Botero in mostra a Roma tra sogno e realtà

Botero in mostra a Roma si presenta come un  evento imperdibile. Botero è la prima grande retrospettiva dell’artista colombiano in Italia. Dal 5 maggio al 27 agosto presso l’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano sarà possibile ammirare oltre 50 capolavori di Botero e immergersi nel suo mondo onirico e melanconico.

Botero in mostra a Roma

La mostra di Botero al Vittoriano dal 5/05 al 27/08

Il Vittoriano è lieto di ospitare una cinquantina di opere provenienti da tutto il mondo del celebre maestro delle figure grasse. Le tele in mostra ripercorrono la carriera dell’artista dal 1958 ad oggi: da Passeggiata sulla collina del 1977 a  Donna seduta del ’97 fino alle più recenti Natura morta con strumenti musicali  del 2004 e i Musici del 2008.

La mostra

L’esposizione al Complesso del Vittoriano è un’occasione unica di osservare da vicino i dipinti di Botero a cui si deve parte dell’organizzazione della mostra curata da Rudy Chiappini. Botero è stata realizzata col patrocinio della Regione Lazio e promossa dall’Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale.

L’organizzazione e la co-produzione della mostra, nata sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, sono firmate dal Gruppo Artemisia e MondoMostreSkira.

L’universo Botero

Botero in mostra a Roma

Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore attraverso l’universo immaginifico di Botero. Ci si potrà perdere in un mondo abitato da uomini, donne e animali corpulenti immersi in una vegetazione lussureggiante. Le forme curve e i colori brillanti privi di sfumature ricordano l’America latina di cui l’artista è originario.

Le figure femminili tra sacro e profano in particolare sono protagoniste di rappresentazioni ironiche e irriverenti, sempre riconoscibili per la loro particolarità. Il tema religioso e la maternità sono comuni a molte tele, spesso sovrapponendosi come nelle Madonne col Bambin Gesù.

La dilatazione dei personaggi è frutto di campiture stese in modo piatto senza contorno perché è il colore a dover emergere. I protagonisti sono ripetuti in scene diverse all’interno di una medesima rappresentazione come avveniva negli affreschi medioevali, inseriti in una dimensione temporale dilatata. Così anche le figure si espandono in larghezza come se fossero viste attraverso gli occhi di un bambino.

I soggetti appaiono distanti, con lo sguardo perso, in un tempo sospeso. L’esuberanza del Sud America si tinge infatti di una forte nostalgia per un mondo che non c’è più, oltre che del rammarico per la dissoluzione della società contemporanea. La fiaba e il sogno convivono con una malinconia dolce tipica della cultura ispanica. La pittura e la scultura rimangono una necessità interiore che però resta inappagata.

Author
Published
3 settimane ago
Categories
Arte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *