1. Anniversario Morte Hitchcock: 35 anni fa il mondo del cinema piangeva la perdita di uno dei più grandi autori che da sempre ha influenzato con la sua filmografia gran parte dei registi di fama mondiale come Truffaut, Fincher e De Palma. Il 29 aprile 1980 ci lasciava infatti a Los Angeles il «maestro del brivido» Alfred Hitchcock.

Anniverisario Morte Hitchcock: ricorda qui il maestro del brivido a 35 anni dalla sua scomparsa

Anniversario Morte Hitchcock: ricorda qui il maestro del brivido a 35 anni dalla sua scomparsa

Nato a Leytostone, Londra, nel 1899 il giovane Alfred si avvicina alla settima arte dapprima come disegnatore di didascalie per pellicole del periodo d’oro del muto per poi approdare alla regia già dal 1921. E’ in questa fase che Hitchcock resta impressionato da opere come “Il Gabinetto del Dr. Caligari” di Wiene e “Metropolis” di Fritz Lang, al punto da palesarne l’influenza in film come La donna che visse due volte, in cui sono evidenti reminiscenze dell’espressionismo tedesco.

2. Anniversario Morte Hitchcock: l’arte della suspense come firma del suo stile personale

Sarà con il film “Il pensionante – una storia nella nebbia di Londra del 1926 che inizierà a definirsi, per ammissione dello stesso Hitchcock, quel suo stile perfettamente riconoscibile in tutte le sue opere di successo. Uno stile caratterizzato dalla realizzazione di atmosfere thrilling intrise di tensione, pathos, paura e inquietudine che continuerà ad essere perfezionato nelle pellicole del periodo successivo, in cui Hitchcock arriverà a confezionare un genere ben definito che ruota perlopiù sempre attorno al focus della suspense in tutte le sue accezioni: dal thriller alla spy story, dal noir al giallo.

Anniversario Morte Hitchcock: una delle scene più famose di "Psycho"

Anniversario Morte Hitchcock: una delle scene più famose di “Psycho”

Ansia, mistero, azione e spavento troveranno poi la massima consacrazione nei suoi capolavori hollywoodiani degli Anni Cinquanta e Sessanta come: “La donna che visse due volte”, “Intrigo Internazionale”,Psycho” e “Gli Uccelli”.

Nel giorno dell’anniversario della morte di Hitchcock non possiamo limitarci ad un’analisi superficiale del suo linguaggio espressivo. Dobbiamo anche ricordare che la mano dell’autore si distingue non solo nel genere e nelle atmosfere che sa ricreare, ma pure nella qualità drammatica di ogni singola inquadratura, nel modo unico di trasmettere un messaggio o i sentimenti come il sospetto, la gelosia o il desiderio, non in maniera verbale, bensì attraverso l’uso sapiente degli sguardi e dei gesti e, soprattutto, sfruttando magistralmente i silenzi, fino ad evocare un preciso clima drammatico al di fuori del dialogo stesso.

Anniversario Morte Hitchcock: un fotogramma de "La finestra sul cortile"

Anniversario Morte Hitchcock: un fotogramma de “La finestra sul cortile”

La sua abilità sta anche nell’utilizzo del sofisticato stratagemma del disvelamento con il quale, in “Marnie” (1964), palesa progressivamente il segreto nascosto dietro la patologia cleptomane della protagonista e, in La finestra sul cortile (1954), rivela il voyeurismo dello spettatore e del cinema stesso, grazie alla figura del fotografo che, costretto in casa per una frattura, trascorre il suo tempo spiando con il teleobiettivo l’umanità varia affaccendata nella sua esistenza quotidiana, scoprendo così un omicidio.

3. Anniversario Morte Hitchcock: gli incubi del piccolo Alfred diventano realtà cinematografica

Per la ricorrenza dell’anniversario della morte di Alfred Hitchcock ricordiamo che l’autore ha dedicato la sua carriera a indagare sullo schermo la psiche umana, la paura, la perdita della razionalità, probabilmente per esorcizzare quel sentimento angoscioso che l’ha sempre accompagnato fin dalla sua infanzia, ovvero dal periodo in cui frequentava la scuola dei gesuiti che erano soliti praticare punizioni corporali e in cui subiva con timore la severità del padre, il quale una volta arrivò al punto di farlo rinchiudere per diversi minuti in una cella del commissariato per dimostrargli cosa poteva succedere ai bambini cattivi.

Anniversario Morte Hitchcock: Cary Grant e Grace Kelly in "Notorious"

Anniversario Morte Hitchcock: Cary Grant e Ingrid Bergman  in “Notorious”

Chi meglio di un uomo che sapeva bene cosa fosse la paura morale poteva quindi trasferire e rendere perfettamente nei suoi film gli incubi e le debolezze del genere umano?

E’ così che il Maestro è riuscito ad attirare e fidelizzare il suo pubblico, terrificandolo e facendogli riscoprire le sensazioni e i brividi dell’infanzia, quando il timore di una forma non identificabile e inquietante nel buio impediva di prendere sonno serenamente popolando i sogni di figure oscure.

Potrebbe sembrare paradossale che il principio di attrazione verso i suoi film si basi proprio su qualcosa che generalmente dovrebbe allontanarci, solo se ci dimentichiamo di considerare che il fatto stesso che Hitchcock abbia condiviso con noi le sue ossessioni, ci aiuta in qualche modo a conoscerci meglio, affrontando, al riparo delle nostre quattro mura e dello schermo che funziona da filtro rassicurante, le paure che da sempre ci tormentano.

Anniversario Morte Hitchcock: il bacio di James Stewart e Kim Novak in "La donna che visse due volte"

Anniversario Morte Hitchcock: il bacio di James Stewart e Kim Novak in “La donna che visse due volte”

Proprio bersagliando la psiche dello spettatore attraverso una sottilissima strategia dell’angoscia, Hitchcock riesce a raggiungere l’inconscio insondabile del suo pubblico, permettendogli di far emergere il suo io più nascosto. E’ un po’ quello che succede in “Nodo alla gola” del 1948, in cui il professore di due giovani assassini tartassato dal tarlo del sospetto, porterà i due a confessare grazie alla pressione psicologica che opererà, manipolandoli con un raffinatissimo gioco di domande incalzanti, rimandi ed allusioni.

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2 anni ago
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Daniela Argentino

Daniela.jpgNata a Milano, figlia della maledetta primavera di Chernobyl e fatta della stessa sostanza di Bridget Jones, nella vita mi alleno a sdrammatizzare e a praticare la tragicommedia esistenziale tra le righe del blog Il Foglio Rosa. Fin da bambina gioco con le parole per evitare che le parole si prendano gioco di me, perciò dopo la laurea in Beni Culturali e l’esperienza come press office, ho deciso che da grande farò la scrittrice. Affamata di cinema, comunicazione e social media, mi nutro soprattutto di musica e sono una consumatrice compulsiva di indie-rock, britpop e new wave. Tim Burton-addicted ai limiti dello stalking, mantengo la mia fedina penale pulita distraendomi con le pellicole di Truffaut, Vittorio De Sica e Wes Anderson. Oltre alla scrittura, ho un altro sogno nel cassetto: promuovere la cultura e gli artisti emergenti. Speriamo solo non mi rubino il comodino.

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