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Il 29 gennaio 1886 nasceva l’automobile: 3 curiosità su cosa accadde quel giorno

Con il coraggio e l’inventiva di Benz il 29 gennaio 1886 nasceva l’auto: 3 curiosità su cosa accadde quel giorno importante per l’invenzione del mezzo meccanico che usiamo oggi

Era il 29 gennaio 1886 quando la Patent Motorwagen depositata all’Ufficio Brevetti dell’Impero Germanico con il numero 37435 in data 29 gennaio 1886. La prima automobile dotata di motore a scoppio. Non una macchina a quattro ruote, ma un triciclo a motore che venne denominato dal suo creatore, il meccanico 42enne Karl Benz, con il termine Velociped. L’automobile è un’invenzione che ha rivoluzionato non soltanto il mondo della mobilità, ma il mondo nel suo complesso. Mai, prima di allora, su un veicolo erano stati impiegati congiuntamente un motore a scoppio, un carburatore, un’accensione elettrica, un sistema di raffreddamento ad acqua, un sistema di sterzatura (rudimentale, in quanto azionato da una leva) e un telaio tubolare.

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1. Il suo brevetto nome in codice “DRP 37435”

La particolare curiosità che dimostra l’importanza del brevetto per l’invenzione della prima automobile è quello di essere considerato uno scritto talmente importante che dal 2011 fa parte del patrimonio documentario mondiale dell’UNESCO, insieme alla Bibbia di Gutenberg, alla Magna Carta e alla Messa in si minore di Johann Sebastian Bach. 

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2. L’importanza della moglie di Carl Benz

Se infatti l’invenzione della prima vera vettura porta la firma dell’ingegner Carl Benz, a dimostrare le reali potenzialità dell’auto (anche ai fini del rilascio del relativo brevetto), fu la sua consorte Bertha Benz. Reclutati i due figli, Eugene di 15 anni e Richard di 13, perché sapeva che ci sarebbe stato bisogno di spingere la macchina almeno sulle salite più ripide, Berta partì alle 5 del mattino del 12 di agosto, all’insaputa del marito, per il primo viaggio di prova del veicolo su strada, con la speranza di attirare l’attenzione della stampa. La destinazione scelta era Pforzheim, sua città natale, che distava circa 90 km dalla loro casa di Mannheim. Un viaggio non da poco, se si pensa che la velocità massima della loro auto era di circa 16 km all’ora. I primi problemi arrivarono subito dopo la partenza, quando i tre si accorsero di non conoscere la strada per Pforzheim, e dovettero rassegnarsi ad allungare il percorso di parecchi chilometri per passare in luoghi che gli erano familiari.  Era notte inoltrata quando finalmente riuscirono a raggiungere Pforzheim, dove sostarono qualche giorno prima di intraprendere il viaggio di ritorno. Chiedendo indicazioni per la strada più veloce, questa volta. La trovata di Berta comunque funzionò. Il marito infatti fu in grado di migliorare il prototipo grazie al collaudo della moglie, e il mese seguente a uno show a Monaco presentò poi una nuova (e migliorata) versione dell’automobile, vincendo una medaglia d’oro e attirando finalmente l’ attenzione della stampa. La fortuna delle autovetture a motore era iniziata.

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3. La prima infrazione e le continue soste

Nell’avventuroso viaggio intrapreso da parte di Bertha Benz con i suoi due figli con il Patent-Motorwagen modello III i primi problemi arrivarono subito dopo la partenza, quando i tre si accorsero di non conoscere la strada per Pforzheim, e dovettero rassegnarsi ad allungare il percorso di parecchi chilometri per passare in luoghi che gli erano familiari. Non essendoci ancora strade adatte alle automobili, decisero di viaggiare sui binari della ferrovia, commettendo così la prima infrazione del codice della strada nella storia. Le soste inoltre furono molte: la macchina non aveva un serbatoio, e dovevano quindi fermarsi ogni 30 chilometri per fare il pieno in farmacia (la benzina all’epoca veniva venduta come solvente), il motore veniva raffreddato ad acqua, che andava sostituita di continuo, e le cinghie del motore e dei freni, di pelle, dovettero essere riparate più volte.

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Pubblicato il
1 anno ago
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Automotive
Giuseppe La Spada

giuseppe-la-spadaGiuseppe La Spada napoletano, ma milanista e residente a Milano. Ho fatto il classico percorso che tutti fanno (costretto in verità dai genitori) laurea in legge a Napoli e per non farci mancare niente, pratica legale (due anni!!) presso uno studio legale a Reggio Emilia (a proposito…la odio!!). Mentre sostenevo, con fatica, i vari esami universitari, mi dilettai in un corso a Milano (appoggiandomi da mia sorella) di sceneggiatura cinematografica, vincendo per un cortometraggio sia il soggetto che la sceneggiatura (“Rumors”). Mi piace scrivere possibili soggetti o libri (che non vedranno mai la luce)! Ho ultimamente, per riempire il curriculum, fatto un corso a Milano di assistente notarile…da vero masochista!

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