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Soffri di calvizie? Un’indagine Doxa scopre gli italiani poco informati

1° edizione Osservatorio Calvizie. DoxaDuepuntozero presenta i risultati di una ricrca su scala nazionale

Insoddisfatti, invidiosi e poco informati, questo è il profilo degli italiani in rapporto ai propri capelli, emerso dalla ricerca condotta da Doxa Duepuntozero e promossa da HairClinic, gruppo biomedico impegnato nella cura dell’alopecia e delle affezioni del capello. I risultati dell’indagine sono stati presentati a Milano, in occasione della prima edizione dell’Osservatorio Calvizie.

presentazione Doxa Duepuntozero - Osservatorio Calvizie 1° edizione

presentazione Doxa Duepuntozero – Osservatorio Calvizie 1° edizione

Le interviste fatte a un campione rappresentativo di italiani composto da 1000 uomini e 250 donne, con età compresa tra i 18 e i 64 anni, rivelano che oltre il 30% è poco soddisfatto dei propri capelli e che il 67% degli uomini e l’81% delle donne invidiano la capigliatura altrui.

A causa dei propri capelli, 1 su 3 degli uomini intervistati dichiara di essere stato deriso per i propri capelli, 1 su 5 di aver vissuto momenti di imbarazzo e, addirittura, 1 su 10 di non essere stato selezionato per un posto di lavoro.

La perdita dei capelli, dunque, non è solo una patologia da curare, ma una condizione fisica che coinvolge molto la sfera emotiva e il rapporto con gli altri. D’altronde, i capelli sono da sempre considerati uno strumento di seduzione e spesso motivo di vanto, ciò nonostante, l’indagine Doxa ha riscontrato poca consapevolezza dei problemi legati alla salute del cuoio capelluto, specie nei soggetti che soffrono di alopecia.

Calvizie: un gap culturale

2 italiani su 3 soffrono di perdita o caduta di capelli compresi gli under 25, ma nonostante siano gli uomini a soffrire maggiormente di calvizie, sono in realtà le donne ad essere più informate sul problema e attente alla prevenzione.

«Emerge chiaramente come vi sia oggi un elevato gap tra chi soffre di un determinato problema come la caduta dei capelli e chi si informa, conosce e cura il proprio problema» commenta Antonio Filoni, Business Executive di Doxa Duepuntozero.

I dati Doxa mostrano che il 64% degli uomini e il 74% delle donne intervistati si sia informato sul problema. I numeri aumentano se si prendono in considerazione i soggetti che dichiarano di soffrire di perdita di capelli.

Il dato negativo, però, è nella qualità dell’informazione, che per la maggior parte, risulta fai da te: conoscenti, articoli, programmi TV. Il web è il canale preferito, scelto dal 39% degli uomini e dal 45% delle donne.

presentazione Doxa Duepuntozero - Osservatorio Calvizie 1° edizione

presentazione Doxa Duepuntozero – Osservatorio Calvizie 1° edizione

Anche riguardo le cause, non tutti hanno le idee chiare. Moti sono convinti che lo smog o la scarsa pulizia siano determinanti per l’insorgere della calvizie. Le donne, più degli uomini, sanno che una serie di fattori concorre al peggioramento del problema: cattiva alimentazione, fattori genetici, traumi, stress.

«I risultati di questa indagine evidenziano chiaramente quanto sia necessario fare cultura sulle problematiche annesse al tema calvizie e fornire informazioni corrette sulle possibili terapie e tecniche per contrastare il problema» afferma Mauro Conti, Direttore Scientifico HairClinic Italia.

Nella cura della calvizie uno dei rischi è quello di arrivare dallo specialista solo quando è rimasto poco da salvare. Occorrerebbe, dunque, rendersi conto della progressiva perdita dei capelli, distinguendo tra caduta stagionale e perdita dovuta ad alopecia. Consultare uno specialista aiuta a interpretare i segnali senza attendere che l’evidenza estetica ci faccia correre ai ripari, quando forse è ormai troppo tardi.

Perché cadono i capelli?

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«Non esistono problemi di capelli, ma problemi di follicoli» precisa il Dott. Mauro Conti, sfatando il luogo comune che la caduta dei capelli risieda nella loro debolezza.

Il follicolo è irrorato dai capillari che lo mantengono in salute, assicurandogli il giusto apporto di sangue e di ossigeno. Esistono però alcuni follicoli che, per motivi diversi, non sopportano il contatto con il testosterone, ormone maschile presente nel sangue di uomini e donne. Una volta che il processo infiammatorio è in atto, se non curato, determina una malattia progressiva del follicolo, che una volta morto non sarà più in grado di generare capelli.

Esistono due forme di alopecia: l’alopecia areata, provocata generalmente da fattori autoimmuni, e la più comune alopecia androgenetica, scatenata proprio dalla non tolleranza da parte del follicolo del testosterone presente nel sangue.

Esiste l’alopecia femminile?

Il problema è in percentuale maggiore negli uomini, ma anche le donne soffrono di calvizie e i dati dimostrano che esiste una diffusa consapevolezza rispetto alla calvizie femminile.

Nessuno è immune dalla perdita di capelli, uomini e donne senza esclusione di genere, ma poiché l’infiammazione dei follicoli è dovuta ad un eccesso di testosterone nel sangue è piuttosto evidente che la calvizie sia un problema che riguardi più gli uomini rispetto alle donne. Ciò nonostante il 69% delle donne intervistate dichiara di soffrire di perdita di capelli al di là della caduta stagionale.

Esistono alcune patologie femminili che concorrono alla perdita dei capelli, ma al netto di cause specifiche, le donne hanno una maggior consapevolezza di rispetto alla salute dei propri capelli, forse dovuta ad una più generale attenzione alla cura del corpo e alla prevenzione, forse ad un più sensibile allarme estetico.

Shampoo e integratori, poco efficaci

Se è il follicolo ad essere malato e non il capello, come potrebbe bastare uno shampoo per curare la calvizie? Ma questo, forse, lo abbiamo capito negli anni. L’indagine Doxa, infatti, evidenzia che il 61% degli uomini intervistati, che soffrono di caduta di capelli, dichiara di aver utilizzato uno shampoo anticaduta, ma solo il 10% ritiene che questo sia stato efficace. Di contro, mentre la percentuale di coloro che hanno provato la medicina rigenerativa e/o il trapianto si abbassa al 4%, è opinione del 58% che queste opzioni siano le più efficaci.

Ma allora perché continuiamo ad acquistare shampoo e integratori alimentari? L’aspetto economico è senz’altro tra i fattori determinanti, ma gioca un ruolo fondamentale anche la scarsa informazione. Solo il 27% di coloro che hanno problemi di calvizie si rivolgono ad uno specialista, e non parliamo del dermatologo o del medico di famiglia ma del tricologo. I dati ci rivelano però una discreta percentuale di uomini, 1 su 5, che dichiara di essere disposto a spendere oltre 2.000 euro per risolvere il proprio problema.

Esiste davvero una cura per la calvizie?

Mauro Conti, Direttore Scientifico HairClinic Italia

Dott. Mauro Conti, Direttore Scientifico HairClinic Italia

La premessa è che la calvizie è un problema complesso e come tale deve essere affrontato.

Per questo è necessario un approccio di terapia integrata, che non può limitarsi all’uso di sostanze topiche, o necessariamente ricorrere al trapianto. Il trapianto non è l’unica strada o, comunque, non rappresenta la prima azione consigliata per chi vuole contrastare la calvizie. Prima di ricorrere alla microchirurgia, senz’altro risolutiva laddove il follicolo è ormai atrofizzato, gli specialisti consigliano un percorso di medicina rigenerativa per ripristinare la normale attività del follicolare.

«Al momento la medicina rigenerativa applicata in questo ambito, attraverso un protocollo di cura olistico e personalizzato, rappresenta il sistema più all’avanguardia per la cura della calvizie» spiega il Dott. Conti.

HairClinic attua protocolli terapeutici che includono Genomica, Medicina Rigenerativa, e microchirurgia.

Pubblicato il
2 mesi ago
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Benessere
Chiara Marcelli

chiara-marcelliConvinta di essere stata assegnata a questo secolo (che per lei parte dal 1980) per punizione divina, combatte la nostalgia per il suo vero tempo con il dixieland e i cappellini cloche. Impiegata per condanna e blogger per passione, trascorre il suo tempo libero leggendo e divorando serie TV. I mercatini sono il suo parco giochi e si indebiterebbe per acquistare saponi naturali e scatole di latta. Se comincia a straparlare, narcotizzatela con nachos, liquirizia e un brano di Benny Goodman. Il suo colore amuleto è il verde.

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