San Valentino e il calcio: 6 luoghi romantici dove trascorrere il 14 Febbraio!

Appeso alle pareti di ogni salotto e non solo fa la sua bella figura quell’oggetto d’arredo chiamato calendario che ha tassativamente una data cerchiata con il pennarello rosso, poiché il 14 Febbraio non può essere un giorno come gli altri. Del resto, c’è un Santo da celebrare che è alquanto particolare, visto che si tratta di San Valentino e tutto il resto è noia tanto per citare una nota canzone dato che di questi tempi la musica è una fedele compagna. Già, il Festival di Sanremo sembrerebbe aver monopolizzato il Paese, eppure per molti di noi non è così perché l’intero sistema ruota attorno ad uno sport chiamato calcio. Per la cronaca, ha cessato di essere un semplice gioco da diversi anni, visto che il pallone rappresenta ormai un simbolo sacro. Comandamenti e funzioni sono all’ordine del giorno, eppure anche questi devoti devono fare i conti con un giorno particolare come quello di San Valentino. Del resto, è una festa pure per loro anche se siamo sicuri che gradirebbero maggiormente una vittoria della loro squadra del cuore, ma questa è un’altra storia.

San Valentino

Due parole che tutti gli innamorati rivolgono alla loro squadra del cuore…

Esattamente, come un altro 14 Febbraio si staglia all’orizzonte, motivo per cui abbiamo deciso di pizzicare le corde di quel cuore che non batte, ma rimbalza dato che è il pallone a muovere tutto. Semplicemente, proviamo a scovare quei luoghi romantici che farebbero correre un brivido lungo la schiena anche se siamo pienamente consapevoli che i brividi, quelli veri, si provano solamente durante una partita di calcio. Ecco, in America la chiamano disease da pallone, ma in Italia questo termine non è ancora di stretta attualità e, dunque, non siamo nemmeno noi troppo malati per snocciolare luoghi romantici dove trascorrere il giorno di San Valentino per tutti coloro che sono follemente innamorati di quel gioco chiamato calcio.

San Valentino al freddo per portare un fiore al quinto Beatles!

Il nostro tour di luoghi romantici per San Valentino parte lontano dall’Italia per un viaggio che tocca uno dei punti più a nord dell’Europa, perché la destinazione è quella di Belfast. Dicesi, una città che a molti adepti della chiesa del pallone potrebbe anche dire poco o nulla, eppure da quelle parti è nato uno che con la sfera di cuoio sapeva cosa fare. Anzi, sapeva come regalare emozioni, perché il soggetto in questione risulta essere stato registrato all’anagrafe della città di Belfast sotto il nome di George Best. No, non lo si può chiamare calciatore, in quanto risulterebbe un’etichetta alquanto stretta e inoltre il ragazzo non gradiva questo tipo di marcatura, in quanto sapeva come mandare al bar il proprio avversario anche abbastanza facilmente. Peccato, però, che spesso ci finiva lui stesso al bar, in quanto Best non si fermava davanti ad un difensore, ma nemmeno dopo diversi drink era in grado di arrestarsi. Sì, come la sua corsa sia terminata è roba nota, eppure il mondo del pallone non lo può dimenticare e sarebbe bello salire al cimitero di Belfast per deporre una rosa davanti ad un mascalzone del gioco. “Pelé good, Maradona better, George Best“.

Cartolina da Belfast!

90 minuti al Celtic Park per un San Valentino da brividi!

Se pensiate che Belfast sia il punto più lontano da casa dove dovreste andare per San Valentino, allora, non avete preso in considerazione quella città che dista circa 142 miglia, appunto, a nord della capitale dell’Irlanda del Nord. Cartina alla mano, quindi, scopriamo che si tratta di Glasgow e ai devoti del calcio gli occhi iniziano già a brillare, perché non serve scomodare l’inquilino del 221B di Baker Street per capire di cosa stiamo parlando. Semplicemente, Celtic Park in quanto è uno dei luoghi romantici in assoluto in cui bisogna recarsi prima del triplice fischio di quella partita chiamata vita. Per la cronaca, non sarebbe nemmeno soprannominato The Paradise se fosse un’impianto qualunque. D’altronde, a renderlo speciale c’è un You’ll Never Walk Alone da ascoltare, visto che da quelle parti è un testo sacro, ma del resto lo è per tutti gli amanti del pallone. No, non potremmo mai camminare soli senza quella sfera di cuoio in testa ed una sciarpa al collo.

Alle porte del paradiso!

Il cielo è sempre azzurro sopra Berlino anche a San Valentino!

Abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene, vogliamoci tanto bene, perché abbiamo vinto. Abbiamo vinto tutti stasera, abbiamo vinto tutti, abbiamo vinto tutti” sono parole che non possono non far correre un brivido lungo la schiena. Anzi, il devoto del pallone a sentirle non può far altro che cercare un fazzoletto di carta per provare a fermare le lacrime, in quanto gli occhi lucidi sono all’ordine del giorno dato che si ricorda uno di quei giorni in cui essere italiani è stato sicuramente un privilegio, oltre che un onore. Sì, il 9 luglio 2006 è un qualcosa che custodiamo dentro di noi, perché “il cielo è azzurro sopra Berlino” e sul gradino più alto del mondo ci finiamo noi con la nostra Nazionale. Sì, l’Olympiastadion di Berlino è molto più un semplice stadio, motivo per cui a San Valentino sarebbe bello mettersi comodo su un seggiolino blu, chiudere gli occhi e ridare forma alla storia.

Una notte indimenticabile!

Un San Valentino da sogno nel Teatro dei sogni!

Il 9 Luglio 2006 abbiamo dato vita ad un sogno che alleviamo sin da bambino, perché di essere campioni del mondo lo abbiamo sognato tutti. Ecco, il nostro tour dei luoghi romantici resta avvolto nella magia, in quanto si fa tappa a Manchester che di magico ha poco o nulla. D’altronde, non è sulle guide, perché se si va nel Regno Unito sono altre le città da visitare, eppure per gli amanti del calcio non si può non fare un giro da quelle parti dove le case con i mattoni rossi sono, appunto, di casa. Sì, sembrano tutte uguali, ma una brilla di luce propria ed è quella che si trova a Sir Matt Busby Way. Dicesi, l’Old Trafford o, come è giusto chiamarlo, The Theatre of Dreams. Già, cosa c’è di meglio se non passare il San Valentino nel teatro dei sogni dopo essersi levato il cappello davanti alle statue di Sir Matt Busby e di Sir Alex Ferguson senza dimenticarsi di passare davanti a quell’orologio fermo al 6 Febbraio 1958.

Alle porte dell’inferno rosso!

San Valentino in bianco nella casa dei Los Blancos!

Uno delle preoccupazioni maggiori che attanaglia molti bipedi senzienti è quella di essere soli nel giorno degli innamorati, ma se amate un pallone allora andare in bianco è praticamente impossibile. Già, potrebbe anche essere un qualcosa di assai piacevole, perché quella tonalità di colore è un qualcosa di sacro su una delle due sponde del Manzanarre di Madrid. Dicesi, quella dove Cristiano Ronaldo è di casa, in quanto tra i luoghi romantici non può mancare il Santiago Bernabéu. Per la cronaca, il progetto del nuovo tempio del Real è un qualcosa che lascia tutti senza parole, ma non è poi così malvagio nemmeno quello di oggi. D’altronde, c’è un museo con esposte ben undici Champions League e la domanda sorge spontanea: cosa c’è di più bello se non di così tante coppe dalle grandi orecchie da ammirare?

Non male come finestra sul mondo!

Il 14 Febbraio fatevi coccolare dalla MSN!

Il giorno di San Valentino tutti le coppie vorrebbero essere ai piedi della Tour Eiffel per scambiarsi una serie infinita di baci per quello che è un copione trito e ritrito, ma anche i devoti del pallone potrebbero optare per tale programma. Del resto, cosa c’è di più romantico di un quarto di finale di Champions League nella cornice del Parco dei Principi tra il PSG e il Barcellona? Dicesi, un qualcosa impossibile da battere, in quanto quelli hanno Messi-Suarez-Neymar sul piatto. Sì, anche i tifosi di calcio sognano un San Valentino a Parigi!

Un trittico che ha fatto innamorare tutti i tifosi di calcio!

Author
Published
2 mesi ago
Categories
Sport
Paolo Nicoli

paolo-nicoliIl pallone è uno dei miei migliori amici, proprio come per il grande Oliver Hutton. Solo che a lui gli ha salvato la vita, mentre a me l’ha resa più emozionante.
Allevato nella periferia di Bergamo a pane e calcio, ho imparato a leggere non sui libri o sulle favole, ma sul rosa della Gazzetta. Mia madre, per tenermi fermo, mi parcheggiava davanti al televisore con la cassetta della finale Milan- Steaua Bucarest del 1989. Ho cullato il sogno di diventar giornalista sportivo fin dai banchi di scuola, dove riempivo le pareti con “La Gazzetta di Paolino”, un simpatico foglio di commento alla giornata di campionato. Venero Federico Buffa. La domenica consumo il sacro rito: salamella e partita. In America direbbero che ho contratto la “disease” da soccer.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *