Eserciti di replicanti. Copie esatte di noi stessi. Li immaginiamo spesso, e ne facciamo i protagonisti di incubi e sogni. Il cinema li ha immaginati molte volte come orde pronte a conquistare il mondo. Noi più spesso vorremmo tanto clonarci per mandare qualcuno al posto nostro a scuola o al lavoro. Fantasia? Non proprio: qualcosa è già successo, è già reale: come la clonazione della pecora Dolly. Cosa è successo davvero?

Come è avvenuta la clonazione della pecora Dolly?

Dolly è passata alla storia perchè è stato il primo animale clonato da una cellula adulta, anzicè da un embrione. In particolare, i ricercatori del Roslin Institute, in Scozia, hanno utilizzato il nucleo di ma cellula della mammella di una pecora bianca di sei anni.

Lo hanno poi impiantato in una cellula uovo priva di nucleo, facendole poi fondere grazie a degli impulsi elettrici. La cellula uovo era quella di una pecora dal muso nero, il nucleo di una a muso bianco. Si dovette assicurarsi che la cellula così ottenuta potesse divenire un embrione.

La nuova cellula fu quindi tenuta in osservazione per circa una settimana, prima di esssere impiantata in una madre surrogata, a sua volta dal muso nero.

Quando 13 giorni dopo la pecora Dolly, coi suoi sei kg e mezzo, nacque, si vide che aveva il muso bianco. La sua clonazione è stata il primo tentativo riuscito dopo 2776 fallimenti. Di questi, 29 durante la gestazione.

La pecora dolly con Ian Wilmuth, che l'ha clonata

La pecora dolly con Ian Wilmuth, che l’ha clonata

Cosa è successo dopo?

L’agnellina è stata curata e vezzeggiata al Roslin Institute, ed ha poi partorito cuccioli normalmente, permettendo di confermare che era possibile. Dolly ebbe una vita piuttosto simile a una qualsiasi altra pecora, ma morì a 6 anni per una malattia tipica degli animali allevati al chiuso.
Si crede che la breve durata della sua vita – circa la metà della media – e il suo precoce invecchiamento, possano essere legati all’utilizzo della cellula di una pecora di sei anni.

Aveva inoltre cromosomi appena più corti del normale, ed una parte del suo DNA era stata ereditata dalla cellula uovo della pecora nera, anzichè solo dal nucleo della donatrice bianca. Non si tratta quindi di una copia esattamente identica.

Questo particolare dettaglio si può rivelare utile nella ricerca su malattie correlate al solo ramo materno della genealogia.

Perchè proprio una pecora?

La pecora Dolly è stato il clone più famoso, ma non certo il primo. Molte piante sono capaci di creare cloni, e l’esperimento era già stato tentato su numerosi animali. È accaduto ad esempio con rane, topi, mucche. Dolly è stata però la prima a venire clonata da una cellula adulta anzichè da un’embrione.
Perchè scegliere una pecora per questo esperimento? Su questi animali i ricercatori hanno impiantato proteine utili all’umo, capaci di creare geni che contrastano patologie umane. Le pecore clonate si rivelerebbero quindi perfette per studi sulla ricerca sanitaria

La pecora Dolly in particolare è stata oggetto di una ricerca diversa, anche se la sua clonazione ha ugualmente un fine utile all’uomo. Faceva infatti parte di uno studio per la produzione di medicinali nel latte dei mammiferi da allevamento. Insomma, quello che racconta la fantasia in parte è vero: i cloni non sono lontani, e potranno semplificarci molto la vita!

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1 mese ago
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Curiosità

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