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Abissi marini: scopri 7 orribili creature

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Quando eravamo bambini ci raccontavano di mostri legati al mondo della fantasia e delle favole ma negli abissi marini esistono realmente creature ancora più terrificanti dell’immaginazione.
Gli abissi marini, infatti, sono l’habitat più grande e ignoto del pianeta dove domina il buio più profondo e una pressione dell’acqua così elevata da far sembrare impensabile la presenza di vita.

L’evoluzione della vita sul nostro pianeta ha creato dei veri e propri mostri “naturali”, specie viventi primordiali, che per adattarsi a questi ambienti estremi si sono concentrati sulla funzionalità sacrificando l’estetica.

Ecco 7 orribili creature degli abissi marini:

1. Pesce vipera (Chauliodus sloani)

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Il pesce vipera, detto anche vipera di mare, vive nei mari tropicali e temperati fino a 3000 metri di profondità ed è la specie con la più alta distribuzione negli abissi marini. Il suo corpo è allungato, quasi serpentiforme e ricoperto da scaglie caduche. Quello che lo caratterizza maggiormente è però l’enorme bocca armata di denti talmente lunghi e acuminati da sporgere anche quando la mandibola è chiusa. Sono quasi tutti completamente neri sul ventre e argentei sui fianchi mentre in posti strategici del loro corpo come lungo il dorso alcuni batteri, chiamati fotofori, ospitati all’interno dei loro organi, li rendono luminescenti. Alcuni pesci vipera, invece, sono completamente trasparenti e per creare luce utilizzano un processo chimico chiamato bioluminescenza.

2. Drago di mare (Grammatostomias flagellibarba)

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Il drago di mare è cosmopolita e di solito vive nelle acque tropicali tra i 700 ai 1000 metri di profondità ma di notte si può trovare anche in superficie. È uno dei predatori più feroci degli abissi marini, infatti, nonostante le sue piccole dimensioni (circa 25 cm), cattura pesci molto più grandi di lui, che poi inghiotte interi. Ha una testa larga, una bocca con molti denti lunghi e aghiformi ed attaccato al mento è presente un lungo barbiglio in grado di produrre luce a intermittenza, grazie ai fotofori, e muovendosi avanti e indietro funge da esca per disorientare le sue prede. Il pesce drago ha inoltre una doppia fila di fotofori anche sulla parte ventrale mentre il resto del corpo è nero. Le pinne pettorali sono poste anteriormente sotto il mento mentre quelle dorsali e caudali sono spostate molto indietro.

3. Diavolo Nero (Melanocetus johnsonii)

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Il diavolo nero, conosciuto anche come Melanoceto, è diffuso negli abissi più profondi di oceani temperati o tropicali fino ai 4500 metri. Il corpo della femmina è circolare e tozzo con una grossa testa, mandibole molto allargabili e denti forti ed appuntiti che gli consentono di ingoiare prede fino a 4 volte la sua lunghezza che è di circa 18 cm. Sulla fronte ha l’ilicio, un’antenna mobile provvista all’estremità di fotofori, con cui attira e stordisce le prede e, una volta che sono abbastanza vicine, le intrappola all’interno della sua potente mandibola. Le pinne sono piccole e arrotondate. Il maschio invece non supera i 3 cm e ha dei grossi denti a uncino che usa per attaccarsi alla femmina e vivere da parassita prendendo da lei tutto il nutrimento. I maschi che non riescono nell’intento di agganciarsi a una femmina moriranno di fame.

4. Anguilla pellicano (Eurypharynx pelecanoides)

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L’anguilla pellicano è, senza dubbio, una delle creature più bizzarre degli abissi marini e vive fra i 500 e i 750 metri di profondità. La sua bocca dotata di un’incredibile apertura mascellare è in grado di ingoiare animali molto più grandi di lui perché il suo stomaco è molto elastico. Il pesce catturato viene poi depositato in una “sacca”, come una seconda mascella, che lo fa assomigliare a un pellicano. Il suo corpo può raggiungere i 2 metri di lunghezza e la sua forma poco idrodinamica non gli permette di nuotare velocemente per catturare le prede. Per attirarle si serve invece di un organo luminescente posto alla fine della sua coda. Nella vita si riproduce soltanto una volta.

5. Isopode gigante (Bathynomus giganteus)

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L’isopode gigante è uno dei membri più grandi della famiglia dei crostacei e vive sul fondo degli abissi marini fino a 2000 metri di profondità dove la pressione è altissima e la temperatura può essere di soli 4° C. L’isopode, essendo il cibo molto scarso, si è adattato a mangiare ciò che cade sul fondo dell’oceano dall’alto o piccoli invertebrati. Ha una bocca molto complessa in grado di perforare, triturare e sventrare le prede. Questi animali possono raggiungere una lunghezza di circa 75 cm e quando si sentono minacciati si arrotolano su stessi proteggendosi con il loro robusto guscio. Benché esistano da più di 160 milioni di anni non hanno avuto evoluzione.

6. Calamaro vampiro (Vampyroteuthis infernalis)

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Il calamaro vampiro è un mollusco cefalopode che si trova in tutto il mondo nella maggior parte delle regioni tropicali e temperate a profondità di 600-900 metri o più. Il suo corpo è gelatinoso di colore variabile tra il rosso chiaro e il nero da cui sporgono sul dorso una coppia di grandi pinne a forma di orecchie che utilizza come mezzo principale di propulsione. I calamari vampiri sembrano infatti “battere le ali” nell’acqua. La lunghezza totale del corpo del calamaro vampiro può raggiungere i 30 cm circa ed è ricoperto da fotofori che può accendere o spegnere a suo piacimento creando lampi luminosi atti a disorientare le sue prede mentre quando i fotofori sono spenti rimane completamente invisibile. Gli occhi sono limpidi e rossi, tra i più grandi di tutto il regno animale, e possono arrivare fino a 2,5 cm di diametro. Per difendersi, quando si sente minacciato, non possiede la sacca dell’inchiostro ma emette dalle punte dei tentacoli del muco appiccicoso bioluminescente che gli permette di scomparire nell’oscurità. È completamente innocuo per l’uomo.

7. Chimera dal lungo naso (Harriotta raleighana)

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La chimera dal lungo naso vive nelle acque temperate di tutto il mondo tra i 1000 e i 2000 metri di profondità ma è molto difficile avvistarne uno negli abissi marini data la sua rarità. La caratteristica principale che lo contraddistingue è il lungo naso stiletto che ricorda il profilo di un jet supersonico o di una specie di un unicorno sottomarino. Alcuni l’ hanno soprannominato anche “pesce topo” per via della sua lunga coda. In Sud Africa è anche conosciuto come lo “squalo fantasma” anche se è solo lontanamente legato agli squali. Sulla sua pinna dorsale si trova una spina velenosa che sarebbe in grado di uccidere una persona anche se, data la profondità in cui vive, sarebbe davvero improbabile incontrarlo.

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3 anni ago
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Intrattenimento
Erica Franco

erica-francoNasce e vive a Varese. Fin da subito la sua grande passione per l’universo creativo la spinge, dopo la maturità scientifica, a frequentare l’Istituto Europeo di Design a Milano. Lavora come grafico e addetta alla comunicazione presso diverse realtà aziendali e agenzie. Appassionata di arte, design, fotografia e social media. Curiosa e in continua evoluzione.

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