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Amanda Lear: da musa di Dalì a Woman Crush Wednesday

Amanda Lear, trasgressiva icona di moda e musica, è la Woman Crush Wednesday della settimana

Forse nata nel 1939, e su questo aleggia un fitto mistero, Amanda Lear è una delle icone della trasgressione mondana, enigmatica e senza peli sulla lingua.

Nella sua vita ha incontrato le icone dell’arte: da Dalì a Warhol, da David Bowie a Jean Paul Gaultier, Amanda è stata musa (e amante) di figure storiche della cultura mondiale.

Ora, dopo decenni di trasgressioni, ha deciso di ritirarsi lasciandosi dietro quarant’anni di successi, 20 milioni di dischi venduti, leggende e una figura iconica che è diventata anche ispirazione per l’ultimo successo dei Baustelle, intitolato, appunto, Amanda Lear.

Amanda Lear musa di Salvador Dalì

La parte più famosa della vita di Amanda, è senza dubbio la sua vicinanza con Salvador Dalì. Modella androgina a inizio anni 60, divenne musa del genio surrealista e posò spesso per lui.

Il loro rapporto, che Amanda definisce spirituale, porta la Lear ad affiancare sempre il pittore e la moglie, ovunque. Questo certo non mette a tacere voci scandalose, alimentate anche dal fatto che Amanda Lear posa nuda per Dalì, e non solo una volta.

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Amanda a cena con Salvador Dalì

Il mito di Amanda, inizia così.

David Bowie, l’amante che la instradò sulla via della musica

Fu proprio il genio britannico David Bowie a suggerire ad Amanda Lear di intraprendere la carriera musicale.

I due dall’aspetto androgino, ebbero una liaison ai confini della realtà. Immaginate: lui, che Amanda definisce “l’unico uomo più truccato di me con cui sia stata a letto“, che per una vita ha marcatamente ammiccato all’omosessualità, giocando con la sua figura “aliena”, e lei, che per la sua figura spigolosa, androgina, ha nutrito il mito che la vorrebbe donna transessuale. Pazzeschi!

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Amanda Lear e David Bowie

Amanda Lear nasce come modella e sfila per i più grandi marchi

Amanda non è nata pittrice (Salvador Dalì un giorno le disse “le donne non sanno dipingere”, ma dopo aver visto un quadro di Amanda si ricredette…un po’). Non nasce cantante di hit da disco dance come Tomorrow (“la canzone più brutta che ho mai scritto” dice Amanda), Enigma o Queen of China Town.

In realtà Amanda Lear nasce come modella. Sì, nel 1965, grazie a Cathrine Harle che la mette sotto contratto. Chi l’avrebbe mai pensato che una ragazza dall’altezza invidiabile e le forme poco abbondanti, i denti sporgenti e i lineamente mascolini, potesse sfilare per nomi del calibro di Chanel e Yves Saint Laurent? Regina delle copertine di magazine come Vogue, Elle, e perfetta sulle passerelle di Paco Rabanne? Di certo, Amanda non l’avrebbe mai pensato.

Eppure, quelle figure “border line”, al limite fra i due sessi, furono un must have degli anni 60 e 70, e Amanda era una di quelle figure.

Oltre ad essere stata musa di Bowie e Dalì, Amanda è stata anche una delle donne simbolo di Jean Paul Gaultier, assieme a Rossy De Palma e Farida Khelfa.

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Ora Amanda ha detto addio alle scene, si ritira e pensa a viaggiare e dipingere

Pochi mesi fa, Amanda ha detto addio alle scene. Dopo decenni di illustre carriera, di canzoni che (come dice lei) le “permettono di pagare l’affitto perché il teatro paga poco”, amori, copertine e arte, ha detto stop.

Quarant’anni di carriera, ed ora si riposa, ripensando a tutto quell’ininterrotto successo in ogni campo artistico.

E quando ripensi alle tue esperienze, è inevitabile trovare il bello…e il brutto. Ad esempio, Amanda non è felicissima di essere stata parte della giuria di Ballando con le Stelle, un programma che ha definito “poco dignitoso per una star del mio livello“, uno di quelli che lei definisce “programmi orrendi che era meglio non fare. Esperienze da dimenticare” dove l’hanno “infilata”.

Icona dell’arte, della musica, della cultura e del mondo LGBT, Amanda Lear è la Woman Crush Wednesday di questa settimana.

 

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4 mesi ago
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Lifestyle
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