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Cerchi e forme circolari: perché li preferiamo? La scienza ce lo spiega

Il cerchio: come mai ne siamo tanto affascinati?

Cerchi o quadrati: qual è la vostra forma preferita? Forse non vi sarete mai posti il problema, ma gli studiosi sì. E la loro teoria è che le forme circolari sono le più apprezzate. E sì, hanno anche scritto pagine e pagine per illustrare le teorie scientifiche che supportano questa tesi.

Non solo gli esperti di scienza si sono occupati di questa materia, ma anche un designer, Manuel Lima. Nel suo libro The book of circles dà il suo contributo nello spiegare il perché i cerchi ci attraggono così tanto.

I cerchi secondo Manuel Lima

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Credit: Manuel Lima

Il magazine WIRED descrive Lima come “colui che trasforma i dati e le informazioni in arte”. Con il suo ultimo libro, l’artista, sembra incarnare alla perfezione la definizione.

In The book of circles Lima illustra le ragioni che stanno alla base del perché i cerchi sono così diffusi nel’’ambiente che ci circonda e del perché li amiamo. Secondo l’autore il cerchio è un simbolo che accompagna l’uomo fin dall’antichità.

Nel volume ha raccolto 300 esempi di cerchio a sostegno delle sue teorie. Mette a confronto forme circolari del passato con altre contemporanee. Già 40.000 anni fa i nostri antenati disegnavano cerchi nelle grotte.

I motivi di questa fissazione per i cerchi? Lima, data la sua formazione, è ben conscio del fatto che i cerchi e le forme curvilinee sono presenti da sempre nel mondo dell’arte, nell’urbanistica, negli oggetti che ci circondano, nel design. Il cerchio quindi piace perché associato al concetto di bello, ma la preferenza per tale forma è sostenuta anche da teorie scientifiche.

La scienza spiega il perché del successo dei cerchi

La prima teoria ci riporta ai retaggi ancestrali. I nostri progenitori apprezzavano le forme curvilinee presenti in natura in quanto ritenute rassicuranti. Quelle spigolose o angolari venivano associate al pericolo. Avete presente la forma dei dentoni degli animali preistorici? Probabilmente anche noi siamo d’accordo con questa percezione delle forme.

La massiccia presenza di cerchi e profili curvilinei in natura si è così impressa nella mente umana tanto da condizionarla e riproporsi negli oggetti creati dall’uomo. Inoltre, il cervello sarebbe più incline a riconoscere forme circolari e ad apprezzarle rispetto ad altri tipi di sagome.

Un’altra teoria fa riferimento all’osservazione delle espressioni facciali. Quelle che rimandano alla gioia, all’allegria o alla felicità riportano a forme circolari. Sentimenti quali rabbia e similari riconducono invece a forme triangolari. A supportare questa affermazione ci sarebbe anche un altro fatto: amiamo il viso paffuto e sorridente dei bambini. Perché? Ecco: ricorda una forma circolare.

Ma come la mettiamo con le emoticon onnipresenti nei messaggi scambiati tramite smartphone? Tutte le faccine, anche quelle arrabbiate e infuriate sono rotonde. Che siano l’eccezione alla regola?

I cerchi: simbolo di bellezza e perfezione

Manuel Lima e gli scienziati contemporanei non sono di certo i primi ad essere stati colpiti dalle forme circolari e dalla loro costante presenza nel mondo.

Pensando alle grandi menti del passato, come non collegare i cerchi a due grandissimi artisti italiani? Giotto e Leonardo.

Il mito della “O” di Giotto è noto pressoché a tutti: l’abilità e perfezione dell’artista fiorentino nel disegnare a mano libera un cerchio perfetto su di una tela. Un gesto dall’apparenza facile e veloce da realizzare, ma avete mai provato a ricreare un cerchio perfetto senza l’aiuto del compasso o altri escamotage? Giotto con questo semplice esercizio di maestria si guadagnò la stima di papa Bonifacio VIII e la commissione del suo ritratto. Gli studenti dei licei artistici o gli amanti del disegno sanno quanto sia arduo arrivare ad un risultato anche solo lontanamente paragonabile a quello di Giotto.

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Credit: Verbera – pixabay.com

Cosa collega Leonardo da Vinci ai cerchi? L’Uomo vitruviano, la famosissima opera conservata a Venezia. Cos’ha di tanto enigmatico ed affascinante questo disegno? Rappresenta la perfezione in varie sfumature. La perfezione del corpo umano, con le proporzioni ideali, inserito all’interno di due forme geometriche perfette: il cerchio, appunto, ed il quadrato.

I cerchi più famosi al mondo

Osservando la realtà che ci circonda, non sarà difficile notare anche oggi quanti sono i rimandi alle forme circolari. Dalle semplici monetine tintinnanti nel portafogli, ai cartelli stradali. Ma quali sono i cerchi più famosi al mondo che conosciamo?

I cerchi olimpici. Ci avete mai fatto caso? Perché è stata scelta proprio quella forma e non un’altra per il simbolo delle Olimpiadi?

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Credit: Jabberocky

Gli appassionati di UFO ed alieni assoceranno immediatamente i cerchi ai famosi crop circles. Disegni circolari elaborati e precisi che compaio magicamente nei campi di grano. Opera di creature provenienti da altri pianeti?

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Credit: Diego Delso

Le affascinanti e incredibili linee di Nazca, in Perù, rimandano anch’esse ai cerchi. Visibili solo dall’alto, come sono state realizzate dalla popolazione locale, e cosa rappresentano? I geoglifi più antichi risalgono al 300 a.C.

Anche il cerchio di Itten, il disco cromatico che classifica i colori e le loro sfumature, è appunto un cerchio.

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Credit: Deborah – flickr.com

E avete mai fatto caso a quando scarabocchiate su di un foglio senza pensare? La maggior parte delle volte disegnate cerchi e spirali. Questa è doodle art o doodling, forma di espressione creativa che sta spopolando tra i giovanissimi e non solo. Cos’è la doodle art? Non stiamo facendo riferimento alle versioni speciali del logo di Google, ma ai disegni  realizzati in modo del tutto libero come rimedio contro lo stress quotidiano e per rilassarsi. Quasi sempre si parte da una forma circolare e la si sviluppa su tutta la superficie di un foglio. Capolavori o no, anche questi disegni hanno un loro perché.

E l’ultimo cerchio noto a chiunque è quello più importante: il cerchio della vita. Per tutti le stesse tappe, ma ognuno col proprio viaggio distintivo, che si apre e chiude formando un cerchio perfetto.

Pubblicato il
1 settimana ago
Categorie
Design
Melissa Meletto

“Durante lo scorso autunno un branco di anatre, almeno una quarantina, si posarono proprio al centro del lago affianco a casa nostra, e mentre stavano lì successe questa cosa stranissima. La temperatura si abbassò di colpo fino a far gelare il lago, e le anatre volarono via portandosi dietro il lago, e si dice che ora quel lago si trovi da qualche parte in Georgia”.

“Towanda!”

 

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

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