Dal 30 novembre Artemisia Gentileschi in mostra a Roma

Il 30 novembre si potrà ammirare Artemisia Gentileschi in mostra a Roma. Al Museo di Roma, presso la splendida sede di Palazzo Braschi si aprirà la retrospettiva Artemisia Gentileschi. La mostra ripercorre la vita e l’opera dell’artista caravaggesca dal 1610 al 1652.

Fino al 7 maggio 2017 sarà possibile rivivere il percorso artistico di questa grande pittrice attraverso 90 opere da tutto il mondo. L’esposizione è stata realizzata da un’idea di Nicola Spinosa con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura. L’evento è stato promosso da Roma Capitale e l’Assessorato alla crescita culturale – Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group.

Giuditta e Oloferne, il capolavoro di Artemisia Gentileschi in mostra a Roma

Giuditta e Oloferne (1612 – 1613)

Artemisia Gentileschi in mostra a Roma: l’artista

La mostra attraversa l’intera carriera artistica di Artemisia Gentileschi. Prende avvio dai suoi esordi presso la bottega del padre Orazio Gentileschi. Qui Artemisia apprende i primi rudimenti di pittura non potendo frequentare l’Accademia in quanto donna.

La sua vita è segnata dall’episodio di tentato stupro da parte di  Agostino Tassi, collega e amico del padre. Dopo questo tragico evento cominciano le sue peregrinazioni. Artemisia Gentileschi in mostra a Roma racconta le tappe di questo itinerario di vita.

Da Firenze, in cui abita tra il 1614 e il 1620, si sposta forse a Genova e a Venezia. É di nuovo a Roma e successivamente a Napoli. I suoi viaggi ne segnano la pratica artistica. L’esempio di Caravaggio che gli aveva trasmesso il padre viene così interiorizzato dall’artista che ne fa una personale interpretazione.

Artemisia Gentileschi in mostra aRoma

Autoritratto come suonatrice di liuto ( 1617 – 1618)

Artemisia Gentileschi in mostra a Roma: lo stile e gli influssi

In particolare Artemisia Gentileschi in mostra a Roma dimostra la profonda drammaticità delle sue opere. La stessa di Michelangelo Merisi a cui invece Orazio Gentileschi non riuscirà mai ad arrivare. La teatralità dei gesti è in Artemisia accompagnata dalla ricchezza degli elementi decorativi e in particolari le vesti. Nella resa perfetta dei tessuti è invece evidente la lezione del padre.

Piuttosto che la quotidianità povera di Caravaggio, la pittrice coglie dal Merisi il realismo e la resa luministica. La luce sottolinea il disegno. Al modello di Caravaggio si uniscono quelli dei maestri della Scuola bolognese (i Carracci e Guido Reni).

Artemisia Gentileschi in mostra a Roma

Ester e Assuero (1628 – 1630)

Insieme ad Artemisia Gentileschi in mostra a Roma sono esposti Giovanni Baglione, conoscente di Orazio Gentileschi, e altri artisti che la pittrice incontrò anche solo virtualmente durante la sua vita. Cristofano Allori per esempio che aveva conosciuto a Firenze, Simon Vouet che era stato a Napoli e Giuseppe Ribera che nella città partenopea viveva e lavorava.

Napoli viveva un periodo di fermento artistico. Caravaggio vi si era rifugiato dopo la condanna per omicidio dando avvio al Caravaggismo che Artemisia stessa contribuì a diffondere. Tra le esperienze di Artemisia Gentileschi ci fu anche un soggiorno a Londra dove il padre Orazio lavorava per il Re Carlo I.

Artemisia Gentileschi in mostra a Roma: le opere

L’opera più nota della pittrice è Giuditta e Oloferne, datata 1612 – 1613. La notorietà della tela è dovuta allo splendore di questa pittura ad olio e dal contrasto con l’atrocità rappresentata. La violenza con cui Giuditta decapita Oloferne è stata interpretata spesso come l’espressione della rabbia nei confronti del suo stupratore.

L’opera è stata prestata dal Museo Nazionale di Capodimonte come anche un’altra tra le tele più rappresentative del percorso di visita: Giuditta e Abra con la testa di Oloferne. Dalla Galleria Spada di Roma provengono i capolavori Madonna con bambino e Santa Cecilia, mentre Palazzo Pitti ha concesso La conversione della Maddalena.

Artemisia Gentileschi in mostra a Roma

La conversione della Maddalena (1615 – 1616)

La mostra vanta quadri di provenienza internazionale: il meraviglioso Ester e Assuero dal Metropolitan Museum di New York, il celebre Autoritratto come suonatrice di liuto dalla Curtis Gallery di Minneapolis. Si aggiungono il Museo di Belle Arti di Budapest e la Galeria Palatina, Národní Galerie V Praze di Praga.

Sul sito del Museo di Roma info e orari.

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4 mesi ago
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Arte e Design

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