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Carillon, il suono che fa tornare tutti bambini

Scatola magica di ogni forma e dimensione, il carillon e il suono che fa tornare bambini. Tutti. Perché?

carillon-fonte-wikipedia

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Prima del grammofono, della voce delle radio ed, infine, della televisione era il suono del carillon che risuonava nelle case. Melodia dolcissima e fiabesca che incantava tutti, bambini e adulti. Ve ne erano di ogni tipo, forma e dimensione. In nessuna casa mancava la scatola del carillon. Per ogni bambino ha sapore di fiaba. Per ogni adulto il potere evocativo del tempo: parte il suono del carillon e il tempo si arresta e si azzera: e, proprio come una macchina del tempo, in un attimo siamo ritornati indietro nei ricordi più belli. Perché il suono del carillon evoca l’infanzia.

 

Quando è nato il carillon?

Un cilindro puntellato, una manovella .. il suono. Ma chi ha assemblato questascatola magica”?

Era il 15 febbraio 1796 quando un orologiaio ginevrino Antoine Favre brevettò, con la denominazione «carillon sans timbre ni marteau» – traduzione letterale di “carillon senza campane né martelli” – un meccanismo in miniatura simile a quello dei carillon di campane ma che faceva suonare, in questo caso, una serie di lamelle disposte a pettine e sapientemente accordate su un piccolo cilindro puntellato. Da ciò – scrive Wikipedia – «verosimilmente deriva l’uso italiano di chiamare carillon (idiofono a pizzico) questo strumento che a partire dai primi anni del XIX secolo fu prodotto per essere collocato in oggetti con destinazioni diverse: in particolare orologi da parete o da tasca e tabacchiere». Ma fu solo l’inizio: in seguito la piccola scatolina musicale venne riprodotta in scala per strumenti molto più grandi destinati ad un uso autonomo e racchiusi in scatole più o meno decorate. Queste, oltre a fare da contenitore per lo strumento, avevano soprattutto la funzione di amplificare il suono delle lamelle, da qui il nome di «boîtes à musique» – ovvero “scatole musicali” – termine poi adottato dai francesi.

Come funziona il carillon?

Basta un cilindro, il pettine di lamelle e una manovella.

Carillon-Music-box-elements-fonte -Wikipedia

Carillon-Music-box-elements-fonte -Wikipedia

  • La rotazione del cilindro può essere prodotta da una manovella che va fatta ruotare in un senso predefinito e ad una velocità mantenuta costante oppure da una molla a spirale che va caricata tramite una chiave.
  • Per mantenere costante la velocità di rotazione nei carillon a molla è impiegato un regolatore a palette. Questo, per effetto della resistenza dell’aria, ruota con una velocità proporzionale alla forza esercitata dalla molla. In questo modo la velocità resta sostanzialmente costante fino all’esaurimento della carica. Lo stesso sistema era già impiegato nelle suonerie di campane, dove però la forza era esercitata da un peso anziché da una molla.
  • Il pettine di lamelle può avere da poche unità a decine di lamelle d’acciaio, ognuna delle quali, una volta messa in vibrazione, produce una differente nota a seconda della lunghezza e dello spessore. La scala del carillon può essere diatonica o cromatica.
  • Il cilindro invece rappresenta la “memoria” del carillon su cui è registrata la sequenza da riprodurre. La durata del brano che può essere riprodotta è limitata dalla circonferenza del cilindro: dopo un giro del cilindro la frase musicale ricomincia dall’inizio. I carillon più grandi possono essere dotati di cilindri intercambiabili.

Dov’è il museo dei carillon?

Se proprio di carillon si è appassionati allora non bisogna saltare la tappa al Museum Speelklok  – Museum Van Speelklok tot Pierement – nella città di Utrecht in Olanda. Questo maestoso museo possiede una meravigliosa collezione di strumenti musicali automatici e la maggior parte di questi antichi oggetti è tutt’ora in funzione ed è, dunque, possibile ascoltare le loro magiche note.

Museum-speelklok-olanda-tot-pierement-fonte-web

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All’interno delle sale è possibile sfilare in una sterminata collezione di carillon, orologi a pendolo musicali – ve ne sono di enormi, grandi quanto un’intera parete – pianole e poi ancora, organi di barberia – fra cui anche gli organi cosiddetti “di strada“, strumenti tipici in Olanda e nei Paesi Bassi. Le escursioni, con visite guidate, includono anche l’ascolto di questi caratteristici strumenti musicali. Uno speciale e curioso concerto va in scena sotto gli occhi degli spettatori a suon di “din don” e campanellini. Caratteristica del Museum Speelklok che da circa cinquant’anni della sua esistenza, ha fatto sì che il museo diventasse molto popolare non solo nei Paesi Bassi ma in tutto il mondo.

Qual’è la magia del suo suono?

carillon-natalizio-babbo natale

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iPhone, smartphone, tablet, pc iperteconologici e abbiamo la musica ai “nostri piedi” grazie alle “App“, eppure ancora oggi ci incanta – e ci si ferma anche solo un istante ad ascoltare – il suono delle note riprodotte dal carillon. Perché? La sua magia sta tutta in quel piccolo meccanismo che ruotando emette melodia. I bambini sgranano gli occhi nel vedere roteare il cilindro o i piccoli personaggi del carillon, i grandi – ammettiamolo – rapiti dal ricordo, si lasciano andare in un nostalgico sorriso. Un oggetto importante, dal valore che esso rappresenta: quando si regala un carillon ad un bambino – per un compleanno o un regalo di Natale – stiamo regalando un contenitore dei ricordi. Una scatola del tempo. In quella scatola musicale che in particolari momenti andremo ad aprire ci saranno pezzi del nostro passato che, nell’istante in cui avremo girato la chiave, danzeranno, volteranno davanti a noi. E poi i carillon sono degli scrigni: per le donne un cofanetto portagioie. Un oggetto antico che ha cavalcato i secoli declinando la sua musica.

Il carillon del Titanic

Sì, proprio così sul Titanic c’era un carillon. Quest’ultimo ha suonato le sue melodie nei momenti tragici mentre il colosso affondava nell’oceano tenendo compagnia i bambini presenti sulla nave ed è poi sopravvissuto – uno dei rarissimi oggetti insieme a pochi superstiti – al naufragio.

carillon-titanic-musical-pig-edith-rosenbaum-fonte-huffington-post

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Il carillon giocattolo sopravvissuto al naufragio del translatantico britannico “Titanic e restaurato è tornato solo da qualche anno – dopo ben oltre un secolo, 101 anni – a suonare la sua melodia. La notizia è dall’Huffington Post – in un articolo del 23 agosto 2013: «Ha tenuto compagnia a Edith Rosebaum, giornalista americana di 32 anni, nelle cucccette del Titanic. Poi, quando quest’ultimo si è scontrato contro la fatidica roccia di ghiaccio, è stato imbarcato sulla scialuppa di salvataggio insieme a lei e una folla terrorizzata di uomini e bambini aspettando i soccorsi per una delle peggiori tragedie marittime di tutti i tempi.Il giocattolo musicale a forma di maialino, fatto con legno e ricoperto di pelle vera, è l’unico oggetto ritrovato dopo la tragedia e oggi (agosto 2013 data pubblicazione articolo, ndr), a distanza di 101 anni da quel 15 aprile 1912, suona nuovamente queste note che hanno una storia a dir poco incredibile. Rosenbaum, infatti, utilizzò il maialino per tranquillizzare i bambini terrorizzati a bordo della scialuppa di salvataggio su cui si trovava e che ha salvato sia lei che il «giocatolo fortunato».

Quella chiave ad ali di una farfalla girata più volte, poi la magia della musica. Danza la ballerina del carillon:

Ninna Nanna” di Brahms per carillon

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9 mesi ago
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