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Charlie Chaplin: 5 curiosità per l’anniversario della nascita

Charlie Chaplin: esattamente il 16 aprile del 1889 nasceva a Londra il genio comico più amato del Novecento.

Nonostante il passare degli anni, è impossibile rimuovere dalla nostra memoria le tracce del ricordo di chi ha lasciato nel nostro immaginario un’impronta indelebile. E’ il caso del grandioso cineasta Charlie Chaplin che, a distanza di 126 anni dalla sua nascita e di 38 dalla sua morte, ancora oggi riesce a mantenere vivo l’interesse di tutti noi attraverso indimenticabili capolavori cinematografici quali:Il Monello, “La Febbre dell’oro, Luci della città, Tempi moderni o Il grande dittatore.

Charlie Chaplin: nel giorno dell'anniversario della sua nascita, ricorda l'artista con le curiosità che ti riveliamo

Charlie Chaplin: nel giorno dell’anniversario della sua nascita, ricorda l’artista con le curiosità che ti raccontiamo

Un’opera, quella di Charlie Chaplin, che si è fatta portatrice sana di valori e sentimenti senza tempo, quali la dignità, l’integrità morale e la solidarietà tra gli uomini contro il muro dell’indifferenza, del conformismo, dell’emarginazione, dell’oppressione e della modernizzazione coatta, nonché dell’ipocrisia della società medio-borghese. Un’opera grazie alla quale l’artista per decenni ha intrattenuto e trattenuto attaccati allo schermo grandi e piccini affezionati al suo celebre alter ego Charlot, espressione di una fusione perfetta di comicità e pathos, di satira e polemica sociale.

È quindi doveroso, in questa giornata, avere un pensiero per Charlie Chaplin, ovvero per colui che, facendo della sua massima “un giorno senza sorriso è un giorno perso” la missione della sua vita, ha scelto di dedicarsi a donare risate ed emozioni attraverso la magia della settima arte.

Charlie Chaplin: una scena de "L'emigrante". Scopri di più sul personaggio di Charlot

Charlie Chaplin: una scena de “L’emigrante”. Scopri di più sul personaggio di Charlot

Charlie Chaplin: buon compleanno Charlot!

Quando si parla di Charlie Chaplin è impossibile non sovrapporre all’istante la sua immagine a quella di Charlot, personaggio che ha conquistato innanzitutto l’America con le sue avventure comiche e le gag da slapstick, rendendo il suo autore un’indiscussa icona del XX° secolo. Doppio incantevole del cineasta, Charlot incarna alla perfezione la sua poetica del vagabondo e porta con sé un duplice messaggio. Da una parte l’espressione della speranza e delle aspettative dipinte sul volto dell’emigrato nell’omonimo film del 1917, a rappresentare il sentimento condiviso da tutti gli esuli che arrivarono nel Nuovo Mondo sul finire del XIX° secolo in cerca di fortuna. Dall’altra la mesta accettazione di un destino da emarginato che il piccolo, grande, ingenuo tramp anarcoide trasmette, trascinandosi con la sua camminata ondeggiante e le sue scarpone consumate su per la strada, con il suo buffo baffetto, la celeberrima bombetta, lo sguardo disincantato e malinconico, il vestito di una taglia più grande e il bastone di bambù, schiacciato dal peso del bagaglio pieno di sogni disillusi che si porta appresso.

Impossibile non volergli bene.

Charlie Chaplin: 5 curiosità per ricordarlo.

Charlie Chaplin: buon compleanno Charlot!

Charlie Chaplin: buon compleanno Charlot!

  1. L’enfant prodige

Charlie inizia a calcare le scene a cinque anni, cantando una canzone da music-hall al posto della madre malata. E’ la sua infanzia disagiata e indigente a legarlo al mondo dello spettacolo che si rivelerà per lui ancora di salvezza. A 17 anni lavora già in maniera stabile con la compagnia di Karno, famosa per la messinscena di commedie leggere; a 24 debutta sullo schermo nella parte di un damerino inglese nel film Charlot giornalista e a 30 fonda la United Artists Corporation con Fairbanks, Pickford e Griffith, grandi nomi del cinema muto.

  1. I mille volti di Charlot

Charlie Chaplin inaugura l’era di Charlot nel 1914 con il corto “Kid auto races in Venice”, ma è dal 1918 che incomincia per lui il periodo d’oro prima con i mediometraggi come “Charlot soldato” o “Il Pellegrino”, per poi proseguire con i lungometraggi come “Il monello” fino a “Luci della città”. Ma l’avvento del sonoro sarà scioccante e doloroso, oltre a rappresentare una battuta d’arresto per Chaplin-Charlot da sempre abituato ad esprimersi con il linguaggio del corpo e la mimica.

Durante la sua carriera Charlot ha fatto di tutto: marinaio, cameriere, pompiere, pittore, facchino, panettiere, usuraio e perfino pugile, ballerino e pattinatore.

  1. L’emarginazione dallo schermo alla realtà

Beniamino del pubblico riconosciuto pressoché unanimamente come vero e proprio monumento della storia del cinema, Chaplin non viene risparmiato per questo dalla crociata maccartista contro i filocomunisti di Hollywood che lo costringerà ad esiliarsi in Svizzera, dopo essersi visto negare il visto per il ritorno da Londra, dove si reca nel 1952 per la prima di “Luci della ribalta”. Ritornerà negli USA soltanto nel 1972, per ritirare ad Hollywood l’Oscar assegnatogli per “l’incalcolabile contributo dato alla trasformazione del cinema nell’arte del nostro secolo”.

Charlie Chaplin: un fotogramma de "Il Monello"

Charlie Chaplin: un fotogramma de “Il Monello”

  1. Una tempestosa vita sentimentale

Il gossip non risparmia neanche un artista come lui. Spesso additato per la sua inclinazione verso donne molto più giovani, Chaplin si sposerà ben 4 volte, dopo la relazione con la sua attrice più famosa Edna Purviance. Convola a prime nozze con M. Harris appena sedicenne e altrettanti ne ha L. Grey sposata quando l’artista ne ha già 35. Successivamente, prenderà in moglie a 44 anni la diciannovenne Goddard e a 54 la diciottenne Oona O’Neil, figlia del celebre commediografo.

  1. Un singolare aneddoto

Un giorno Charlie Chaplin fu ospite in un lussuoso albergo negli Stati Uniti. All’atto pratico di compilare il registro dei viaggiatori in cui figuravano diversi nomi illustri, si accorse che la tendenza generale era di firmarsi pressappoco così: “Il principe X e il suo seguito”; “la baronessa Y e il suo seguito”; “il marchese Z e il suo seguito”. Allora decise di adeguarsi e si registrò così: “Charlie Chaplin. Il seguito a domani”.

 A domani, ma anche ai giorni che verranno dopo e dopo ancora, aggiungiamo noi. Perché Charlie Chaplin e il suo ricordo vivranno per sempre.

 «… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!»

Charlie Chaplin

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Pubblicato il
3 anni ago
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Daniela Argentino

Daniela.jpgNata a Milano, figlia della maledetta primavera di Chernobyl e fatta della stessa sostanza di Bridget Jones, nella vita mi alleno a sdrammatizzare e a praticare la tragicommedia esistenziale tra le righe del blog Il Foglio Rosa. Fin da bambina gioco con le parole per evitare che le parole si prendano gioco di me, perciò dopo la laurea in Beni Culturali e l’esperienza come press office, ho deciso che da grande farò la scrittrice. Affamata di cinema, comunicazione e social media, mi nutro soprattutto di musica e sono una consumatrice compulsiva di indie-rock, britpop e new wave. Tim Burton-addicted ai limiti dello stalking, mantengo la mia fedina penale pulita distraendomi con le pellicole di Truffaut, Vittorio De Sica e Wes Anderson. Oltre alla scrittura, ho un altro sogno nel cassetto: promuovere la cultura e gli artisti emergenti. Speriamo solo non mi rubino il comodino.

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