L’acqua è ormai un bene sempre più prezioso. Il nostro uso smodato delle risorse del pianeta, unito al riscaldamento globale, la sta progressivamente riducendo rendendo inservibile. E in molti Paesi, la disponibilità di acqua è storicamente limitata. Ma il corpo umano è fatto peril 70% di acqua, e questo piccolo dato spiega quanto essa sia necessaria alla vita.

Così come a quella di ogni forma di vita. Come fare dunque a reperirne di nuova, per una popolazione mondiale in costante aumento? Sarebbe utile cercarla dove ne esiste molta. E dove se non nei mari? L’acqua marina ha però, come è noto, una particolarità: è salata. Per renderla utile all’uomo, soprattutto in paesi affacciati sull’oceano, viene in aiuto la tecnologia.

desalinizzare acqua grafico

Come è possibile desalinizzare l’acqua?

Recenti studi hanno spiegato che desalinizzare l’acqua degli oceani non è più fantascienza. Se ne sono occupati in particolare i ricercatori dell’Università di Manchester, guiodati da Rahul Nair. Gli scienziati hanno pubblicato i risultati della loro ricerca su “Nathure Nanotecnology”, mostrando come si sia arrvati allo sciluppo decisivo di una tecnica già allo studio.

Del gruppo di lavoro che ha reso pubblica questa importante scoperta faceva infatti parte anche Andrè Geim, Premio Nobel per la fisica nel 2010 insieme al collega Konstantin Novoselov, proprio per le scoperte sul materiale che oggi potrebbe rivelarsi risolutivo: ovvero il grafene.

Cos’è il grafene?

Ma cos’è questo materiale, di cui forse in pochi hanno sentito parlare? Col termine grafene si identifica un materiale composto da un reticolo di particelle esagonali di carbonio, di spessore monoatomico. Questo particolare materiale ha particolari caratteristiche chimiche ed elettriche, che lo rendono utile a moltissime nuove funzioni, tra cui il filtraggio dell’acqua.

In particolare, per poter filtrare, il grafene viene combinato con l’ossigeno, generando una tipologia specifica di questo materiale che si è già dimostrato capace di fungere da filtro di nanoparticelle. È stato sperimentato anche su molecole organiche e anche su alcuni sali in soluzioni liquide: il caso, appunto, del mare.

Grafene acqua

Quale sarà il procedimento?

Come si farebbe, nel concreto, a desalinizzare? La scienza lo spiega brevemente facendo riferimento alla chimica. Il sale è cloruro di sodio, ovvero composto da cloro, a carica positiva, e sodio, negativa. Disciolto in acqua le due componenti – detti ioni – si separano.

A loro volta, le molecole che compongono l’acqua, idrogeno e ossigeno, sono fortemente attratte dalle altre due. Quindi le circondano strettamente, formando una sfera detta “di idratazione”. Lo ione così formato diventa grande abbastanza da poter essere filtrato con lo stesso metodo di un qualunque setaccio.

Un sistema a conti fatti semplice, che in più può essere applicato in scala relativamente piccola. Prodotto a livello industriale, quindi, sarebbe un pratico metodo di desalinizzazione anche per i Paesi che non dispongono di sofisticati e grandi impianti com questo scopo, come quelli africani.


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2 mesi ago
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