschi

Ex Ministro per le Riforme, da poco più di una settimana Sottosegretario col neo Governo Gentiloni Silveri, Maria Elena Boschi è tra le donne protagoniste nel 2016. Sua la maternità del Ddl ‘Boschi’ – appunto – sulla riforma della Costituzione Italiana. Proposta bocciata il 4 dicembre scorso con una valanga di ‘No’ al Referendum costituzionale. Bocciatura che, come sappiamo, ha sancito la fine del Governo di Matteo Renzi, dimessosi nella notte tra il 4 ed il 5 dicembre. Lui è andato via, al momento, è uscito dalla scena politica (resta il segretario nazionale del PD), lei, la Boschi, dopo un velocissimo giro di poltrone invece è rimasta salda nel nuovo Governo Gentiloni Silveri occupando la poltrona di Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con le funzioni di segretario del Consiglio (con il premier Gentiloni Silveri, il ministero della Boschi è stato eliminato).

 

Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute – #Fertilityday

Beatrice-Lorenzin

Beatrice-Lorenzin

Lei, come la collega Maria Elena Boschi è sopravvissuta allo tsunami politico che di recente ha spazzato via i mille giorni – tanto è durato – del Governo Renzi. Mantiene il ministro Beatrice Lorenzin, però, la stessa poltrona del dicastero, quello del ministero della Salute. La ricordiamo in questa breve lista tra le donne protagoniste nel 2016, in particolare per una sua campagna che si proponeva di ricordare alle donne che ‘il tempo’ passa e l’orologio biologico ‘din-don’ scade. Ricordiamo il ‘Fertility Day‘, giornata nazionale di informazione e formazione sulla fertilità che si proponeva di porre in luce il ‘prestigio della maternità‘. Sarà ma l’effetto sortito dagli italiani, le italiane, soprattutto è stato l’opposto ed è sui social che si è consumata una guerra contro la Lorenzin e il suo #FertilityDay. La campagna ha dilagato sui social – Fb e Twitter – generando per lo più reazioni negative, vuoi anche per la scelta di certi slogan tipo: ‘Sbrigati, non aspettare la cicogna’, ‘La fertilità è un bene comune’. Ma deve essere stato lo slogan ‘La bellezza non ha età. La fertilità sì‘ seguito dall’hashtag #fertilityday a far sbroccare le donne – in migliaia, eccezion fatta per poche. Attacchi trasversali, dall’universo femminile a quello della politica per l’iniziativa che in molti ha richiamato ad un severo ammonimento. Una campagna che, hanno sottolineato in tanti, non ha tenuto in considerazione che la maternità non è solo una questione legata all’orologio biologico ma – ahimè – anche dal punto di vista lavorativo e dunque economico, le donne, infatti, non si sentono ancora tutelate in primis dal Governo. Ecco, dunque, che se proprio da un ministro, tra l’altro, donna arriva loro una strigliata d’orecchie ..

Maria Grazia Chiuri, la prima donna al timone della maison Dior

maria-grazia-chiuri-nuovo-direttore-creativo-dior

maria-grazia-chiuri-nuovo-direttore-creativo-dior

Direttore creativo alla guida della pregiata maison Dior. Maria Grazia Chiuri, una femminista, è la prima donna a salire sul trono di uno dei marchi più prestigiosi del pianeta della moda e non solo. Un incarico conquistato con merito, professionalità alla direzione artistica di un mostro sacro dell’houte couture francese. Tre donne le protagoniste nel 2016. Con arte, mestiere e maestria la Chiuri ha preso in mano le redini di un marchio sì di stile ma che stava perdendo a poco il suo smalto proprio a causa di una certa distanza, di un fin troppo algido atteggiamento: senza togliere via la personalità della storica maison, Chiuri l’ha rivisitata, spogliata dalla supponenza, rivoluzionata nel tono dandole nuovo stile. Un mood femminile ma con una valenza emancipatrice, del resto lei stessa si definisce una femminista. Annoverata tra le donne più influenti del 2016 dal Financial Times, Maria Grazia Chiuri ha dichiarato al quotidiano londinese, «La femminilità è mutevole, non si deve restare costretti in un unico modo di essere. La moda è dialogo con le altre donne». La stilista prima di assurgere a questo incarico era co-direttore creativo della maison Valentino.

Theresa May, premier britannico, prima di lei solo lady Thatcher

Theresa-May-primo-ministro-regno-unito-getty-images

Theresa-May-primo-ministro-regno-unito-getty-images

Nel 2010 è stata nominata ministro dell’Interno dal premier David Cameron. Con la Brexit – l’uscita del Regno Unito dalla Comunità europea sancita dal referendum – Cameron si è dimesso e ironia della sorte a rivestire il suo incarico nella sede di Downing Street è stata proprio lei, Theresa May, il nuovo primo ministro del Regno Unito. E’, dunque, la seconda donna al Governo – prima di lei c’era stata solo Margareth Thatcher, la soprannominata lady di ferro. La regina Elisabetta le ha conferito l’incarico a Buckingham Palace. Theresa May il nuovo premier del Regno Unito è una delle donne protagoniste nel 2016. La May, 59 anni, ha davanti a sé un compito arduo: non solo mettere in moto la Brexit (contro la quale lei, euroscettica, si è battuta) e ricucire la profonda divisione nel Paese. L’ex ministro dell’Interno del governo conservatore guidato da Cameron, Theresa May entra a Downing Street tre settimane dopo il voto dei britannici per uscire dall’Ue.

Jo Cox, parlamentare laborista uccisa da un estremista di destra

Jo-Cox-parlamentare-labourista-assassinata

Jo-Cox-parlamentare-labourista-assassinata

Parlamentare laborista uccisa – con 14 coltellate – lo scorso giugno da un estremista di destra negli ultimi giorni prima del referendum britannico sulla Brexit. Jo Cox, era mamma di due bambini, si era laureata a Cambridge. La sua ascesa in politica è stata sempre caratterizzata dal suo impegno verso i più deboli e le politiche di immigrazione. Lo stesso suo discorso di insediamento lo sottolinea: «La regione che rappresento è stata profondamente arricchita dall’immigrazione, sia che si tratti di cattolici irlandesi o di musulmani provenienti da Gujarat in India o dal Pakistan. Mentre noi celebriamo la nostra diversità, quello che mi sorprende di volta in volta quando giro in quei territori è che siamo molto più uniti e abbiamo tante cose in comune l’un l’altro, molto più di quelle che ci dividono». La giovane parlamentare, Jo Cox è una della donne protagoniste nel 2016. In passato la deputata già si era occupata di temi legati al conflitto siriano e della questione migranti, sempre dalla parte dell’accoglienza. Schierata a favore dell’intervento militare britannico in Siria, in aperto dissenso con il leader del suo partito, Jeremy Corbyn. La Cox, in passata aveva anche lavorato per Oxfam e Save the Children. L’ultimo dei suoi tweet scriveva contro Brexit: «L’immigrazione è una preoccupazione legittima ma non è una buona ragione per lasciare l’Europa».

Latifa Ibn Ziaten, madre coraggio impegnata nel dialogo interreligioso

Latifa-Ibn-Ziaten-combatte-contro-terrorismo

Latifa-Ibn-Ziaten-combatte-contro-terrorismo

Francese, madre di un militare ucciso da un jihadista, terrorista fondamentalista, a Tolosa nel 2012. Latifa Ibn Ziaten a seguito dell’assassinio del figlio ha creato un’associazione per la tutela dei giovani che crescono nelle periferie disagiate francesi. Uno spazio ed un luogo dove proprio lì dove è più facile per i terroristi arruolare giovani e bambini. Latifa Ibn Ziaten, per il suo coraggio, il suo costante impegno per combattere il terrorismo è una delle donne protagoniste nel 2016. Premiata in America ‘Women of Courage‘, per il suo impegno nella lotta contro la radicalizzazione dei giovani. Come le altre tredici madri coraggio, ognuna di diversa nazionalità, decorate dalla diplomazia americana, Latifa, francese e musulmana praticante di origine marocchina, si è distinta – recita la motivazione – ‘in questi anni per la forza con la quale è riuscita a salvare moltissimi giovani, andando nelle scuole, nelle prigioni, nelle associazioni, nelle case e nelle strade per promuovere il dialogo interreligioso e combattere quelle che chiama le “tentazioni estremiste‘. «Non bisogna cedere alla paura, se si ha paura non si fanno passi avanti. E’ questo che vogliono i terroristi. Fino a quando avremo paura, loro guadagneranno terreno», ha risposto Latifa, che l’11 marzo scorso è stata anche insignita della Legion d’onore.

 

Donne migranti e i loro bambini

donne migranti

donne migranti

La vita sul filo d’acqua tesa in un barcone. O con i piedi nudi bruciati dalla polvere dei chilometri. Di queste donne – e sono davvero tante, non potremmo neanche volendo elencare una ad una i loro loro nomi e le loro storie sebbene lo meriterebbero tutte – sono pieni i barconi e i confini tra Paese e l’altro, che pagata la tangente, in termini economici e fisici perché anche stuprate, tentano per loro e con i loro bambini di approdare in una terra che dia loro nuova vita. Non importa con quale mezzo: a piedi, per mare, queste donne si lasciano l’inferno alle spalle con l’unica speranza di vivere – con dignità – ovunque riescano ad arrivare. Qui in Italia o da un’altra parte. Ovunque ma via dalla morte, dalla fame, dalla guerra, dalla violenza, dagli stupri, dalle botte dei loro compagni, dalla sofferenza, dalle ingiustizie, dalle atrocità umane. Donne la cui dignità è stata annientata, ogni diritto negato. Cercano asilo politico ma prima di tutto queste donne hanno bisogno che venga riconosciuto loro lo status di persona, di essere umano. Tutte queste per noi sono donne protagoniste nel 2016.

Fabrizia Di Lorenzo, vittima dell’attentato a Berlino, 19 dicembre 2016

fabrizia-dilorenzo-vittima-attentato-berlino-mercatini-di-natale

fabrizia-dilorenzo-vittima-attentato-berlino-mercatini-di-natale

Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, originaria di Sulmona ma residente a Berlino oramai da diversi anni –  è lei l’italiana morta nella strage dei mercatino di Natale  avvenuta questo lunedì 19 dicembre – attentato terroristico in seguito rivendicato dall’Isis. La giovane Fabrizia, considerata inizialmente solo una dei tanti dispersi, in seguito al ritrovamento del suo cellulare sul luogo dell’attentato, è purtroppo rimasta uccisa nell’attacco. A darne notizia di conferma è stato il Ministro degli Esteri Angelino Alfano ieri mattina: «La magistratura tedesca ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai c’è la certezza che, fra le vittime, c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo. Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore», ha detto il responsabile della Farnesina. Il cordoglio del premier Gentiloni in un tweet: «L’Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia».

Immediato il ricordo espresso in una nota del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La notizia della identificazione di Fabrizia Di Lorenzo tra le vittime della strage di Berlino conferma i peggiori timori dei giorni scorsi. Il dolore per la sua morte è grande. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all’estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese».

Franca Sozzani, la donna più importante nella moda in Italia e nel mondo

franca-sozzani-direttore-vogue-italia

franca-sozzani-direttore-vogue-italia

Franca Sozzani, era senza ombra di dubbio ‘la persona più importante nella moda italiana e una delle più importanti al mondo‘, scrive il Post. E’ morta a Milano a 66 anni, ieri pomeriggio, 22 dicembre. La Sozzani purtroppo era malata da tempo di cancro, non ce l’ha fatta a celebrare il suo prossimo compleanno, il 20 gennaio. La sua scomparsa, il suo ruolo nell’intero universo della moda e del fashion system la pongono senza dubbio tra le donne protagoniste nel 2016. Direttrice dell’edizione italiana di Vogue dal 1988, rendendo la celebre rivista patinata molto più di un giornale di foto e marchi di lusso, Franca Sozzani ha reso Vogue una delle riviste di moda più influenti al mondo, preceduta soltanto dalla sua edizione americana diretta da Anna Wintour. Nel corso degli anni Franca Sozzani era diventata responsabile di tutte le riviste che gravitano attorno a Vogue, influenzando profondamente il mondo della moda. Dalle pagine dei magazine da lei diretti sono nati e divenuti famosi fotografi del calibro di Bruce Weber, Peter Lindbergh, Ellen von Unwerth e Paolo Roversi, sempre la Sozzani ha valorizzato molti stilisti importanti della moda italiana, da Gianni Versace a Giorgio Armani, di cui era diventata anche molto amica. Franca Sozzani ha lanciato modelle e stilisti emergenti, tante top model e giovani firme devono a lei la loro carriera.

 

Maria Teresa di Calcutta
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Donne protagoniste nel 2016 che sta per terminare. Avremmo voluto chiudere la lista delle donne protagoniste nel 2016 diversamente ma diversamente la vita, ogni volta, ci pone davanti realtà che non sempre ci piacciono. A volte un po’ meno, a volte realtà inaccettabili, come le morti assurde e atroci degli attentati. Ma parlando di donne protagoniste, forti, combattenti, coraggiose e temerarie – vanno spesso controcorrente pur di affermare e far valere un ideale globale – ogni giorno, che per una causa, un credo, un progetto più grande di loro affrontano qualunque avversità – fisiche, politiche, economiche, di genere, sociali ed umane – vincendo ogni volta. Molte di loro – questo è solo un piccolo elenco – consapevole che ve sono molte di più, di donne che hanno avuto tenacia e convinzione, distinte, in ogni modo in questo anno diventando le protagoniste.

 

 

 

 

Pubblicato il
11 mesi ago
Categorie
Lifestyle
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *