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Il 27 marzo 1886 nasceva Mies van der Rohe, uno dei massimi architetti del movimento moderno

Mies van der Rohe: l’architetto del Less is more

Mies van der Rohe nasceva il 27 marzo del 1886 ad Acquisgrana. Dopo oltre un secolo le sue opere risultano attuali e costituiscono un esempio per le nuove progettazioni. Van der Rohe è stato uno dei massimi esponenti del Movimento Moderno di cui ha saputo dare un’interpretazione personale e riconoscibile.

Il suo motto Less is more è ancora in voga per affermare uno stile sobrio ed essenziale.

27 marzo. Nasce un genio dell’architettura: Mies van der Rohe opere e filosofia

I suoi progetti e gli edifici realizzati sono una perfetta commistione tra diverse influenze stilistiche. Le sue esperienze lavorative lo portarono infatti ad entrare in contatto con personalità di spicco già in giovane età. In particolare conobbe i collaboratori della celebre scuola del Bauhaus, di cui sarebbe stato direttore in seguito. Ancor prima della grande guerra lavorò a fianco del suo fondatore Walter Gropius.

Allora il grande architetto stava progettando con lo studio Behrens la Fabbrica di turbine AEG e van der Rohe lo aiutò nella progettazione. Questo edificio sembra molto diverso dalle successive realizzazioni di Van der Rohe e invece già ne presenta gli sviluppi successivi: la forma e la funzione corrispondono e la classicità della fronte a tempio si fonde all’uso moderno delle vetrate.

L’architetto tedesco parte dalla lezione purista di Le Corbusier, dagli stilemi del Neoplasticismo del De Stjil e dal Movimento Moderno per dare vita ad architetture di carattere. La semplicità delle forme geometriche regolari e del bianco è solo apparente. In realtà la purezza è risultato di un progetto studiato che parte da esempi neoclassici e puristi. Ad essi si aggiunge la modernità della trasparenza delle vetrate a tutta parete, ora possibili grazie all’uso del cemento. Le sue opere inoltre non sono solo moderne, ma anche attuali. Per esempio gli ambienti unici e la quantità di luce degli ambienti interni fanno degli spazi da lui disegnati luoghi contemporanei.

Il Padiglione tedesco di Barcellona

Mies van der Rohe-Barcellona

Padiglione della Germania per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929

La celebrità dell’architetto arrivò quando gli fu affidata la progettazione del Padiglione per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929. La struttura doveva rappresentare la Germania e il risultato è stato un tempio classico moderno. Come un antico tempio periptero le colonne circondano l’aula unica che presenta solo qualche parete divisoria interna. Anche i colori chiari dei materiali ricordano la Grecia, contrapposti alla pietra verde.

La sedia Barcellona

Mies van de Rohe_-_Barcelona_Chair

Sedia Barcellona, realizzata per l’Esposizione Universale del 1929

Per la stessa occasione è nata un’icona del design, la sedia Barcellona. Le sue linee semplici si accordano agli ampi spazi del Padiglione realizzato per l’Esposizione Universale del ’29. La struttura è in acciaio cromato e la seduta e lo schienale sono cuscini in cuoio capitonné. La sua eleganza senza tempo la rende adatta ancora oggi ad ambienti tradizionali o high tech. La poltroncina Barcellona è infatti tutt’ora prodotta dall’azienda Knoll.

La Casa Farnsworth di Chicago

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Casa Farnsworth, Chicago, 1950

Dietro a questa casa c’è una storia travagliata, tanto che ne è stato fatto un film. I protagonisti del dramma sono Edith Farnsworth e Mies van der Rohe. Edith era una nefrologa e Mies un affermato architetto. Lei gli commissionò una residenza di villeggiatura a Plano e lui diede vita ad una opera straordinariamente innovativa.

Lei però non apprezzò e gli fece causa. La casa in effetti forse non doveva essere molto pratica perché gli ambienti risultavano poco divisi e di notte la luce attirava gli insetti contro le vetrate a nastro. Pare inoltre che ci fossero problemi di allagamenti, ma soprattutto si vociferava che tra i due ci fosse stato ben più di un rapporto di committenza.

Al cinema Edith ha il volto di Maggie Gyllenhaal e Mies di Geff Bridges. Dunque due grandi attori per un racconto di vita appassionante.

La Neue Nationalgalerie di Berlino

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Neue Nationalgalerie, Berlino, 1968

Verso la fine della sua vita van der Rohe tornò a lavorare in Germania dopo aver vissuto molti anni negli Stati Uniti. Da quando aveva riparato negli USA all’avvento del regime nazista, si era dedicato alla realizzazione di grattacieli che hanno modificato lo skyline di Chicago e New York.

Tra gli edifici più importanti ci sono il Seagram Building di New York realizzato nel 1958 insieme a Philip Johnson, l’IBM Building di Chicago del 1952 e la Lake short drive del 1966.

Berlino, capitale della sua nazione, conserva una delle maggiori testimonianze dell’International Style, la Neue Nationalgalerie. La purezza dei materiali, del ferro e del vetro, ricordo di LeCorbusier, sono un caposaldo che ha influenzato anche architetti contemporanei come Richard Meier.

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5 mesi ago
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